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venerdì 21 giugno 2013

Stagione del Teatro della Gioventù

Vi ri-posto un'articolo del Comune di Genova sulla Stagione del Teatro della Gioventù. 
Personalmente,  la mia esperienza - praticamente diretta - con questo teatro non è stata delle migliori... A inizio anno ho collaborato con un giovanissimo regista genovese per un suo nuovo cortometraggio ed il teatro, che aveva promesso degli spazi per girare ad un prezzo irrisorio, a pochi giorni dalla data delle riprese gli ha alzati "esponenzialmente" facendo si che il giovane in questione non potesse sostenere le spese e dovesse all'ultimo momento cambinare "location" ( il che reca un grave disagio...)!
 È proprio un peccato che un teatro intitolato alla gioventù lasci che il suo impegno a proposito si limiti al titolo.. (Ok.. Io forse generalizzo, probabilmente il Teatro ha contribuito e contribuisce e progetti per i giovani, ma vi ho voluto raccontare questo fatto perché mi ha toccata da vicino e mi ha alquanto stupita - ed infastidita!) 

Ecco la stagione:

"Portare il pubblico a teatro anche d’estate. Questa una delle sfide più importanti del Teatro della Gioventù, che quest’anno chiuderà i battenti il 4 agosto, data dell’ultima replica della “Strana coppia”. Una tradizione, quella del teatro “estivo”, che in Italia non ha molto seguito, che Massimo Chiesa ed Eleonora d’Urso vogliono portare a Genova rendendo il teatro di Via Cesarea un punto d’incontro e di svago, con servizio bar e altri comfort da offrire agli spettatori e non solo. Anche a Milano l’Elfo e il Franco Parenti quest’anno hanno deciso di posticipare la data di chiusura nel mese di giugno, per la gioia di tutti i milanesi e i genovesi che non vogliono rinunciare al teatro nemmeno nei caldi mesi d’estate.

Il Teatro della Gioventù propone “La strana copia”, il capolavoro di Neil Simon nonché la commedia più rappresentata nella storia del teatro.  Scritta nel 1965, il successo fu immediato, grazie alla leggendaria rappresentazione teatrale di Walter Matthau (Oscar) e Art Carney (Felix) e alla versione cinematografica del 1968, ancora con Matthau e Jack Lammon nel ruolo di Felix. In Italia la prima rappresentazione con protagonisti Walter Chiari e Renato Rascel) è datata 1967, mentre la versione di Zuzzurro e Gaspare diretta da Massimo Chiesa è del 1995. La saga è nota: Oscar (uomo in carriera ma pieno di vizi e disordinato, interpretato da Nicola Nicchi), si ritrova ad ospitare l’amico Felix (Giovanni Prosperi), entrambi reduci da divorzio. Ma se Oscar sembra essersi rapidamente messo alle spalle la vicenda tra alcool e gioco d’azzardo, Felix è decisamente più colpito e travolto emotivamente. Anche caratterialmente i due non potrebbero essere più diversi: Felix è infatti un salutista maniaco della pulizia e dell’ordine, e da questa differenza di fondo nasce una serie irresistibile di gag e malintesi. Gli altri pochi personaggi (il compagno di gioco d’azzardo o una coppia di donne con cui i protagonisti tentano un improbabile approccio) fanno da sfondo alla vicenda, che ruota completamente intorno ai due protagonisti.

Per i ragazzi del Teatro della Gioventù, sempre guidati dalla regia di Massimo Chiesa, si tratta di un passaggio al genere della commedia “pura”, dopo aver divertito il pubblico con spettacoli più vicini al genere della farsa. L’approccio al personaggio deve essere molto più improntato al realismo, a differenza della farsa che prevede un uso molto più ampio del paradossale e delle ”macchiette”, personaggi stereotipati e esagerati all’inverosimile. Una sfida che non spaventa i giovani attori della compagnia, pronti a interpretare l’opera di Neil Simon per gran parte della stagione estiva, proponendo lo spettacolo tutte le sere alle 21, la domenica con doppia replica alle 17.00 e alle 21.00 e con lunedì come unico giorno di riposo.

Un duro lavoro che porta però dei risultati: dal dicembre 2012 32.642 persone hanno assistito agli spettacoli proposti dal TKC Teatro della Gioventù Rumori fuori scena, La pulce nell’orecchio e Black Comedy. Un processo di continua crescita che dura da ormai quasi un anno e mezzo, nel corso del quale il Teatro della Gioventù ha saputo costruirsi un pubblico affezionato, ma anche introdurre al mondo del teatro persone che non erano abituate a frequentarlo, motivo di particolare orgoglio per Massimo Chiesa."
Da http://www.viveregenova.comune.genova.it/content/la-stagione-estiva-al-teatro-della-gioventugrave

lunedì 13 maggio 2013

da anNOTAre... - 11

LA SETTIMANA





Lunedì 13 Maggio
I Virtuosi Italiani
Uri Caine pianoforte
Bach-Caine, Caine, Brahms-Caine


Martedì 14 Maggio
Ore 21. La mia Storia piano e voce è il nuovo tour di Marco Masini, che fa tappa al teatro Politeama Genovese.
Dopo svariate decadi di canzoni e concerti in tutta Italia, Masini affronta per la prima volta in carriera un tour teatrale in perfetta solitudine, solo piano e voce.
Nel mese di aprile è prevista la pubblicazione di un nuovo cd intitolato come il tour: “La mia storia piano e voce, che contiene l'inedito Io ti volevo.
L’ossatura del concerto piano e voce si basa sui grandi classici del cantautore, quelli che lo hanno reso noto al grande pubblico: Disperato”, “Ci vorrebbe il mare, Perché lo fai, T’innamorerai, Vaffanculo, Bella stronza, Raccontami di te, Fino a tutta la vita che c'è, L’uomo volante, L’Italia, Caro Babbo (con un quartetto di archi) e una seconda canzone inedita intitolata Aspettami lì (con un quartetto d’archi).
20/30 €


Martedì 14 e Mercoledì 15 Maggio
Didone ed Enea al Palazzo della Meridiana. 
Maggiori info qui.


Mercoledì 15 maggio
Ore 17 – Ivan Fedele
Un ciclo di incontri per riflettere e rispondere a domande sul rapporto tra musica e media. Agli appuntamenti di: Autore e interpreti nell’era della cronaca, si cercherà di riflettere criticamente sul rapporto tra la produzione, l’interpretazione della musica, e la società mediatizzata. Sala dei Concerti del Conservatorio Paganini.


Giovedì 16 Maggio
Skultuna Jazz Quartet in concerto
Ore 21.00
Rapallo: Circolo Golf e Tennis
Ingresso libero. Info: 018 262022


Giovedì 16 Maggio 
Ore 18.00
Camelie e Violette
Uno storico fiasco divenuto un successo mondiale: ecco La Traviata, l'opera più amata e rappresentata di Giuseppe Verdi.
Il suo fascino, il perfetto equilibrio fra scrittura delle parti cantate e ragioni teatrali ebbero come naturale effetto, dopo il 1953, una vera e propria corsa alla composizione di brani di inequivocabile ispirazione: Camelia, Miss Camelia, Fior della camelia, Violetta, Vera Violetta (un’operetta), Violette e, infine Violetta Valéry. Inoltre, come era consuetudine all’epoca, fiorirono immediatamente trascrizioni, fantasie, balletti, variazioni e pot-pourri sui suoi temi più famosi.
Con incredibile tempismo, nel novembre del 1853, a soli sei mesi dalla prima veneziana, fu composto il Ballo Camelia.
Nel corso dell'incontro verrà riproposto il vasto mondo musicale che ruotava intorno alla Traviata, anche attraverso l'ascolto di alcune composizioni.
Prima... la musica
Curiosità in musica a cura di Marco Ghiglione
Sala Paganini
Ingresso libero.


Venerdì 17 maggio
Muddy Waters di Calvari ospita il concerto di Enrico Ruggeri: il cantautore presenta al pubblico il nuovo lavoro Frankenstein.
Frankenstein è un concept album, un lavoro strutturato su una storia ripercorsa da 13 brani a tema, con allegato un romanzo breve dal titolo L’uomo al centro del cerchio; Ruggeri stesso lo definisce come “il progetto più complesso e ambizioso della mia vita”.


Venerdì 17 Maggio
Un pomeriggio all'Opera - Conversazioni e incontri in Libreria presso La Feltrinelli Libri e Musica di Genova. Si rinnovano anche quest'anno gli appuntamenti con gli interpreti presso lo Spazio Eventi di Feltrinelli Libri e Musica. In occasione della messa in scena dei titoli in cartellone, il compositore e musicologo Massimo Pastorelli, consulente editoriale del Teatro, parlerà di lirica con il pubblico e con i protagonisti delle opere.
Tutti gli incontri (se non diversamente indicato) hanno inizio alle ore 17.30.
... ospiti in via di definizione


Venerdì 17 Maggio
Nessuno tocchi il gatto nero! La notte della musica fortunata
Ore 22.00
Genova: Crazy Bull, Via Eustachio Degola, 4
Concerto con Claudia e la Colla + Random On Sunday

Venerdì 17 Maggio
I concerti di primavera - Cadira in concerto
Ore 21.00
Bogliasco: Sala Piero Bozzo
Con Eugenia Amisano e Paolo Traverso. Ingresso libero

Venerdì 17 Maggio
Jealousy Over 30 - Searata inaugurale
Ore 23.00
Varazze: La Kascia, Corso Giacomo Matteotti, 15


Venerdì 17 Maggio
Luca Calcagno, dj-set
Ore 22.00
Genova Vesima: bagni Janua-Tortuga Superplaya


Venerdì 17 Maggio
My Fair Traviata - Un’opera-film crossing
Violetta - Sara Cappellini Maggiore
Alfredo - Alessandro Fantoni
Biglietti: giovani under 26 € 5.00 - adulti € 10.00
Rappresentazioni: 9:30 e 11:00


Venerdì 17 e Sabato 18 Maggio
Tributo a Fabrizio De André con Aldo Ascolese
Ore 20.30, 21.00
Genova Nervi: Le streghe, via Donato Somma 46 + I 4 Canti, via 4 Canti di San Francesco 28 r
Presentato da Radio Faber


Sabato 18 Maggio
La Traviata
- Prima -
Direttore Fabio Luisi
Violetta Valery Mariella Devia
Flora Valeria Sepe
Annina Paola Santucci
Alfredo Germont Francesco Meli
Giorgio Germont Roberto Servile
Gastone Enrico Salsi
Barone Valdis Jansons
Marchese Claudio Ottino
Dottor Grenvil Christian Faravelli
Giuseppe Giampiero De Paoli
Domestico Roberto Conti
Commissionario Alessio Bianchini
Danzatori/Mimi DEOS (Luca Alberti - Luisa Baldinetti - Emanuela Bonora - Dario Greco - Nicola Marrapodi - Erica Melli - Roberto Orlacchio - Roberto Pierantoni)



Sabato 18 Maggio
Dalle 24 al Crazy Bull Café (via Degola 4R - 010 4694923) a Genova Sampierdarena il palcoscenico del Crazy Bull sarà calcato da un autentico monumento vivente del Metal Rock mondiale ovvero il cantante "maledetto" Paul Di'Anno accompagnato dai Children of Damned.
Paul è inglese, già voce solista degli Iron Maiden, conosciuto sia per il suo talento canoro che per gli eccessi sul palco (leggi profilo). "Paul ha voluto ancora una volta includere il Crazy Bull - ricorda con soddisfazione la titolare Rosanna Depau - nel suo Tour mondiale e di ciò gli siamo molto grati a riprova anche della credibilità acquisita dal mio locale nel mondo della Musica Live nazionale ed internazionale. Non sarà comunque l'unico grande nome della stagione live 2013/2014. Presto Genova ascolterà altri grandi interpreti della musica giovane"


Sabato 18 Maggio
La notte dei Musei - Festa corale per Benjamin Britten e Francis Poulenc
Ore 20.30
Genova: Palazzo Tursi, Via Garibaldi, 9


Sabato 18 e Domenica 19 Maggio
Fiera di Genova: 20esima edizione di Marc, Mostra attrezzature radioamatoriali e componentistica, hi-fi, car stereo, fai da te.
L'esposizione offre una panoramica completa di attrezzature e componentistica radioamatoriale, ma anche antenne e parabole satellitari, decoder, stampa specializzata e accessori per i telefoni cellulari. Grandissimo risalto per il settore informatico con un'ampia offerta di pc, notebook, stampanti, scanner, software e videogames. I cultori del fai-da-te trovano pezzi di ricambio, apparecchiature da mettere a posto e accessori per elaborazioni speciali a costi estremamente competitivi. Inoltre per i raffinati palati dei collezionisti radio e telefoni d'epoca, tv e registratori degli anni '50 e '60.
Ingresso: 8 €



Sabato 18 e Domenica 19 Maggio
YACHT & GARDEN
A Marina Genova Aeroporto la sesta edizione della mostra-mercato dedicata al giardino mediterraneo.


Sabato 18 e Domenica 19 Maggio

Easy Cooking Tour: due giornate di show cooking con il famoso chef Mattia Poggi, lezioni di pizza e dolci per i bambini.
L'appuntamento è dalle ore 11 alle 19 nell'area pedonale di Porta Siberia del Porto Antico di Genova.
Ingresso gratuito - prenotazione ai corsi per i bambini obbligatoria al sito tescoma.it o al numero verde 800777546


Domenica 19 maggio 
18esima edizione della Marcia Città di Chiavari, marcia non competitiva di 15 chilometri con partenza alle ore 9 e arrivo in piazza Mazzini.
Le iscrizioni: 5 euro entro le ore 20 di venerdì 17 maggio, il modulo di iscrizione è on line sul sito www.maratonetitigullio.it, oppure presso il negozio Ottico Roggero in via della Cittadella, 18 a Chiavari.
Le iscrizioni saranno accettate anche il giorno della gara fino a 15 minuti prima della partenza da piazza Mazzini al costo di 7 euro.
Previsti punti di ristoro lungo il percorso e all'arrivo, maglietta tecnica Running per tutti i partecipanti, targhe e coppe ai gruppi più numerosi, premi individuali ai primi 3 classificati maschili e femminili


Domenica 19 maggio
'Vini d'Amare' - Rassegna enologa
(anche Lunedì 20 maggio) Ore 15.30
Camogli
Domenica
- ore 15.30 visita guidata al Civico Museo Marinaro Gio Bono Ferrari
- ore 17.00 visita al centro multimediale Unport@le sul mare presso il Castel Dragone
- ore 17.30 aperitivo presso il Castel Dragone, con musica di E. Castellaro
Inoltre cene e degustazioni a cura di Sommelier A.I.S

Lunedì
- ore 10 incontro fra gli Enti organizzatori della manifestazione, i produttori liguri e la stampa specializzata;
- ore 11 tavola rotonda sul tema: “I Vini Eroici”;
- ore 12.15 cocktail di benvenuto:
- ore 13.30 inizierà la fase finale del Concorso per l’assegnazione del titolo di MIGLIOR SOMMELIER DELLA LIGURIA 2013.
- dalle ore 14 alle ore 20 ogni Azienda vinicola avrà a disposizione, all’interno dell’Hotel “Portofino Kulm” di Camogli, uno stand in cui potranno essere ospitati i vini da presentare al pubblico.
A conclusione dell’evento, alle ore 21 si terrà la Cena di Gala presso il Ristorante dell’Hotel Portofino KULM (necessaria la prenotazione).“

lunedì 15 aprile 2013

Tosca al Cantero

Alle ore 21 di venerdì (19/4) al Teatro Cantero di Chiavari verrà messa in scena la Tosca di Giacomo Puccini.
Lo spettacolo è offerto dall'associazione Ritorno all'Opera in collaborazione con quella Amici del Teatro e del Tigullio.

I biglietti sono disponibili anche su happyticket.

Gli interpreti sono:
Floria Tosca - Capucine Chiaudani
Mario Cavaradossi - Alberto Cupido
Barone Scarpia - Ivan Marino
Cesare Angelotti - Gianmaria Patrone
Carceriere - Davide Mura
Spoletta - Mauro Buffolo
Sagrestano - Claudio Ottino
Sciarrone - Davide Mura
Pastorello - Melissa Briozzo

Nuova Orchestra Sinfonica di Chiavari
Coro Quadrivium




da anNOTAre - 8

Moltissimi eventi per voi in questa settimana! 
Oltre alla grande manifestazione culturale de "La Storia in Piazza" di cui trovate il programma ben leggibile e dettagliato qui, continuano le mostre e emergono i concerti: una vera e propria settimana musicale per Genova! 

Stavolta il contrario! Eventi di questa settimana subito e poi quelli in corso!

LA SETTIMANA


Lunedì 15 Aprile

Al Teatro Carlo Felice, alle ore 21, la GOG offre: Salvatore Accardo, Laura Gorna violino - Francesco Fiore, Simonide Braconi viola - Rocco Filippini, Cecilia Radic violoncello
Programma: Schönberg, Brahms


Martedì 16 Aprile 
Pro Festo Innocentium - alle 21:00
Un concerto per coro ed ensemble strumentale del GENOVA VOCAL ENSEMBLE diretto da Roberta PARANINFO; il programma, di rara esecuzione in Italia, è ispirato alla ricorrenza del 28 dicembre, dedicata ai bambini innocenti morti per ordine di Erode. A fianco delle composizioni di Michael Haydn trovano posto brani che il compositore contemporaneo Lorenzo Donati ha composto per questo progetto e per il Genova Vocal Ensemble.
Oratorio N.S. Assunta in Coronata - via Coronata 122 - 16152 Genova


Martedì 16 Aprile

Ore 1030 - UN'OPERA DI CONFINE (e non solo un'opera) - Oz on the Road
In coproduzione con Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse, dal romanzo di L. Frank Baum “The wonderful Wizard of Oz”
Da un'idea di Emanuele Conte
Libretto Fabrizio Gambineri
Direttore e Compositore Bruno Coli
Con la partecipazione di Alberto Bergamini
Regia Emanuele Conte
Assistente alla regia Nicholas Brandon
Con la collaborazione di Paola Bennici
Scene Paola Ratto
Costumi Guido Fiorato
Luci Luciano Novelli
Movimenti coreografici Claudia Monti
Orchestra e Coro di Voci bianche Fondazione Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro di Voci bianche Gino Tanasini

Prezzo: Giovani under 26 e gruppi scolastici € 5.00; Adulti € 10.00

Dopo il grande successo ottenuto la scorsa stagione, la programmazione per i Ragazzi del Teatro Carlo Felice ripropone nel mese di aprile l’opera di Baum. La trama del racconto - Dorothy letteralmente strappata da un uragano (compresi casa e cagnolino) dal mondo rurale, sereno e ottimistico in cui è cresciuta, viene catapultata nel fantastico mondo di Oz – merita oggi una riflessione, se non un aggiornamento. Si è voluto immaginare che la casa di Dorothy atterri sulla Route 66 negli anni ’60 del XX secolo. Lungo questa strada inizia un viaggio, avvengono incontri bizzarri quanti quelli di Baum e poco importa che l’Uomo di Latta sia un barbone che vive in una discarica e che abbia assemblato la propria corazza con quello che gli capitava tra le mani e poco importa che il Leone codardo sia un bullo di periferia che non fa paura a nessuno, una sorta di amletico James Dean che in cuor suo ammette la totale mancanza di cause alla sua ribellione. Lo Spaventapasseri, invece, è proprio uno spaventapasseri. Un oggetto di forma umana che Dorothy ben conosce: un richiamo alle sue origini, un confidente ingenuo. Uno spettacolo di musica e parole che mescola il musical alla lirica con derive rock, dedicato ad un pubblico di giovani e non.

Presso la Biglietteria del Teatro sono disponibili i CD rom didattici di OZ ON THE ROAD, contenenti:
i bozzetti dei costumi di Guido Fiorato
i bozzetti delle scenografie di Paola Ratto
un commento di Bruno Coli con un'accenno ai brani principali
un commento di Fabrizio Gambineri sul suo lavoro di ri-scrittura sul testo di Baum
alcune note di regia di Emanuele Conte
l'immagine della locandina e la locandina della scorsa edizioneI supporti didattici, propedeutici alla preparazione degli alunni alla visione dello spettacolo e all'ascolto dell'opera, saranno consegnati agli insegnanti che ne faranno richiesta
Lo spettacolo POMERIDIANO sarà trasmesso in diretta streaming sulla piattaforma MYMOVIESLIVE! Per accedere occorre collegarsi alla piattaforma www.mymovies.it




Mercoledì 17 Aprile 

Il Pianoforte di Wagner in CD
Presentazione del doppio CD di Dario Bonuccelli
Ore 17,30

Nel bicentenario della nascita di Richard Wagner, l’Auditorium Montale ospita la presentazione di un interessante e prezioso cofanetto prodotto dalla Dynamic: un doppio CD contenente l’integrale delle opere pianistiche del grande compositore tedesco. Interprete, il pianista Dario Bonuccelli.
La presentazione sarà introdotta da Roberto Iovino e da Danilo Prefumo, che illustreranno l'iniziativa. Dario Bonuccelli suonerà alcuni dei brani incisi sul CD.

DARIO BONUCCELLI (1985) si forma con Luciano Lanfranchi. Si diploma in pianoforte nel 2004, presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova, col massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Si perfeziona con Franco Scala, Andrea Lucchesini e Pietro De Maria e nel 2011 si laurea al biennio specialistico ad indirizzo concertistico al Conservatorio Paganini con Marco Vincenzi con la votazione di 110, lode e menzione speciale. E’ diplomato anche in composizione e molti suoi lavori sono stati eseguiti in pubblico. Ha tenuto centinaia di concerti, come solista, solista con orchestra e in varie formazioni da camera, in 14 Paesi europei e Giappone, suonando in sale prestigiose (come il Teatro Bibiena di Mantova, la Wigmore Hall di Londra, il Palazzo Reale di Stoccolma, il Teatro Caio Melisso per il Festival di Spoleto, il Teatro Comunale di Firenze per il Maggio Musicale, il Kashihara Theatre di Osaka, Sala Verdi di Milano…).
E’ appena uscito, per l’etichetta Dynamic, il suo doppio CD con l’Integrale Pianistica di Richard Wagner.
Contemporaneamente agli studi musicali ha seguito il corso di Laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Genova, conseguendo la laurea specialistica, con 110 e lode, con tesi in Storia della Musica.
Dal 2010 è collaboratore pianistico al Conservatorio Paganini di Genova ed è docente di pianoforte all’Accademia Edward Neill di Genova. Insegna inoltre pianoforte e composizione ai “Corsi Annuali di Musica” organizzati a Camogli dal Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso.


Mercoledì 17 Aprile 
La Feltrinelli di via Ceccardi ospita il rapper Salmo. Dopo il successo sfolgorante di Death USB Salmo torna con un nuovo attesissimo album di inediti: Midnite. Ore 1630.
Con il suo talento l’artista è riuscito a ribaltare l'attuale scena rap/hip hop italiana, travolgendola col il suo mix di rap classico, dubstep, grime e rock più duro, cambiando in un solo anno i connotati di genere, introducendovi elementi innovativi di dubstep e rap hardcore.


Giovedì 18 Aprile
Vinicio Capossela - Sala Chiamata del Porto di Genova. Ore 21
Il cantautore e polistrumentista italiano si esibisce in sostegno della Comunità San Benedetto al Porto di Don Gallo, che organizza questo evento per lanciare il conto corrente verso la Fondazione Don Andrea Gallo.
Capossela insieme ai Rebetici Ginnasti chiude l'esaltante tour che dal giugno dell'anno scorso lo ha portato a esibirsi in teatri, club e centri sociali in Italia e in Europa proponendo al pubblico genovese brani inediti e nuove versioni di pezzi provenienti dalla sua passata discografia, reinterpretati attraverso la chiave stilistica del rebetiko, un genere di strada nato in povertà fra il popolino delle periferie e degli angiporti, fiorito artisticamente a partire dai primi decenni del secolo scorso.
Un genere che si abbina alla perfezione all'atmosfera del Porto e alle sue storie.
Biglietto con offerta minima di 15 euro.



Venerdì 19 Aprile 
Ore 20.30
Dmitrij Kitajenko - Direttore
Orchestra del Teatro Carlo Felice

Wolfgang Amadeus Mozart: Sinfonia n.36 in Do maggiore K425 (Linz)
Pëtr Il'ič Čajkovskij: Sinfonia n.5 in mi minore, op. 64

Il concerto sarà preceduto da una presentazione di Massimo Pastorelli nel Primo Foyer del Teatro alle ore 19.00. Apertura al pubblico a partire dalle ore 18.45.


Venerdì 19 Aprile
Andrea Bacchetti al pianoforte all'ex cinema Ambra Campomorone - Ore 2045 - 8€
www.compomoroneecultura.it


Venerdì 19 Aprile
Teatro Politeama Genovese ospita lo spettacolo di Lillo e Greg Sketch & Soda 2013. Ore 21
Brevi atti unici che descrivono l’animo umano, le piccolezze e le stranezze che ci circondano. Situazioni paradossali, salti spazio-temporali a metà strada tra sogno e realtà. Ritmo serrato e tanta musica dal vivo, attraverso la comicità surreale, grottesca e cinica di Lillo e Greg, amatissimi e geniali mattatori di moltissimi programmi radiofonici e televisivi. L'accompagnamento musicale è di Attilio Di Giovanni.


Venerdì 19 Aprile

Muddy Waters di Calvari ospita il concerto di Zibba e Almalibre, band composta da ovvero Andrea Balestrieri alla batteria, Federico Manno alla chitarra, Massimiliano Rolff al basso, Lucas Bellotti al basso, Daniele Franchi alla chitarra e Stefano Riggi al sax. Il cantautore savonese, vincitore lo scorso anno del Premio Tenco , si esibisce con la band proponendo il suo repertorio che spazia tra la musica rock, blues, reggae, jazz, balcanica, italiana e nordica. Ore 2230 - 15€


Sabato 20 aprile 
Al Teatro Carlo Felice di Genova - concerto di Cristiano De Andrè, che presenta al pubblico il nuovo atteso disco Come in cielo così in guerra. 
Ore 21 - 28€

Personaggio emblematico e controverso, artista di un calibro culturale profondo e mai scontato, cantante e polistrumentista di grandissimo spessore e personalità, con il nuovo prodotto discografico, ritorna al grande pubblico a due anni dalla fortunata tournée "De André canta De André".
Nello spettacolo propone le nuove canzoni accompagnato dalla sua band storica, ma ancora racconterà la sua storia con suo padre attingendo dall'immenso e fantastico repertorio di Fabrizio. Cristiano è l'unico vero erede del patrimonio deandreiano che è ormai parte della storia della musica e delle letteratura italiane e che sicuramente è nelle radici di noi tutti.
Con il nuovo Come in cielo, così in guerra inizia una nuova fase: Cristiano è un artista più maturo ed originale, pronto ad entrare a tutti gli effetti tra i grandi protagonisti della musica d'autore italiana.


Sabato 20 Aprile
Rita Marcotulli - piano solo - Jazz - Villa Bombrini
La pianista romana attiva è da anni nel campo del jazz, oltreché autrice di numerose colonne sonore e teatrali.


Domenica 21 Aprile

Raphael Gualazzi torna ad esibirsi dal vivo, con Happy Mistake Tour che porterà sui palchi dei principali teatri d’Italia il suo inconfondibile sound con i brani dell’ultimo disco di inediti Happy Mistake (uscito il 14 febbraio), che contiene anche i brani presentati al Festival di Sanremo Senza ritegno, scritto, prodotto e arrangiato dallo stesso Raphael e Sai (ci basta un sogno), scritto e prodotto da Raphael con l’arrangiamento di Vince Mendoza (già collaboratore, tra gli altri, di Robbie Williams, Bjork ed Elvis Costello).
Gualazzi è noto al grande pubblico grazie alla vittoria nel 2011 del Festival di Sanremo Giovani con il brano Follia d'amore e, nello stesso anno, si è classificato al secondo posto all'Eurovision Song Contest.
Nel corso di Happy Mistake Tour sarà accompagnato sul palco da 9 musicisti, 8 dei quali francesi tra cui 3 coriste, in uno spettacolo dinamico ed sfaccettato che alterna atmosfere suggestive a momenti dall’energia intensa e travolgente sulle linee del blues e del jazz con incursioni nel gospel e nel soul ma anche nel rock e nel country.

Ore 21 -  25€





mercoledì 10 aprile 2013

Simon Boccanegra - Maratona Verdi 2013 - XI (II parte)


Ecco la fine della nostra "analisi" del Boccanegra, iniziata mercoledì scorso!

Curiosità
Alcuni giorni dopo l'andata in scena della seconda versione, scrivendo all'amico Opprandino Arrivabene, Verdi osservò che Simon Boccanegra è opera "triste perché dev'essere triste, ma interessa" (è la stessa frase che usa Pestelli per il suo saggio n.d.r.). Nel porre l'accento sulla caratteristica più evidente di quest'opera, la sua tinta scura e malinconica, questo lapidario giudizio solleva un interrogativo di fondo: quali ragioni hanno spinto Verdi a tornare su questa partitura a distanza di decenni, in un momento delicatissimo della sua carriera, per di più interrompendo la composizione di Otello? Le motivazioni sono molteplici e di diversa natura: se da un lato l'operazione si giustifica come una sorta di prova generale volta a saggiare, dopo tanti anni di silenzio, le reazioni del pubblico di fronte alla sua nuova musica, nell'attesa di proporre un'opera originale; dall'altro le parole del musicista lasciano intendere che quest'opera, nonostante l'insuccesso, era rimasta nel suo cuore. Si racconta che Verdi abbia in seguito confidato al nipote Carrara di aver voluto bene al Simon Boccanegra «come si vuol bene al figlio gobbo.»
Simon Boccanegra è una di quelle partiture verdiane – come Macbeth e Don Carlos – che, al di là del loro valore artistico, difficilmente avrebbero potuto aver accesso alla popolarità nel corso dell'Ottocento, in quanto il suo soggetto non ruota intorno ad una grande storia d'amore o ad un infiammato dramma di popoli in lotta per la libertà.
Incentrato su un tema ricorrente nel teatro verdiano - la crisi di un sistema di potere e di affetti familiari - Simon Boccanegra finisce infatti per capovolgere i convenzionali rapporti di forza tra i personaggi: non solo il protagonista è il baritono, ma il suo vero antagonista non è il tenore (l'innamorato giovane e romantico) bensì il basso, mentre la donna contesa non è l'amante, bensì la figlia dell'uno (Simone) e la nipote dell'altro (Fiesco). Il cuore dell'opera è rappresentato da un intreccio fatale di odii atavici e fraintendimenti, in una cronica impossibilità di intendersi e comunicare. Le passioni torbide e irrisolte che animano quest'opera buia, complessa e tormentata, sono destinate a sciogliersi solo dopo che l'inesorabile trascorrere del tempo ne ha levigato l'asprezza, ovvero con l'approssimarsi della morte. Tra il prologo e i tre atti trascorrono ben venticinque anni, ed è suggestivo raffrontare questo scarto temporale con il lasso di tempo - ventiquattro anni: dal 1857 al 1881 - che separò nella realtà la nascita delle due versioni: si direbbe che lo stesso Verdi, per trovare il vero senso di questo dramma, abbia avuto bisogno di riconsiderarlo con uno sguardo retrospettivo, quello stesso sguardo che domina l'atto conclusivo dell'opera e lo rende così umanamente struggente.
Se dal punto di vista drammaturgico la modifica più importante introdotta dalla versione 1881 riguarda il quadro che chiude il primo atto, composto ex novo e destinato a diventare la scena più intensa e spettacolare dell'opera, sul piano poetico appaiono non meno determinanti i cambiamenti alla prima parte del prologo e, in particolare, l'aggiunta di quel breve ma straordinario preludio il cui motivo principale – «una cellula drammatico–narrativa a vite perpetua», come la definisce Massimo Mila – sembra far scaturire il dramma dalle brume della memoria, dando piena evidenza musicale all'idea fondamentale del trascorrere del tempo.
Il colore complessivamente severo deriva sia dal largo impiego di uno stile vocale tra il declamato e l'arioso (quanto a dire dall'assenza di motivi orecchiabili: a nessuna delle arie è toccato in sorte di entrare a pieno titolo nel repertorio concertistico), sia dal predominio delle voci gravi e virili (Simone, Fiesco, ma anche i congiurati Paolo e Pietro, e lo stesso coro, per lo più maschile), cui si contrappone una sola voce femminile: quella luminosa e calda del soprano lirico che interpreta il ruolo di Amelia, la giovane donna tenera e gentile, coinvolta suo malgrado nel dramma esistenziale e politico degli uomini che l'amano e ne fanno oggetto delle loro contese.
Il protagonista, un plebeo dall'animo nobile provato in gioventù da un atroce dolore, canta nel registro vocale più caro a Verdi, quello di baritono. Il suo nemico, l'inesorabile patrizio Jacopo Fieschi - una figura di padre-padrone ricorrente spesso nel teatro verdiano, da Zaccaria (Nabucco) a Rigoletto, da Giorgio Germont (La traviata) ad Amonasro (Aida), da Filippo II (Don Carlos) al Marchese di Calatrava (La forza del destino) - in quello di basso.
Più sullo sfondo si staglia la coppia degli innamorati, costituita da Amelia e Gabriele Adorno, il giovane patrizio dall'animo ardente ma leale (tenore). La loro limpida storia d'amore ha la funzione di creare un contrasto con le torbide, inespresse passioni, incancrenite dal tempo, che tormentano gli animi dei due antagonisti, segnalando in tal modo la distanza generazionale che sussiste fra i due mondi. Quest'opera cupa e triste si conclude infatti con un lutto compensato dalla promessa di un tempo migliore e con un messaggio di pace e d'amore: simile ad un passaggio di testimone, la morte di Simone coincide con la promessa di nozze degli innamorati e con l'elezione a Doge di Gabriele, cosicché il momento della riconciliazione nasce catarticamente da quello della sofferenza.
Illuminante per comprendere il senso del lungo travaglio e dell'inutile odio che distrugge la vita di Simone e di Fiesco è il peso che Paolo Albiani, il congiurato (un altro baritono) viene ad assumere per effetto della revisione 1881, soprattutto sotto la spinta di Boito, fatalmente attratto verso personaggi mefistofelici. Non è un caso che proprio la condanna a morte di Paolo, il simbolo stesso del male, e la sua definitiva uscita di scena preceda immediatamente il grande duetto della riconciliazione.
Musicalmente la partitura risente inevitabilmente degli anni che trascorrono tra la prima e la seconda versione e delle esperienze umane ed artistiche del suo autore. Le parti nuove sono facilmente riconoscibili e presentano una finezza di scrittura ed una brillantezza ritmica e timbrica lontane dallo stile disadorno e un po' monocorde dell'opera del 1857. La tinta ombrosa che caratterizza la prima versione permane anche nella seconda, ma attraversata da lampi sinistri che, nella terribile scena della maledizione che chiude il primo atto, arrivano a coagularsi in effetti espressionisti.
Opera avara di grandi arie, Simon Boccanegra si fa invece apprezzare per una straordinaria aderenza della musica al dramma, già riscontrabile nella versione originale ma notevolmente accresciuta dalla revisione, che elimina i brani più convenzionali e trasforma alcuni recitativi in moderni declamati melodici. Unica pecca dell'opera - è stato detto - è la presenza di un secondo atto che, per ragioni di struttura narrativa, Verdi non ha potuto rielaborare se non in minima parte e che, nella sua brevità, schiacciato com'è tra la grandiosità della scena finale del primo atto e la commovente tragicità del terzo, ha quasi l'aspetto di una parentesi e di un ritorno al Verdi più convenzionale. Ma anche qui, la qualità della musica e la sintesi drammatica sono tali da giustificare la piena riabilitazione che la critica ha ormai accordato a questa partitura intensa e sottile, che, tra le altre cose, ha il merito di offrirci uno dei ritratti più autentici dell'uomo Verdi: pessimista, scuro ma – come la sua opera – sempre umano e profondo.

Simone Boccanegra




C’è una piazzetta nei caruggi, lì c’era la sua casa.
E lì c’è una una targa a ricordo del suo illustre abitante: Simone Boccanegra, il primo Doge della Superba.
Altre info e foto qui.


Incisioni discografiche 
Trovate due versioni della discografia, migliori di quella che vi propongo, tra i documenti che vi ho allegato.

Versione del 1881 
1939 Lawrence Tibbett, Elisabeth Rethberg, Giovanni Martinelli, Ezio Pinza - Ettore Panizza 
1951 Paolo Silveri, Antonietta Stella, Carlo Bergonzi, Mario Petri -  Francesco Molinari-Pradelli
1957 Tito Gobbi, Boris Christoff, Victoria de Los Angeles, Giuseppe Campora - Gabriele Santini
1958 Tito Gobbi, Leyla Gencer, Mirto Picchi, Ferruccio Mazzoli - Mario Rossi
1961 Frank Guarrera, Giorgio Tozzi, Renata Tebaldi, Richard Tucker - Nino Verchi
1976 Piero Cappuccilli, Katia Ricciarelli, Giorgio Merighi, Nicolai Ghiaurov - Oliviero de Fabritiis
1973 Piero Cappuccilli, Ruggero Raimondi, Katia Ricciarelli, Plácido Domingo - Gianandrea Gavazzeni
1977 Piero Cappuccilli, Nicolaj Ghiaurov, Mirella Freni, José Carreras - Claudio Abbado
1984 Sherrill Milnes, Paul Plishka, Anna Tomowa-Sintow, Vasile Moldoveanu - James Levine
1987 Piero Cappuccilli, Ruggero Raimondi, Katia Ricciarelli, Placido Domingo - Gianandrea Gavazzeni
1988 Leo Nucci, Paata Burchuladze, Kiri Te Kanawa, Giacomo Aragall - Georg Solti
1995 Vladimir Chernov, Dame Kiri Te Kanawa, Plácido Domingo, Robert Lloyd - James Levine
2010 Placido Domingo, Adrianne Pieczonka, Marcello Giordani, James Morris - James Levine


Versione originale
1975 Sesto Bruscantini, Josella Ligi, Andre Turp, Gwynne Howell - John Matheson 
1999 Vitorio Vitelli, Annalisa Raspagliosi, Warren Mok, Francesco Ellero d'Artegna - Renato Palumbo 


Spartito, parti e partiture qui. L'opera è edita in Italia da Ricordi.
Libretto in versione web o pdf o nei nostri file.

Approfondimenti:
Saggio di Giorgio Pestelli
Saggio di Daniela Goldin Folena
Saggio di Alessandro Taverna
Analisi musicale di Gilles de Van
Discografia di Giuseppe Rossi
Appunti per una discografia di Giuseppe Rossi
Programma di sala del Teatro La Fenice di Venezia
Programma di sala del Teatro Lirico Verdi di Trieste



A presto con la prossima opera!
Giorgia



lunedì 8 aprile 2013

anNOTAre - 7

Neanche a dirlo weekend e settimana sono stati stremanti e non poteva non essere altrettanto l'inizio di questa settimana. Tralasciando il brutto tempo, la giornata è stata abbastanza produttiva eccetto che per il blog, povero.. Quindi anche se un po' in ritardo, proprio ora al Carlo Felice c'è il mitico Ashkenazy con la European Young Orchestra e la Faust come solista, vi offro il resoconto degli eventi della settimana qui a Genova e dintorni.


Come sempre in altro quelli in corso e in basso quelli propri della settimana!



da Venerdì 8 Marzo al 1 Maggio.
A castello D’Albertis la mostra “Tutto Ri-suona”
Dopo l'inaugurazione venerdì 8 Marzo, la mostra rimarrà in esposizione fino al 1 Maggio 2013.
Chi non ha mai provato un impulso irrefrenabile a produrre suoni e rumori? Chi non ha osservato come un bambino piccolo goda dell'effetto sonoro da lui stesso prodotto quando strilla a pieni polmoni o batte ripetutamente un oggetto? Chi non si è incantato ad ascoltare la natura battendo pietre o legnetti, scuotendo gusci di conchiglie, accartocciando foglie secche?
La mostra è frutto della collaborazione fra il Museo delle Musiche dei Popoli (Echo Art), il mastro giocattolaio Roberto Papetti di Ravenna e il dipartimento Arte Musica della scuola secondaria Don Milani di Genova, ciascuno curatore di una delle tre sezioni in cui si articola la mostra, coordinata dalla Direzione del Museo e dai Servizi Educativi e Didattici.
La sezione di apertura Giocattoli sonori, curata da Roberto Papetti, offre oggetti trovati o fatti in casa, elementari, curiosi, innovativi, realizzati con materiali di riciclo e di facile reperimento, costruiti per il gioco esplorativo delle sonorità del mondo.
Suona il riciclo, curata dagli studenti delle classi seconde e dai docenti del Dipartimento Arte Musica della Scuola Secondaria 'don Milani', racconta le tappe di un percorso didattico-laboratoriale finalizzato alla realizzazione di strumenti musicali con materiali di riciclo e di uso quotidiano.
Le curiose percussioni multi sonore e i variopinti strumenti a corde, frutto della creatività e della manualità degli studenti a partire da bicchieri, bottiglie e tubi di plastica, cartoni e lenze, riso e chiodini, sono esposti in puntuale contrappunto e dialogo con strumenti tradizionali originali selezionati daEcho Art.
Nel periodo della mostra sono previsti incontri e proiezioni che vedranno nuovamente protagonisti i curatori delle sezioni con approfondimenti tematici, fornendo occasioni per avvicinarsi ad esperienze musicali in una dimensione di benessere psico-fisico. 
In particolare, con ingresso gratuito:
Mercoledì 10 Aprile ore 16.30-19
“Una cultura musicale si basa sulle persone stesse che la eseguono, le loro idee, le loro azioni e il suono che producono” ( Merriam 1964 ). 
Martedì 16 Aprile ore 16.30-19.00 
Etnomusicologia e Musicoterapia, a cura di Davide Ferrari (Echo Art).
Un incontro rivolto ai docenti e agli educatori interessati a conoscere percorsi e attività didattiche con metodologia laboratoriale ed espressiva, a cura di Chiara Cipolli e Monica Terminiello, docenti del dipartimento Arte Musica, scuola secondaria ‘don Milani’.
Specifiche attività saranno rivolte alle scolaresche(info e prenotazioni 010 5574748)
Attività gratuite curate dai Servizi Educativi e Didattici del Settore Musei in collaborazione con Echo Art, biglietto d’ingresso al museo 3€

Dove: Castello D’Albertis, Corso Dogali 18 - Genova
Quando: in esposizione fino al 1 maggio 2013 con orario: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17 (ultimo ingresso ore 16) sabato e domenica 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
Biglietti: Intero € 6,00 - Ridotto (ragazzi 5-12 anni e >65 anni) € 4,50 Ridotto socio “Amici del Castello D’Albertis” € 3,50 Gratuito bambini 0-4 anni
gruppi (1 gratuità ogni 25 paganti) € 4,50 ridotto per scolaresche (ragazzi 5-18) € 3,00

E’ consigliata la prenotazione


da Sabato 9 Marzo 
Il Drago Verderame al Museo Diocesano dalle 15,30 alle 17,30 ogni sabato pomeriggio fino ad aprile, animazioni per bambini dai 5 e gli 11 anni

Tornano le avventure del Drago Verderame: un modo nuovo e coinvolgente per accostare i bambini al patrimonio culturale della nostra città, attraverso giochi laboratori e attività ispirate al Medioevo genovese.

Gli incontri, che si terranno ogni sabato pomeriggio (con orario 15.30 – 17.30) nei mesi di marzo e aprile, sono rivolti ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Dopo il successo riscosso dagli incontri passati, Ianua Temporis torna a proporre nuovi ed imperdibili intrattenimenti, mirati ad iniziare i più piccini alle meraviglie dell’arte e alle imprese avventurose del Medioevo.

La rievocazione storica, supportata dai costumi e dall’affascinante cornice del Chiostro dei Canonici, trasforma il gioco in un indimenticabile tuffo nel passato.

Tanti appuntamenti per nuovi e nuove aspiranti cavalieri per impratichirsi nell’uso delle spade di legno, intrepidi castellani e vivaci dame per un ciclo di esperienze uniche che permetteranno loro di giocare, imparare e divertirsi.
Laboratorio su prenotazione, la quota di partecipazione è di € 8.
Durante le attività, che possono essere fruite senza l’assistenza degli adulti, gli accompagnatori possono scegliere di visitare gratuitamente il Museo.
A cura di Arti&Mestieri e Ianua temporis.

Dove: Museo Diocesano, Chiostro dei Canonici, via T. Reggio 20r - Genova
Quando: da sabato 9 marzo 2013 alla fine di aprile, dalle ore 15,30 alle ore 17,30
Info: tel. 0102475127 - info@museodiocesanogenova.it



da Mercoledì 27 Marzo al 3 Aprile

Rapallo ospita il tradizionale appuntamento con la Pasqua in Fiore con addobbi e creazioni floreali nelle vie del centro.



da 15 Venerdì Marzo al 30 Giugno

Le incredibili macchine di Leonardo, mostra delle macchine funzionanti tratte dai codici di Leonardo da Vinci al Museo di Sant'Agostino di Genova
Un evento per entrare in contatto con il mondo sia umano che professionale di uno dei personaggi più emblematici della storia dell´umanità e con le sue invenzioni.
Le macchine dedicate alla meccanica sono interattive e possono essere usate dal pubblico, favorendo così una presa di contatto diretta della poliedrica e pragmatica attività di un uomo e contribuendo a sfatare il mito del genio distante dal quotidiano, raccontando il suo lavoro pratico ed intelligente.
Inoltre il visitatore può scoprire opere scultoree, pittoriche e affreschi che trovano un´ambientazione suggestiva e ideale negli ampi, luminosi spazi dell´ex complesso monastico restaurato. Nel percorso si possono ammirare capolavori di scultura, fra gli altri, di Giovanni Pisano e Pierre Puget, tele e affreschi dei maggiori artisti che operarono nel ´500 e nel ´600 in Genova e nell´area ligure (Luca Cambiaso, Domenico Fiasella).


Fino al 13 Aprile
Tra acqua e cielo. La mia Indocina: le foto di Stefano Massari
Un fotografo in viaggio tra Vietnam e Cambogia. L'importanza del fiume, mondo parallelo alla terraferma. Gli scatti esposti allo spazio Top Market di Genova.

Vietnam e Cambogia sono due facce di una stessa medaglia: paesi accomunati da un passato glorioso, da un fiume - il Mekong - che ne caratterizza l’ambiente e ne influenza l’economia e dalle tragiche politiche colonialiste del ventesimo secolo. Non ultima, dalla rimozione collettiva del recente passato, di cui rimangono solo monumenti e musei fatti più a misura di turista che come vera e propria rielaborazione nazionale.
Da venerdì 22 marzo è allestita presso lo spazio eventi Top Market, in via Cecchi 69/br a Genova (per info 010 5536180) la mostra Tra acqua e cielo. La mia Indocina del fotografoStefano Massari. L'esposizione è visitabile fino al 13 apriledal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30; ingresso libero.
Stefano Massari ha percorso un viaggio circolare. Dalla vecchia Saigon (ora Ho Chi Minh City, così ribattezzata dal comandante che negli anni Cinquanta del Novecento dichiarò l’indipendenza del Vietnam dai protettorati giapponesi e francesi, portando di fatto alla divisione tra il Sud e il Nord del paese), ha risalito le coste del Vietnam, è entrato in Cambogia arrivando a Siem Reap, provincia centrale dello stato caratterizzata dalle grandiose rovine khmer di Angkor e dalTonle Sap, un grande lago di acqua dolce dichiarato area protetta dall’Unesco dal 1997.Da lì, attraversando la capitalePhnom Penh, si è rivolto verso Ratanakiri, provincia nordorientale della Cambogia oggetto dei feroci disboscamenti cinesi, per poi riscendere in Vietnam e concludere il suo lungo viaggio.
Durante i chilometri percorsi su mezzi di fortuna o su modeste imbarcazioni in continuo andirivieni, Massari ha potuto vedere coi suoi occhi le analogie e le differenze tra i due paesi, le contraddizioni e le rimozioni collettive, le influenze straniere che ancora rimangono, ma soprattutto l’importanza del fiume, il Mekong, il terzo fiume dell’Asia e l’undicesimo, per lunghezza, della Terra.
Perché un viaggio come questo porta dentro alla cultura, alla politica, alla abitudini dei villaggi e delle città visitate: la guerra vietnamita degli anni Sessanta e la dittatura di Pol Pot dal 1975 al 1979 in Cambogia, hanno di fatto costituito l’anno zero di questi due paesi, che sono dovuti rinascere dalle proprie ceneri. E chi li attraversa non può non sentirsi coinvolto dalla folata che la Storia vi ha fatto passare.
A rafforzare l’inconscio e irragionevole senso di partecipazione che un occidentale prova, c’è la magia del fiume: «Il mondo d’acqua del Mekong nel sud del Vietnam è inimmaginabile per un italiano» conferma Massari. L’acqua è la via da attraversare sulle spartane imbarcazioni locali che non proteggono dalla pioggia, è fonte di sostentamento, è un lungo serpente marrone sulle cui sponde cresce la vegetazione tropicale, è un mondo parallelo alla terra ferma che deve confrontarsi con il crescente inquinamento e con la diminuzione della portata delle acque a causa delle dighe che Cina e Thailandia stanno costruendo lungo il suo percorso.


da Sabato 23 Marzo
Presso la Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, è in mostra la personale dell’artista Marta Dell’Angelo.
Lo studio del corpo umano è il tema principale dell'arte di Marta dell’Angelo. I suoi quadri riportano figure reali, dai colori nitidi, forti, dai profili netti, con campiture levigate, a volte luminose, a volte ombrose. Figure tagliate in modi arbitrari che pongono al centro un’indagine sulle posture, sulla tensione dei muscoli, sullo sforzo, l’estensione, sulla quotidianità complessa della macchina entro cui viviamo.



dal 23 Marzo al 30 Aprile 
Ore 9.00-19.00. Buffet' - Mostra internazionale di illustratori contemporanei
Genova: Raccolte Frugone, via capolungo 8


dal 5 Aprile al 4 Maggio
Ore 16.00-19.00. Mostra fotografica 'Nicolò Paoli City addict. 
Genova: Artregallery, vico dei Garibaldi 41-43 r


Fino al 19 Aprile 
Ore 9.30-13.30, 14.30-18.30. Una cosa divertente che non rifarò mai più - Mostra di Matteo Negri
Genova: Galleria Abc-Arte, via XX Settembre 11A


dal 10 Marzo al 13 Ottobre
Ore 10.00-19.30. I cento anni del Dinghy 12 - Mostra fotografica.
Galata Museo del Mare, Calata de Mari, 1, Genova
Mostra fotografica dedicata ai 100 anni del Dinghy 12. Ingresso mostra + museo Galata: 12 €


dal 23 Marzo al 7 Luglio 
Ore 15.00-18.30. Mostra 'La vita è dono. Vadano per elemosina confidentemente'
Museo dei Beni Culturali Cappuccini, Viale 4 Novembre, 4, Genova
Giovedì anche ore 10.00-13.00. Info 010 8592759


dal 30 Marzo al 13 Ottobre
Ore 10.00-17.45. 'Lo scrigno delle meraviglie' - Viaggio tra i gioielli della natura e dell’uomo
Abbazia di San Fruttuoso, Via San Fruttuoso, Camogli Genova - Ingresso: 7,50 €


dal 7 Aprile al 1 Maggio 
Ore 16.00-20.00. 'Profumo e luce' - Mostra personale di Raimondo Sirotti
Santa Margherita Ligure: Castello Cinquecentesco - Mostra visitale venerdì, sabato e domenica


Fino al 10 Aprile 
Ore 15.30-19.30 - Berty's Bazaar - Mostra di Berty Skuber
Genova: Unimediamodern Contemporary Art, Palazzo Squarciafico, piazza Invrea 5/b - Orari: lun-sab (15.30-19.30); mattino e festivi su appuntamento


Fino al 25 Maggio 
Ore 9.00-18.30 - Cariatidi - Progetto site-specific di Marta dell'Angelo
5000 fogli appesi singolarmente a ricostruire un fregio tridimensionale; una teoria di cariatidi contemporanee. Sabato e domenica 10.00-18.30. Lunedì chiuso
Museo di Arte Contemporanea Villa Croce, Via Jacopo Ruffini, 3, Genova


Fino al 28 Aprile
Ore martedì - venerdì (10-13) e (14-18) sabato - domenica e festivi (10-18) - La regina delle linee - Mostra
Museo Luzzati, Area del Porto Antico 6, Genova
Inaugurazione della mostra di Jutta Bauer. Ingresso 5 € ridotto 2 €


dal 22 Marzo al 8 Settembre 
'Oltre il mare' - La mostra di Antonio Nocera
Galata Museo del Mare, Calata de Mari, 1, Genova - Galleria delle esposizioni
A cura di Antonio Nocera + Maria Paola Profumo e Carla Sibilla
Orari: sabato, domenica e festivi 10.00-19.3, lunedì chiuso. Info: 010 2345655

mercoledì 3 aprile 2013

Simon Boccanegra - Maratona Verdi 2013 - XI

Sublime questo sentimento d'una patria italiana a quell'epoca!


[Così il nostro compatriota scriveva a Ricordi in una lettera del 20 Novembre 1880, quando era impegnato nel rifacimento dell'opera in questione].  

Complessa e lunga la vicenda di Simon Boccanegra, sia dal punto di vista storico-biografico sia dal punto di vista narrativo e della trama.

Devo dire che tengo molto a quest'opera, perché siamo un blog che nasce con la volontà di rivalutare Genova, e questa è proprio un'opera che tratta della nostra Superba.

Vi racconterò anche un aneddoto personale: due anni fa sono andata in Argentina e proprio in quel momento - era estate per noi, ovvero inverno per loro - il Colon, famoso teatro dell'opera di Buenos Aires, metteva in scena il Simone! Disgraziatamente però non sono riuscita a procurarmi un biglietto in tempo... non sapete quanto mi sia dispiaciuto non potervi assistere! Beh, in compenso mi sono gustata un ottimo III (Concerto per pianoforte e orchestra) di Beethoven!
Ebbene, inziamo con la storia ed alcune curiosità!

Storia
Premessa: l'opera ha due versioni, la prima, per Venezia, su libretto di Francesco Maria Piave (con modifiche di Giuseppe Montanelli*) e la seconda, per Milano, con variazioni al libretto di Arrigo Boito; non bisogna comunque dimenticarsi della forte influenza del compositore durante la stesura del libretto - per dirla con Mioli potremmo definirlo un libretto a sei, se non otto, mani poetiche.

[* ecco come Verdi liquida il librettista dopo le modifiche apportate da Montanelli a Parigi: Eccoti il libretto accorciato e ridotto presso a poco come deve essere. Come ti dissi in altra mia, tu devi mettere o no il tuo nome. Se quanto è avvenuto ti spiace, a me spiace pure, e forse più di te, ma non posso dirti altro che "era una necessità.]

La prima prima si tenne al Teatro la Fenice (di Venezia per l'appunto) nel 1857, la prima con testo adattato invece, si tenne al Teatro alla Scala (di Milano) nel 1881.

1885, La Fenice vuole un'altra opera, il contratto verrà firmato solo un anno dopo. Verdi ha già chiaro il soggetto: Simon Boccanegra, tratto dal dramma di Antonio García Gutiérrez - stesso autore di Trovatore -  Venezia fu un completo insuccesso, tanto che lui stesso affermò di sentirla "monotona e fredda" e sempre lui decise di toglierla dalle scene per più di vent'anni dalla prima rappresentazione, quando l'amico e suo editore Giovanni Ricordi - e chisennnoooo? - gli suggerisce di ripensare al genovese Boccanegra.
La "riedizione" si svolse nel periodo in cui il compositore aveva già scritto Aida ed il Requiem, con progetti per l'Otello, per il rifacimento dello Stiffelio (Aroldo), progettazione Re Lear e composizione della Battaglia di Legnano.

Sembra, comunque che il rifacimento abbia impegnato Verdi per poco più di sei settimane, si preoccupava sopratutto del finale del primo atto. Le modifiche stanno nella revisione del primo atto, per il quale Verdi viene ispirato da due lettere di Francesco Petrarca, una indirizzata al Doge di Genova e l’altra a quello di Venezia, che condannavano le lotte fratricide tra le due Repubbliche. Rifacendosi a una verità storica e mischiando così verità scenica e storia la lettera di Petrarca comparirà non solo nel testo del libretto, ma anche sulla scena.



Boccanegra in breve da Enciclopedia Treccani 
Boccanégra, Simone. - Primo doge di Genova (m. il 14 marzo 1363); eletto dal popolo il 23 sett. 1339, fu confermato dal parlamento che decise però l'istituzione presso il doge di un consiglio di quindici popolani, l'esclusione dei nobili dal dogato e dei guelfi da ogni ufficio pubblico. B. tentò di pacificare gli animi, ma poiché i nobili avevano ottenuto di entrare nel consiglio in pari numero coi popolani, fu costretto a rinunciare al dogato (23 dic. 1344). Ritiratosi a Pisa, dopo che il terzo doge Giovanni di Valente ebbe consegnato la Repubblica ai Visconti (1353), il B., fingendosi loro amico, riuscì con l'appoggio di questi a rientrare a Genova. Riassunto il dogato (15nov. 1356), governò con fermezza contrastando le mene dei nobili. Morì, secondo la tradizione, avvelenato in un banchetto.



Drammatis Personae 
Simon Boccanegra, corsaro al servizio della Repubblica genovese, poi primo Doge di Genova - baritono
Jacopo Fiesco, nobile genovese; poi sotto il nome di Andrea Grimaldi - basso
Maria Boccanegra, figlia di Simone, sotto il nome di Amelia Grimaldi - soprano
Gabriele Adorno, gentiluomo genovese - tenore
Paolo Albiani, filatore d'oro, genovese, poi primo Doge di Genova, poi cortigiano favorito del Doge - baritono
Pietro, popolano di Genova; poi cortigiano - basso
Capitano dei balestrieri - tenore
Un'ancella di Amelia

Ambientazione: Genova - XIV sec. 
Durata: 2 ore e 30 min. 


















Trama
Prologo - Piazza di Genova. Nel fondo la chiesa di San Lorenzo, a destra il palazzo dei Fieschi. Notte. I genovesi Paolo Albiani orefice e Pietro popolano, in odio ai patrizi decidono di eleggere doge, e se occorre con la violenza, Simon Boccanegra, "corsaro al servizio della Repubblica". Simone accetta con la speranza di strappare all' "empio ostello" dei Fieschi la donna che vi geme prigioniera e che egli ha amato avendone una bimba, di cui nulla sa dopo la sua misteriosa scomparso. La donna è una Fieschi figlia di Jacopo, che ha disonorato la famiglia: da ciò la sua segregazione. Tornata deserta la piazza, il nobile Jacopo Fiesco esce dal palazzo dove la figlia peccatrice è morta. S'incontra con Simone, cui rimprovera l'oltraggio ma tace la sciagura. Simone chiede inutilmente perdono: lo otterrebbe soltanto a patto ch'egli consegnasse al Fiesco il frutto del suo amore con la patrizia; ma egli non può, egli crede perduto quel frutto dopo la sua scomparsa. Jacopo lo lascia solo e Simone, tentato di vedere la donna amata e prigioniera, entra nel palazzo. La trova cadavere. In quella Paolo, Pietro e il "popolo d'ambo i sessi con fiaccole accese", irrompono nella piazza acclamando Simone doge . "Una tomba ... ", grida questi. "Un trono! ... ", risponde Paolo. "Doge Simon? ... m'arde l'inferno in petto!", commento il Fiesco.
( I Atto) Giardino dei Grimaldi fuori Genova, di fronte al mare. Spunta l'aurora. Amelia Grimaldi, sotto il cui nome si nasconde la figlia naturale di Simone, Maria Boccanegra, si trova segretamente con il fidanzato Gabriele Adorno, qentiluomo genovese che ha per rivale d'amore Paolo Albiani. Già nel duetto che ne segue è fatto cenno velatamente alla congiura dei patrizi genovesi, tra cui sono Gabriele Adorno e Jacopo Fiesco, celato questo sotto il nome di Andrea, intesi ad abbattere Simone. Ma arriva il popolano Pietro che annuncia una imminente visita del doge in casa Grimaldi. Gabriele è interdetto. Amelia gli comunica che la visita ha il solo scopo di chiedere "sua destra" per altro favorito dogale e lo invita a farsi avanti per tempo. Va Gabriele in cerca di Andrea (Jacopo Fiesco), mentre Amelia rientra a palazzo; e subito lo incontra e qli chiede di consentire al matrimonio suo con Amelia. Andrea consente, spiegando però che "alto mistero sulla vergine incombe", e che Amelia non è una Grimaldi bensì un'orfana d'umili origini. Ma "ecco il Doge: partiam". Ora sono in giardino il doge e Paolo col seguito. Il doge avvicina Amelia promettendo pace ai nemici Grimaldi patrizi e auspicando all'unione dell'ospite gentile con Paolo Albiani. Dalle confidenze di Amelia, che egli dice non essere una Grimaldi ma un'orfana, e dal ritratto d'una donna che già aveva in custodia la fanciulla sulla marina di Pisa, egli scopre in lei la figlia scomparsa venticinque anni prima. Si abbracciano commossi. A Paolo, sopraggiunto quando la fanciulla è rientrata nelle stanze, impone di rinunziare a ogni speranza, poi segue la figlia ritrovata. Paolo e Pietro progettano allora di rapire Amelia e di nasconderla nell'abitazione di Lorenzino usuriere. Le ultime scene si svolgono nella sala del Consiglio del Palazzo degli Abati. Dal seggio ducale, alla presenza dei consiglieri, Simone tratta degli affari di Stato quando s'ode un crescente rumore di tumulto dalla piazza dei Fieschi. Tra grida di viva e morte al doge, irrompe il popolo trascinando seco Gabriele e Andrea, i quali avevano ucciso l'usuriere Lorenzino ritenuto colpevole d'aver rapito Amelia. Prima di morire Lorenzino stava svelando il nome dell'uomo "possente" che l'aveva spinto al crimine. Gabriele pensa si tratti non di Paolo, ma dello stesso doge, e accusandolo di ratto cerca di colpirlo col pugnale. Amelia, che nel frattempo è riuscita a fuggire, entra in quel punto e si interpone dichiarando l'innocenza di Simone e invocando da lui il perdono di Gabriele. Paolo, ancora insospettato, salvo che da Amelia, medita nuove vendette.
(II Atto) Stanza del doge nel palazzo ducale. Andrea e Gabriele, prigionieri per una notte, vengono tratti alla presenza di Paolo, che confida loro di odiare a sua volta il "tiranno" e propone a entrambi di trucidarlo. Il Fiesco rifiuta e ritorna in carcere. L'Adorno si trattiene. A lui Paolo dice che anche Amelia è nel palazzo e "del vegliardo è segno alle infami dilettanze". Duro scontro tra Gabriele ed Amelia che, accusata dal giovane, non può svelare il segreto della paternità di Simone. Il quale entra mentre Gabriele si nasconde sul poggiolo e assiste di là, furiosamente ingelostio, a un episodio di tenerezza tra Amelia e il padre, cui "ardon le fauci" (ma questa è una variante di Boito) al pensiero che la figlia ami il traditore suo. Poi Simone s'addormenta e per la seconda volta Adorno, uscito dal nascondiglio, tenta di pugnalarlo. Ancora si interpone Amelia e finalmente il doge - era tempo - confessa a Gabriele Adorno d'essere genitore alla fanciulla. Fuori continua la sommossa.
(III Atto) Interno del palazzo ducale. Viene ridata libertà al Fiesco ma è tratto in catene Paolo, condannato al supplizio perché colto tra i rivoltosi con l'armi in pugno. Un coro dall'interno indica che si stanno celebrando le nozze di Amelia e Gabriele. Paolo freme ma sa che la vendetta non tarderò a venire poiché egli ha fatto in tempo ad avvelenare Simone. In un successivo colloquio tra il Fiesco e Simone, questi rivela che Amelia Grimaldi, l'orfanella, è in realtà Maria Boccanegra, la figlia della Fiesco da lui amata in gioventù. Jacopo trasalisce, desolato di perdonare troppo tardi all'antico seduttore della sua creatura. Nell'ultima scena, con intervento degli sposi novelli, Simone muore, dopo avere additato nello Adorno il successore. Maria Fieschi Boccanegra Adorno piange insieme, doppiamente intenerita, la morte del padre e la scoperta del nonno paterno. "Lenti e gravi tocchi di campana. Tutti s'inginocchiano.

















Ci vediamo mercoledì prossimo con la seconda parte! ù
Giorgia

mercoledì 13 marzo 2013

Luisa Miller - Maratona Verdi 2013 - VIII


Pronti per un'altra opera verdiana?? Eccone un'altra pre-periododOro!
Luisa Miller, famosa perché opera dello scandalo Ricciarelli alla Scala (n.d.A. povera donna...!). 


Opera in tre atti, generalmente considerata anello di congiunzione tra periodo giovanile e la detta trilogia popolare (Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata), Luisa Miller è una delle più discusse di Verdi a causa delle sua irregolarità ed il suo essere molto spezzettata.

Genesi
La collaborazione tra Verdi e il Teatro San Carlo di Napoli subisce un duro colpo con la decisione del Maestro di cedere La battaglia di Legnano al Teatro Argentina di Roma. Il maestro, stufo del suo ormai triennale contratto con il teatro napoletano, cerca di rescinderlo Salvatore Cammarano, il giovane librettista di Verdi viene addirittura minacciato di essere recluso in prigione, perciò scrive supplichevole al compositore in cerca di appoggio ed aiuto e, quest'ultimo, rinnovò il contratto per un altro anno.
I due elaborano un’opera che cada a sostituire quella offerta a Roma. Pare che Cammarano abbia proposto, nella primavera del 1849, dopo varie ricerche, un libretto sul dramma intimistico e borghese dell’amato Friedrich Schiller, dal titolo Kabale und Liebe [amore e raggiro]. Nel libretto è molto ammorbidita la critica sociale rispetto alla tragedia originale per evitare la pressante ed intensa censura napoletana.
Verdi compose la musica tra Parigi, Busseto, Roma e Napoli. La prima si tenne l’8 dicembre del 1849.
L'opera ricevette una buona accoglienza, nonostante la prima fu alquanto pericolosa per il compositore, il quale fu costretto a chiedere asilo ad una nave francese.

Drammatis Personae
Il Conte di Walter - basso
Rodolfo, suo figlio - tenore
Federica, duchessa d'Ostheim, nipote di Walter - contralto
Wurm, castellano di Walter - basso
Miller, vecchio soldato in ritiro - baritono
Luisa, sua figlia - soprano
Laura, contadina - mezzosoprano
Un contadino - tenore
Damigelle di Federica, paggi, arcieri, abitanti del villaggio.


Luogo Tirolo nella prima metà del XVII secolo.La durata dell'opera è di circa 2 ore e 30 min.


Trama 
(moooolto particolareggiata! su wiki la trovate più breve!)

Atto primo. Laura (una contadina) e gli altri abitanti del villaggio si avvicinano alla casa del vecchio soldato Miller per festeggiare il compleanno della figlia Luisa (introduzione «Ti desta, o Luisa»). È una mattina di primavera; la fanciulla vorrebbe rallegrarsi con gli amici, ma non vede ancora arrivare Carlo, il fidanzato. Miller è preoccupato, perché Carlo è appena arrivato alla corte del nuovo signore, il conte di Walter, ed è del tutto sconosciuto agli abitanti del villaggio.
Il giovane giunge e dichiara il suo amore a Luisa. Al vecchio Miller si avvicina un cortigiano di Walter, Wurm, che ama Luisa e già da un anno l’ha chiesta in sposa, ma se l’è vista rifiutare. Miller dichiara di non volersi opporre ai sentimenti della figlia (scena e aria «Sacra la scelta è d’un consorte »). Wurm gli rivela allora che sotto le spoglie di Carlo si cela Rodolfo, figlio del conte di Walter. In Miller nasce il sospetto che Rodolfo non sia sincero e voglia in realtà attentare all’onore di Luisa. Sala nel castello di Walter. Wurm svela al conte l’amore del figlio per Luisa, sino a quel momento tenuto segreto; Walter biasima il comportamento di Rodolfo, per la felicità del quale ha fatto tutto quanto era in suo potere (scena e aria «Il mio sangue, la vita darei»). Il conte chiama il figlio in sua presenza, gli annuncia di avergli destinato in sposa la duchessa Federica d’Ostheim, sua nipote, e gli intima di obbedire al suo volere. Federica giunge, accompagnata da un coro festante che le rende omaggio (recitativo e coro «Quale un sorriso d’amica sorte»); il conte parte allora per affrettare la caccia. Rodolfo resta solo con Federica, alla quale è legato da antico affetto, e le confessa il suo amore per Luisa.Ma Federica, che di lui è innamorata, non può dargli la sua comprensione e dà anzi sfogo al suo risentimento (recitativo e duetto «Dall’aule raggianti di vano splendore»). Interno della casa di Miller. Si sentono in lontananza le grida e i suoni della caccia (finale «Sciogliete i levrieri...»).
Luisa, preoccupata perché Rodolfo non l’ha ancora raggiunta, vede entrare Miller, agitatissimo: il vecchio soldato parla alla figlia dell’inganno di Rodolfo e le svela la vera identità del giovane, aggiungendo d’aver saputo che sono imminenti le sue nozze. Giunge Rodolfo, che giurando sulla sincerità del suo amore si inginocchia davanti a Miller e dichiara Luisa sua sposa. Ma arriva all’improvviso il conte, che insulta Luisa accusandola d’inganno. Rodolfo sguaina allora la spada davanti al padre;ma poi la ripone, non potendo opporsi in armi al genitore.Walter chiama gli arcieri e comanda loro di arrestare Miller e la figlia. Rodolfo tenta di opporsi, ma invano: l’ordine viene confermato. Il giovane si avvicina allora al padre e lo minaccia: se insisterà nel suo proposito, rivelerà in pubblico il modo in cui il padre è divenuto conte di Walter. Allarmato e sconvolto, Walter ordina la liberazione di Luisa.
Atto secondo
Interno della casa di Miller. Laura e i contadini informano Luisa, rimasta sola, che il padre è stato arrestato e trascinato in catene dagli sgherri (coro «Ah! Luisa, Luisa, ove sei?...»). Arriva Wurm e annuncia la condanna a morte di Miller, colpevole d’aver snudato la spada davanti al conte. Propone a Luisa uno scambio: il padre sarà libero se lei scriverà una lettera in cui dichiari di amare Wurm e di aver ingannato Rodolfo per motivi di interesse. Dapprima Luisa rifiuta, sdegnata; ma poi nella disperazione accetta, perché non v’è altro modo di salvare il padre (scena e aria «Tu puniscimi, o Signore»). Wurm la costringe a seguirla al castello, per confermare le sue dichiarazioni davanti al conte e alla duchessa.
Il castello: appartamenti di Walter. Walter, solo nelle sue stanze, medita sull’intrigo ordito per distogliere il figlio dal suo amore inopportuno (recitativo «Egli delira»). Giunge Wurm e informa il conte che la trama ha avuto successo; i due ricordano poi l’assassinio del vecchio signore di Walter, che ha permesso al conte di arrivare al potere impadronendosi del feudo. Prima di morire – rammenta Walter – il vecchio aveva fatto in tempo a svelare il nome degli assassini a Rodolfo, che è dunque al corrente dell’accaduto (scena e duetto «L’alto retaggio non ho bramato »). Arriva la duchessa Federica e Wurm si ritira. Da una porta segreta Walter fa entrare Luisa; la duchessa la interroga e la fanciulla, sotto la minaccia di Wurm che l’accompagna, conferma il contenuto della lettera (scena e quartetto «Presentarti alla duchessa»). Giardino pensile del castello. Un contadino ha consegnato a Rodolfo, per incarico di Wurm, la lettera di Luisa. Il giovane dapprima è incredulo, ma riconosce poi la calligrafia di Luisa; dà allora sfogo alla sua amarezza per l’inganno subìto (scena e cantabile «Quando le sere, al placido»). Chiama Wurm e consegnandogli una pistola lo sfida a duello; ma Wurm, da vigliacco, scarica l’arma in aria e fugge. Il rumore richiama il conte e altra gente. Colpito dalla disperazione del figlio, Walter si dichiara disposto a cedere. Rodolfo gli svela però il tradimento di Luisa: il conte, allora, consiglia al figlio di vendicarsi sposando Federica. Rodolfo si dispera, mentre tutti lo esortano ad affidarsi ai consigli del padre (cabaletta «L’ara, o l’avello apprestami»).
Tema del destino
Atto terzo
La casa di Miller. Luisa siede a un tavolo e scrive una lettera, osservata da Laura e dalle contadine (scena e coro «Come in un giorno solo»). La chiesa è illuminata per le nozze imminenti del figlio del conte,ma nessuno ha il coraggio di rivelare a Luisa la verità.Arriva Miller, che è stato liberato, e ringrazia la figlia d’essersi sacrificata per lui; Luisa gli consegna la lettera che ha scritto, pregandolo di recapitarla. Miller legge il foglio: Luisa svela la verità a Rodolfo e gli dà appuntamento per la mezzanotte, lasciando trapelare l’intenzione di togliersi la vita (scena e duetto «La tomba è un letto sparso di fiori»). Ma poi, alle preghiere del padre, strappa la lettera e gli promette che non l’abbandonerà: resteranno insieme, partiranno e vivranno poveramente.
Luisa, rimasta sola, s’inginocchia (scena «Ah! l’ultima preghiera»). Mentre prega appare sulla porta Rodolfo, avvolto in un mantello; senza farsi scorgere il giovane versa veleno nella brocca dell’acqua che si trova sulla tavola. Mostra poi a Luisa la lettera di Wurm e le chiede se sia autentica; la fanciulla, legata dal giuramento prestato, conferma. Rodolfo beve allora l’acqua avvelenata, porge il bicchiere a Luisa e le svela che di lì a poco entrambi morranno (duetto «Piangi, piangi... il tuo dolore »).

Luisa confessa la verità; Rodolfo, disperato, maledice se stesso e l’assiste nei suoi ultimi istanti. A Miller, accorso in quel momento, i due chiedono la benedizione e il perdono (terzetto finale «Padre! ricevi l’estremo... addio!»). Luisa muore; entrano intanto Wurm, Walter e i contadini. Rodolfo trafigge Wurm con la sua spada e cade anch’egli senza vita accanto al corpo di Luisa.

dal web


Luisa Miller non possiede l'invenzione e l'omogeneità di altri lavori verdiani, ma è una tappa fondamentale nello sviluppo della drammaturgia del compositore.
Egli, infatti, abbandona i drammi corali ed i personaggi monumentali, cimentandosi con un dramma proprio della borghesia. Facendo questo, scava nella psicologia e nelle emozioni dell'eroina Luisa cambiando, o meglio evolvendo, approccio rispetto al passato. L'approfondimento è reso possibile dalla presenza di pochi personaggi principali e di una sola protagonista. Con quest'opera Verdi porta a compimento quel processo di semplificazione scenica iniziato con Ernani e Macbeth.




L'ouverture ha riscosso da sempre grande successo. Il quintetto finale di quest'opera è il miglior pezzo di quest'opera, dicono.


Un duello fra padri 
La “paternità” è sempre stata un tema saliente della vita e dell’opera di Verdi. Il musicista non poté cimentarsi come genitore, perché da giovane perse i due bambini piccolissimi (Virginia e Icilio) avuti dalla prima moglie Margherita. Né accettò come un padre i figli naturali che la compagna e poi moglie Giuseppina aveva avuto prima dell’inizio della loro lunghissima relazione. Per puntigli di gestione patrimoniale, Verdi litigò con suo padre, fino al punto di non rivederlo mai più. I padri nelle sue opere sono ingombranti e divoranti: Amonasro per Aida, Rigoletto per Gilda, Giorgio Germont per Alfredo, Filippo II per Don Carlo, eccetera.
In Luisa Miller l’elemento paterno raddoppia: è come se assistessimo a una ‘sfida fra padri’, con eccessi genitoriali e figliali su due fronti. Il dramma originale di Schiller Intrigo e amore venne sceneggiato all’italiana dal librettista napoletano Salvadore (sic) Cammarano entro quella formula secondo cui i “figli sono pezzi del cuore”, con quel che segue, tra passioni ed emotività, fino alla strage finale.
Sul fatto che il soldato Miller sia pazzo d’amore per la figlia Luisa, desideri per lei un matrimonio d’amore e sia preoccupato per la sua scelta, caduta su uno sconosciuto, siamo tutti d’accordo. Però Verdi tende a giustificare anche l’altro padre, il conte di Walter, che ha ucciso per dare ricchezza e potere al proprio figlio Rodolfo; e ora che questi ha scelto una povera contadina (anziché l’altolocata e ben introdotta sua nipote), ritiene di fare il suo bene togliendogli Luisa.
Miller, il “padre-amore”, è naturalmente un padre migliore, mentre il conte di Walter è un “padre-interesse”, non in grado di giudicare i desideri del figlio. Entrambi, tuttavia, agiscono con altruistico intento paterno. Luisa è pronta a sacrificare i propri sentimenti per salvare la vita al padre, mentre Rodolfo finirà per punire il padre degenere suicidandosi sotto i suoi occhi con le parole: “La pena tua... mira!”. Muoiono gli innamorati ingenui, Luisa e Rodolfo, travolti dalle passioni. Muore giustamente Wurm, il cattivo totale che aveva ordito l’inganno vincente per screditare Luisa e averla per sé. Ma restano vivi, nel loro immenso dolore, i due padri. E l’ultima parola di quest’opera dolente è “figlio!...”, pronunciato dal conte di Walter, il “padre-potere” sconfitto.
Morale: un padre che rispetta i sentimenti della figlia ne ottiene amore fino al sacrificio, mentre un padre che non rispetta i sentimenti del figlio ne ottiene risentimento fino al suicidio per vendetta anti-paterna.
Oggi l’arguto scrittore americano Jonathan Franzen scrive con amarezza che i figli del tempo presente attendono solo la morte dei genitori per impossessarsi dei loro averi: ammesso che sia vero, è passato un secolo e mezzo, ma paiono molti di più.

di Franco Pulcini

Note di regia
Se si legge il libretto di Cammarano per la Luisa Miller dopo aver letto Kabale und Liebe si resta interdetti: quasi tutto ciò che rende il dramma di Schiller un testo eccezionale sembra svanito, dal contesto sociale alla complessa sfaccettatura dei personaggi. Poi si ascolta l’opera di Verdi e si capisce quale impressionante processo di trasformazione sia avvenuto con la musica. Due segni colpiscono immediatamente nel passaggio dal dramma all’opera: lo spostamento dell’azione su una montagna e la sparizione della madre di Luisa, personaggio assai vivo in Schiller. Due mosse che immediatamente hanno fatto slittare la mia immaginazione di regista da una dimensione realistica ad una fiabesca: una fiaba malata, perturbante, un sogno che si trasforma progressivamente in un incubo sotto la spinta della strumentazione “tormentata” (come un critico la definì al debutto napoletano dell’opera) che Verdi conduce brano dopo brano. Sullo scheletro del dramma scavato da Cammarano con la consapevolezza che la censura del tempo (siamo intorno al ’48) non avrebbe permesso allusioni a rivolte condivisibili sul piano politico, Verdi fa fiorire un’opera che si rivolge all’interiorità di ognuno e mette in scena, politicamente, rivolte profonde, sommerse nell’inconscio.
Un letto, due padri, un figlio e una figlia; un bosco, una claustrofobica aula del potere, un’amante risentita, un demonio: questi gli elementi dell’azione che si svolgerà in palcoscenico, tutti riconducibili, montati come sono in una sorta di compresenza temporale, a un quadro onirico. Ma non ho lavorato astraendo i personaggi, cosa che mi sarebbe sembrata del tutto fuori luogo trattandosi di Verdi, al contrario sottolineando la realtà dei loro rapporti, proprio come avviene nei sogni in cui tutto sembra vero. 
di Mario Martone



Organico orchestrale
ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti
4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, cimbasso
timpani, grancassa
arpa
archi
4 corni, campana, organo (da suonare internamente).

L'orchestrazione si fa più raffinata che in passato, il recitativo più incisivo e "va maturandosi l'equilibrio esatto fra musica e azione che non tarderà a mostrarsi nella prima opera cui Verdi si appassioni profondamente".

Libretto in pdf o web.
Spartito, parti e partitura qui.
Bozzetti, disegni e scene qui.

Materiale interessante e documentazione:
L'opera in breve di Claudio Toscani
Discografia di Luigi Bellingardi
Libretto di sala del Teatro La Fenice di Venezia

Li potete scaricare anche qui.









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