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martedì 31 dicembre 2013

"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" ? - Auguri e invito alla CULTURA, invito all'ITALIA.

Oggi termina la nostra avventura del 2013.

E presto ne inizierà una nuova, nel 2014

Che dirvi, sono felice, felice che il nostro blog nato dal nulla, come un'idea, un miraggio, sia ora abbastanza seguito e sia, soprattutto, un mezzo per diffondere cultura, opinioni e idee. 

Nella nostra piccola realtà genovese, noi giovani, speriamo che anche in tempo crisi, la cultura possa essere capofila - in quest'Italia che pare vada lentamente disgregandosi. 
Cerchiamo, per quanto possibile, di valorizzare il nostro territorio e le nostre arti, tutte, partendo da noi stessi - parlo perlomeno per me - provando a conoscere più a fondo ciò che ci circonda con tanta curiosità, con stupore e anche con razionalità ed un pizzico di intelligenza

Augurandovi un 2014 pieno di belle sorprese, scoperte, felicità e serenità, vi lascio con quest'intervista a Davide Livermore - regista del meraviglioso Otello messo in scena in questi giorni al Carlo Felice, di cui vi prometto una recensione ben ragionata e più esaustiva possibile.

Augurandomi che in Italia le cose cambino (non "che tutto cambi...") in meglio, che si possa valorizzare a pieno l'Arte, tutta. 

Vivete Felici.



Giorgia. 




mercoledì 13 marzo 2013

Luisa Miller - Maratona Verdi 2013 - VIII


Pronti per un'altra opera verdiana?? Eccone un'altra pre-periododOro!
Luisa Miller, famosa perché opera dello scandalo Ricciarelli alla Scala (n.d.A. povera donna...!). 


Opera in tre atti, generalmente considerata anello di congiunzione tra periodo giovanile e la detta trilogia popolare (Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata), Luisa Miller è una delle più discusse di Verdi a causa delle sua irregolarità ed il suo essere molto spezzettata.

Genesi
La collaborazione tra Verdi e il Teatro San Carlo di Napoli subisce un duro colpo con la decisione del Maestro di cedere La battaglia di Legnano al Teatro Argentina di Roma. Il maestro, stufo del suo ormai triennale contratto con il teatro napoletano, cerca di rescinderlo Salvatore Cammarano, il giovane librettista di Verdi viene addirittura minacciato di essere recluso in prigione, perciò scrive supplichevole al compositore in cerca di appoggio ed aiuto e, quest'ultimo, rinnovò il contratto per un altro anno.
I due elaborano un’opera che cada a sostituire quella offerta a Roma. Pare che Cammarano abbia proposto, nella primavera del 1849, dopo varie ricerche, un libretto sul dramma intimistico e borghese dell’amato Friedrich Schiller, dal titolo Kabale und Liebe [amore e raggiro]. Nel libretto è molto ammorbidita la critica sociale rispetto alla tragedia originale per evitare la pressante ed intensa censura napoletana.
Verdi compose la musica tra Parigi, Busseto, Roma e Napoli. La prima si tenne l’8 dicembre del 1849.
L'opera ricevette una buona accoglienza, nonostante la prima fu alquanto pericolosa per il compositore, il quale fu costretto a chiedere asilo ad una nave francese.

Drammatis Personae
Il Conte di Walter - basso
Rodolfo, suo figlio - tenore
Federica, duchessa d'Ostheim, nipote di Walter - contralto
Wurm, castellano di Walter - basso
Miller, vecchio soldato in ritiro - baritono
Luisa, sua figlia - soprano
Laura, contadina - mezzosoprano
Un contadino - tenore
Damigelle di Federica, paggi, arcieri, abitanti del villaggio.


Luogo Tirolo nella prima metà del XVII secolo.La durata dell'opera è di circa 2 ore e 30 min.


Trama 
(moooolto particolareggiata! su wiki la trovate più breve!)

Atto primo. Laura (una contadina) e gli altri abitanti del villaggio si avvicinano alla casa del vecchio soldato Miller per festeggiare il compleanno della figlia Luisa (introduzione «Ti desta, o Luisa»). È una mattina di primavera; la fanciulla vorrebbe rallegrarsi con gli amici, ma non vede ancora arrivare Carlo, il fidanzato. Miller è preoccupato, perché Carlo è appena arrivato alla corte del nuovo signore, il conte di Walter, ed è del tutto sconosciuto agli abitanti del villaggio.
Il giovane giunge e dichiara il suo amore a Luisa. Al vecchio Miller si avvicina un cortigiano di Walter, Wurm, che ama Luisa e già da un anno l’ha chiesta in sposa, ma se l’è vista rifiutare. Miller dichiara di non volersi opporre ai sentimenti della figlia (scena e aria «Sacra la scelta è d’un consorte »). Wurm gli rivela allora che sotto le spoglie di Carlo si cela Rodolfo, figlio del conte di Walter. In Miller nasce il sospetto che Rodolfo non sia sincero e voglia in realtà attentare all’onore di Luisa. Sala nel castello di Walter. Wurm svela al conte l’amore del figlio per Luisa, sino a quel momento tenuto segreto; Walter biasima il comportamento di Rodolfo, per la felicità del quale ha fatto tutto quanto era in suo potere (scena e aria «Il mio sangue, la vita darei»). Il conte chiama il figlio in sua presenza, gli annuncia di avergli destinato in sposa la duchessa Federica d’Ostheim, sua nipote, e gli intima di obbedire al suo volere. Federica giunge, accompagnata da un coro festante che le rende omaggio (recitativo e coro «Quale un sorriso d’amica sorte»); il conte parte allora per affrettare la caccia. Rodolfo resta solo con Federica, alla quale è legato da antico affetto, e le confessa il suo amore per Luisa.Ma Federica, che di lui è innamorata, non può dargli la sua comprensione e dà anzi sfogo al suo risentimento (recitativo e duetto «Dall’aule raggianti di vano splendore»). Interno della casa di Miller. Si sentono in lontananza le grida e i suoni della caccia (finale «Sciogliete i levrieri...»).
Luisa, preoccupata perché Rodolfo non l’ha ancora raggiunta, vede entrare Miller, agitatissimo: il vecchio soldato parla alla figlia dell’inganno di Rodolfo e le svela la vera identità del giovane, aggiungendo d’aver saputo che sono imminenti le sue nozze. Giunge Rodolfo, che giurando sulla sincerità del suo amore si inginocchia davanti a Miller e dichiara Luisa sua sposa. Ma arriva all’improvviso il conte, che insulta Luisa accusandola d’inganno. Rodolfo sguaina allora la spada davanti al padre;ma poi la ripone, non potendo opporsi in armi al genitore.Walter chiama gli arcieri e comanda loro di arrestare Miller e la figlia. Rodolfo tenta di opporsi, ma invano: l’ordine viene confermato. Il giovane si avvicina allora al padre e lo minaccia: se insisterà nel suo proposito, rivelerà in pubblico il modo in cui il padre è divenuto conte di Walter. Allarmato e sconvolto, Walter ordina la liberazione di Luisa.
Atto secondo
Interno della casa di Miller. Laura e i contadini informano Luisa, rimasta sola, che il padre è stato arrestato e trascinato in catene dagli sgherri (coro «Ah! Luisa, Luisa, ove sei?...»). Arriva Wurm e annuncia la condanna a morte di Miller, colpevole d’aver snudato la spada davanti al conte. Propone a Luisa uno scambio: il padre sarà libero se lei scriverà una lettera in cui dichiari di amare Wurm e di aver ingannato Rodolfo per motivi di interesse. Dapprima Luisa rifiuta, sdegnata; ma poi nella disperazione accetta, perché non v’è altro modo di salvare il padre (scena e aria «Tu puniscimi, o Signore»). Wurm la costringe a seguirla al castello, per confermare le sue dichiarazioni davanti al conte e alla duchessa.
Il castello: appartamenti di Walter. Walter, solo nelle sue stanze, medita sull’intrigo ordito per distogliere il figlio dal suo amore inopportuno (recitativo «Egli delira»). Giunge Wurm e informa il conte che la trama ha avuto successo; i due ricordano poi l’assassinio del vecchio signore di Walter, che ha permesso al conte di arrivare al potere impadronendosi del feudo. Prima di morire – rammenta Walter – il vecchio aveva fatto in tempo a svelare il nome degli assassini a Rodolfo, che è dunque al corrente dell’accaduto (scena e duetto «L’alto retaggio non ho bramato »). Arriva la duchessa Federica e Wurm si ritira. Da una porta segreta Walter fa entrare Luisa; la duchessa la interroga e la fanciulla, sotto la minaccia di Wurm che l’accompagna, conferma il contenuto della lettera (scena e quartetto «Presentarti alla duchessa»). Giardino pensile del castello. Un contadino ha consegnato a Rodolfo, per incarico di Wurm, la lettera di Luisa. Il giovane dapprima è incredulo, ma riconosce poi la calligrafia di Luisa; dà allora sfogo alla sua amarezza per l’inganno subìto (scena e cantabile «Quando le sere, al placido»). Chiama Wurm e consegnandogli una pistola lo sfida a duello; ma Wurm, da vigliacco, scarica l’arma in aria e fugge. Il rumore richiama il conte e altra gente. Colpito dalla disperazione del figlio, Walter si dichiara disposto a cedere. Rodolfo gli svela però il tradimento di Luisa: il conte, allora, consiglia al figlio di vendicarsi sposando Federica. Rodolfo si dispera, mentre tutti lo esortano ad affidarsi ai consigli del padre (cabaletta «L’ara, o l’avello apprestami»).
Tema del destino
Atto terzo
La casa di Miller. Luisa siede a un tavolo e scrive una lettera, osservata da Laura e dalle contadine (scena e coro «Come in un giorno solo»). La chiesa è illuminata per le nozze imminenti del figlio del conte,ma nessuno ha il coraggio di rivelare a Luisa la verità.Arriva Miller, che è stato liberato, e ringrazia la figlia d’essersi sacrificata per lui; Luisa gli consegna la lettera che ha scritto, pregandolo di recapitarla. Miller legge il foglio: Luisa svela la verità a Rodolfo e gli dà appuntamento per la mezzanotte, lasciando trapelare l’intenzione di togliersi la vita (scena e duetto «La tomba è un letto sparso di fiori»). Ma poi, alle preghiere del padre, strappa la lettera e gli promette che non l’abbandonerà: resteranno insieme, partiranno e vivranno poveramente.
Luisa, rimasta sola, s’inginocchia (scena «Ah! l’ultima preghiera»). Mentre prega appare sulla porta Rodolfo, avvolto in un mantello; senza farsi scorgere il giovane versa veleno nella brocca dell’acqua che si trova sulla tavola. Mostra poi a Luisa la lettera di Wurm e le chiede se sia autentica; la fanciulla, legata dal giuramento prestato, conferma. Rodolfo beve allora l’acqua avvelenata, porge il bicchiere a Luisa e le svela che di lì a poco entrambi morranno (duetto «Piangi, piangi... il tuo dolore »).

Luisa confessa la verità; Rodolfo, disperato, maledice se stesso e l’assiste nei suoi ultimi istanti. A Miller, accorso in quel momento, i due chiedono la benedizione e il perdono (terzetto finale «Padre! ricevi l’estremo... addio!»). Luisa muore; entrano intanto Wurm, Walter e i contadini. Rodolfo trafigge Wurm con la sua spada e cade anch’egli senza vita accanto al corpo di Luisa.

dal web


Luisa Miller non possiede l'invenzione e l'omogeneità di altri lavori verdiani, ma è una tappa fondamentale nello sviluppo della drammaturgia del compositore.
Egli, infatti, abbandona i drammi corali ed i personaggi monumentali, cimentandosi con un dramma proprio della borghesia. Facendo questo, scava nella psicologia e nelle emozioni dell'eroina Luisa cambiando, o meglio evolvendo, approccio rispetto al passato. L'approfondimento è reso possibile dalla presenza di pochi personaggi principali e di una sola protagonista. Con quest'opera Verdi porta a compimento quel processo di semplificazione scenica iniziato con Ernani e Macbeth.




L'ouverture ha riscosso da sempre grande successo. Il quintetto finale di quest'opera è il miglior pezzo di quest'opera, dicono.


Un duello fra padri 
La “paternità” è sempre stata un tema saliente della vita e dell’opera di Verdi. Il musicista non poté cimentarsi come genitore, perché da giovane perse i due bambini piccolissimi (Virginia e Icilio) avuti dalla prima moglie Margherita. Né accettò come un padre i figli naturali che la compagna e poi moglie Giuseppina aveva avuto prima dell’inizio della loro lunghissima relazione. Per puntigli di gestione patrimoniale, Verdi litigò con suo padre, fino al punto di non rivederlo mai più. I padri nelle sue opere sono ingombranti e divoranti: Amonasro per Aida, Rigoletto per Gilda, Giorgio Germont per Alfredo, Filippo II per Don Carlo, eccetera.
In Luisa Miller l’elemento paterno raddoppia: è come se assistessimo a una ‘sfida fra padri’, con eccessi genitoriali e figliali su due fronti. Il dramma originale di Schiller Intrigo e amore venne sceneggiato all’italiana dal librettista napoletano Salvadore (sic) Cammarano entro quella formula secondo cui i “figli sono pezzi del cuore”, con quel che segue, tra passioni ed emotività, fino alla strage finale.
Sul fatto che il soldato Miller sia pazzo d’amore per la figlia Luisa, desideri per lei un matrimonio d’amore e sia preoccupato per la sua scelta, caduta su uno sconosciuto, siamo tutti d’accordo. Però Verdi tende a giustificare anche l’altro padre, il conte di Walter, che ha ucciso per dare ricchezza e potere al proprio figlio Rodolfo; e ora che questi ha scelto una povera contadina (anziché l’altolocata e ben introdotta sua nipote), ritiene di fare il suo bene togliendogli Luisa.
Miller, il “padre-amore”, è naturalmente un padre migliore, mentre il conte di Walter è un “padre-interesse”, non in grado di giudicare i desideri del figlio. Entrambi, tuttavia, agiscono con altruistico intento paterno. Luisa è pronta a sacrificare i propri sentimenti per salvare la vita al padre, mentre Rodolfo finirà per punire il padre degenere suicidandosi sotto i suoi occhi con le parole: “La pena tua... mira!”. Muoiono gli innamorati ingenui, Luisa e Rodolfo, travolti dalle passioni. Muore giustamente Wurm, il cattivo totale che aveva ordito l’inganno vincente per screditare Luisa e averla per sé. Ma restano vivi, nel loro immenso dolore, i due padri. E l’ultima parola di quest’opera dolente è “figlio!...”, pronunciato dal conte di Walter, il “padre-potere” sconfitto.
Morale: un padre che rispetta i sentimenti della figlia ne ottiene amore fino al sacrificio, mentre un padre che non rispetta i sentimenti del figlio ne ottiene risentimento fino al suicidio per vendetta anti-paterna.
Oggi l’arguto scrittore americano Jonathan Franzen scrive con amarezza che i figli del tempo presente attendono solo la morte dei genitori per impossessarsi dei loro averi: ammesso che sia vero, è passato un secolo e mezzo, ma paiono molti di più.

di Franco Pulcini

Note di regia
Se si legge il libretto di Cammarano per la Luisa Miller dopo aver letto Kabale und Liebe si resta interdetti: quasi tutto ciò che rende il dramma di Schiller un testo eccezionale sembra svanito, dal contesto sociale alla complessa sfaccettatura dei personaggi. Poi si ascolta l’opera di Verdi e si capisce quale impressionante processo di trasformazione sia avvenuto con la musica. Due segni colpiscono immediatamente nel passaggio dal dramma all’opera: lo spostamento dell’azione su una montagna e la sparizione della madre di Luisa, personaggio assai vivo in Schiller. Due mosse che immediatamente hanno fatto slittare la mia immaginazione di regista da una dimensione realistica ad una fiabesca: una fiaba malata, perturbante, un sogno che si trasforma progressivamente in un incubo sotto la spinta della strumentazione “tormentata” (come un critico la definì al debutto napoletano dell’opera) che Verdi conduce brano dopo brano. Sullo scheletro del dramma scavato da Cammarano con la consapevolezza che la censura del tempo (siamo intorno al ’48) non avrebbe permesso allusioni a rivolte condivisibili sul piano politico, Verdi fa fiorire un’opera che si rivolge all’interiorità di ognuno e mette in scena, politicamente, rivolte profonde, sommerse nell’inconscio.
Un letto, due padri, un figlio e una figlia; un bosco, una claustrofobica aula del potere, un’amante risentita, un demonio: questi gli elementi dell’azione che si svolgerà in palcoscenico, tutti riconducibili, montati come sono in una sorta di compresenza temporale, a un quadro onirico. Ma non ho lavorato astraendo i personaggi, cosa che mi sarebbe sembrata del tutto fuori luogo trattandosi di Verdi, al contrario sottolineando la realtà dei loro rapporti, proprio come avviene nei sogni in cui tutto sembra vero. 
di Mario Martone



Organico orchestrale
ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti
4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, cimbasso
timpani, grancassa
arpa
archi
4 corni, campana, organo (da suonare internamente).

L'orchestrazione si fa più raffinata che in passato, il recitativo più incisivo e "va maturandosi l'equilibrio esatto fra musica e azione che non tarderà a mostrarsi nella prima opera cui Verdi si appassioni profondamente".

Libretto in pdf o web.
Spartito, parti e partitura qui.
Bozzetti, disegni e scene qui.

Materiale interessante e documentazione:
L'opera in breve di Claudio Toscani
Discografia di Luigi Bellingardi
Libretto di sala del Teatro La Fenice di Venezia

Li potete scaricare anche qui.









mercoledì 27 febbraio 2013

Calendario - si gira lo spot dello scooter Ecojumbo

Un evento non musicale, ma molto genovese!

Giovedì 28 Febbraio 2013 
In Piazza De Ferrari e no  solo, il via alle riprese dello Spot Pubblicitario di Ecojumbo, lo scooter elettrico più venduto in Italia che viene prodotto dalla Teknit srl dell’imprenditore Walter Pilloni, nello stabilimento di Genova Sestri Ponente (www.ecomission.it) .

L’imprenditore, con questa iniziativa, ha ridato slancio ad una azienda che rischiava di uscire completamente fuori dal mercato. Grazie alla intensa campagna di pubblicità e comunicazione, che l’azienda sta attuando in rete e anche nei principali giornali e media televisivi nazionali.

La location dello spot è stata individuata nell’area fra piazza De Ferrari, via XX Settembre, corso Italia e altri scorci della città "E’ una buona occasione per far vedere a tutti - ha spiegato Pilloni - quanto è bella Genova e comunicarne i punti forti ".

Lo spot sarà diffuso in tutta Italia .

Nabucco - Maratona Verdi 2013 - VI


Il primo grande successo

"Con quest’opera si può dire veramente che abbia principio la mia carriera artistica."

Ciò che il compositore dice di quest'opera, che in ordine cronologico è terza, da un'impressione di quel che essa significhi per lui stesso. 

Nella biografia di Verdi, quest'opera è poco successiva alla tragica morte di figli e moglie. Egli era a ventisette anni, solo, triste e nello sconforto più totale. 
Ironia della sorte vuole che l'opera commissionatali fosse comica e a causa del suo stato d'animo aveva addirittura pensato di abbandonare musica e scene. 
Dopo aver letto il libretto di Nabucco a seguito dell'incontro con l'impresario della Scala, Merelli, decise anche se non subito di buon grado di cominciare la stesura musicale.  
Ero molto depresso e non stavo pensando alla musica, quando una notte d'inverno, uscendo dalla galleria De Cristoforis, incontro per caso Merelli, che si dirigeva verso il teatro. Nevicava copiosamente. Mi prese per il braccio e m'invitò a seguirlo nel suo ufficio. Mentre camminavamo, conversammo ed egli mi disse di avere molti problemi con una certa opera che doveva essere messa in scena. Avevano incaricato il Nicolai ma a questo il libretto non era piaciuto. 

"Immagina", mi disse Merelli, "un libretto di Solera: magnifico, straordinario e sublime, con la sua drammaturgia efficace ed i suo meravigliosi versi!  E quella testa dura non vuole saperne! Dice che il libretto è impossibile..."
"Ti toglierò io dai guai", gli dissi, "Ti rendo il Proscritto, tu dammi quello!!".

Verdi comincerà a comporre l'opera dall'ultima scena, quella della morte di Abigaille, dopo cinque mesi dalla lettura del libretto, la stesura continuerà poi per tutta l'estate del 1841. La prima si tenne a Milano al Teatro alla Scala nel 1842 e ci furono, fino alla fine dello stesso anno, 57 repliche!

Versioni successive risalgono a:  Autunno 1842 - Teatro alla Scala - Milano; 26 dicembre 1842 - Teatro la Fenice - Venezia; 29 novembre 1848 - Théâtre-Royal - Bruxelles; 9 dicembre 1920 - Teatro Carcano - Milano.

Il librettista è Temistocle Solera, che aveva scritto quello per l'Oberto; anche a lui che si deve il successo di quest'opera. 
L'Antico Testamento, il balletto Nabuccodonosor (di A. Cortesi) ed il dramma da cui lo spettacolo fu tratto, ovvero Nabuccodonosor, di Anicète Bourgeois e F. Cornue, furono sue fonti d'ispirazione. 
Solera divide l'opera in parti - quattro per la precisione -, com'era successo con Oberto, ed anche qui egli attribuisce a ciascuna un titolo: Gerusalemme, L'empio, La profezia e L'idolo infranto.

Origine del nome, ovvero perché lo chiamiamo Nabucco e non Nabuccodonosor
Di fatto in origine il nome dato al melodramma era quello del Re omonimo, cioè Nabucodonosor (II, nel caso specifico) e resistette fino al 1844 quando si ha la prima attestazione dell'abbreviazione ufficiale. Data, però la lunghezza dello stesso sulla locandina esso venne diviso in due righe, quindi risultava: "Nabucco" e, a capo, "Donosor". La gente prestava attenzione solo alla prima riga e per questo si ebbe la diffusione del nome dell'opera fino come Nabucco [altre informazioni dopo la trama].


Drammatis personae
Nabucco, re di Babilonia - baritono
Ismaele, re di Gerusalemme - tenore
Zaccaria, gran pontefice di Gerusalemme - basso
Abigaille, schiava, creduta figlia di Nabucco - soprano
Fenena, vera figlia di Nabucco - mezzosoprano
Gran Sacerdote di Belo - basso
Abdallo, vecchio ufficiale del re di Babilonia  - tenore
Anna, sorella di Zaccaria - soprano
Soldati Babilonesi, Soldati Ebrei, Leviti, Vergini Ebree, Magi, Popolo, Donne Babilonesi...

La durata dell'opera è di circa 2 ore e 20 min.
Ambientazione: Gerusalemme - Babilonia. Epoca: 586 a. C.


La trama
(al contrario delle volte precedenti, riporto la trama - che non ritengo di primaria importanza nel nostro contesto - dal web)


Parte I - Gerusalemme. All`interno del tempio di Gerusalemme, i Leviti e il popolo lamentano la triste sorte degli Ebrei, sconfitti dal re di Babilonia Nabucco, che ora è alle porte della città. Il gran pontefice Zaccaria rincuora la sua gente. In mano ebrea è tenuta come ostaggio, infatti, la figlia di Nabucco, Fenena, la cui custodia Zaccaria affida a Ismaele, nipote del re di Gerusalemme. Questi, tuttavia, promette alla giovane di restituirle la libertà, perché un giorno a Babilonia egli stesso, prigioniero, era stato liberato proprio da Fenena, di lui innamorata. I due stanno organizzando la fuga, quando giunge nel tempio Abigaille, supposta figlia di Nabucco, a comando di una schiera di Babilonesi. Anch`essa è innamorata di Ismaele e minaccia Fenena di riferire al padre che ella ha tentato di fuggire con uno straniero; infine si dichiara disposta a tacere a patto che Ismaele rinunci a Fenena. Ma egli si rifiuta di soggiacere al ricatto. A capo del suo esercito irrompe Nabucco, deciso a saccheggiare la città. Invano Zaccaria, brandendo un pugnale sopra il capo di Fenena, tenta di fermarlo, poiché Ismaele si oppone e consegna Fenena salva nelle mani del padre.
Parte II - L`empio. Nella reggia di Babilonia. Abigaille è venuta a conoscenza di un documento che rivela la sua identità di schiava: dunque erroneamente i Babilonesi la ritengono erede al trono. Nabucco, in guerra, ha nominato Fenena reggente della città e ciò non fa che accrescere l`odio di Abigaille verso di lei. Il gran sacerdote di Belo alleato di Abigaille, riferisce che Fenena sta liberando tutti gli schiavi Ebrei. Abigaille coglie l`occasione e medita di salire sul trono di Nabucco. Zaccaria, intanto, annuncia festante al popolo che Fenena, grazie all`amore di Ismaele, si è convertita alla religione ebraica. Essa viene raggiunta da Abdallo, vecchio ufficiale del re, che svelate le ambizioni di Abigaille, le consiglia di fuggire per non incorrere nella sua ira. Ma non c`è tempo, poiché irrompe Abigaille che ha con sé i Magi, il gran Sacerdote e una folla di Babilonesi. Giunge però, inaspettato, anche Nabucco che si ripone la corona sul capo, maledicendo il dio degli Ebrei. Quindi minaccia di morte Zaccaria. Alla dichiarazione di Fenena che rivela la propria conversione, egli replica imponendole di inginocchiarsi e di adorarlo non più come re, ma come dio. Il dio degli Ebrei lancia un fulmine. Nabucco, atterrito, cade agonizzante, mentre Abigaille si pone sul capo l`agognata corona.
Parte III - La profezia. Orti pensili nella reggia di Babilonia. Abigaille sul trono riceve gli onori di tutte l`autorità del regno. Nabucco tenta invano di riappropriarsi della corona, ma viene fermato dalle guardie. Nel successivo dialogo fra i due, Abigaille ottiene, sfruttando le instabili condizioni mentali di Nabucco, di fargli apporre il sigillo reale convalidante il documento di condanna a morte per gli Ebrei. In un momento di lucidità, Nabucco si rende conto di avere condannato anche la figlia Fenena e inutilmente implora la sua salvezza. Anzi, Abigaille straccia il documento che attesta il suo stato di schiava, dichiarandosi unica figlia ed erede. Ordina infine alle guardie di imprigionare Nabucco. Sulle sponde dell`Eufrate, gli Ebrei invocano la patria lontana e tocca ancora a Zaccaria consolare il suo popolo con una profezia che li esorta ad avere fede.
Parte IV - L`idolo infranto. Dalla propria prigione Nabucco vede tra gli Ebrei condotti a morte anche Fenena. Disperato si rivolge, convertendosi al Dio degli Ebrei. Abdallo e un manipolo di guerrieri rimasti fedeli al re, vedendo Nabucco rinsavire e rinvigorire, decidono di insorgere guidati dal vecchio re. Negli orti pensili risuona una marcia funebre: stanno giungendo gli Ebrei condannati a morte. Zaccaria benedice Fenena martire. Ma all`irrompere di Nabucco, cade l`idolo di Belo e i prigionieri vengono liberati. Nabucco torna sul trono. Abigaille, avvelenatasi, chiede perdono, morente, a Fenena e auspica il matrimonio di lei con Ismaele. Zaccaria predice a Nabucco il dominio su tutti i popoli della terra.



Il primo grande successo di Verdi è proprio quest'opera. Essa è sublime per qualità musicale e sentimento patriottico e di libertà di cui il compositore - che ben li sentiva - si fa portatore.
Qui si intravede già quella che poi diventerà una volontà prima di Verdi, ovvero il teatro e la caratterizzazione musicale del personaggio. 

I ruoli principali davvero impegnativi per i solisti a causa della tessitura e della resa scenico/teatrale. Giuseppina Strepponi, di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, è la prima Abigaille.

Come ben saprete, ma vale la pena accennarlo, il coro del "Va pensiero.." fu interpretato dal pubblico dell'Italia risorgimentale come metafora della condizione del popolo, soggetto al dominio degli stranieri e oppressori Austriaci.


Curiosità circa il nome



Nabucodonosor è il nome di due sovrani babilonesi: 
I, regnò tra il 1125 a.C. e il 1103 a.C.

II, regnò tra il 605 a.C. e il 562 a.C.





Nabucodonosor è il nome dell'hovercraft comandato dal capitano Morpheus in The Matrix.

Nabucodonosor - o Nabuchodonosor - è il nome di un formato di bottiglie usate per champagne o spumante.


E questa nota è di dovere perché a me "er vino piase" - anche se champagne o spumante. 
Dunque, non sarò certo io a privarvi di un poco di "eno-cultura"!
Mignonette 0,2 l

Demi 0,375 l – mezza bottiglia
champagnotta: 0,750 l
Magnum: 1,5 l (corrispondente a 2 bottiglie comuni).
Jéroboam: bottiglia di vetro in grado di contenere l'equivalente di quattro bottiglie normali da 75 cl (quindi 3 litri) di vino o champagne. Il nome deriva da quello del re fondatore del regno di Israele nel IX secolo a.C. 
Réhoboam: 4,5 l (corrispondente a 6 bottiglie comuni).
Mathusalem: 6 l (corrispondente a 8 bottiglie comuni).
Salmanazar: 9 l (corrispondente a 12 bottiglie comuni).
Balthazar: 12 l (equivale a 16 bottiglie standard).
Nabuchodonosor: 15 l (corrispondente a 20 bottiglie comuni).
Melchior/Salomon: 18 l (corrispondente a 24 bottiglie comuni).
Primato: 27 l (corrispondente a 36 bottiglie comuni).
Melchisedec: 30 l (corrispondente a 40 bottiglie comuni).

I nomi scelti per i vari formati sono quelli di leggendari re assiro-babilonesi:

MAGNUM
Deriva dal latino “magnum”, cioè grande. Il primo utilizzo del termine, indicante appunto una bottiglia di grande capacità, risale al 1788, in Inghilterra.
JEROBOAM
Jeroboam è stato il fondatore del regno d’Israele e il suo primo re (933 – 910 a.C.). Si fece nominare dalle dieci tribù del Nord che si erano ribellate contro Rehoboam, figlio di Salomone (vedi sotto). Questo scisma politico si aggiungeva allo scisma religioso, creando due nuove correnti religiose in contrapposizione a quella di Gerusalemme.
REHOBOAM
Figlio di Salomone, la sua tirannia provocò lo scisma delle dieci tribù del Nord che fondarono il regno d’Israele governato da Jeroboam. Egli mantenne sotto di sè soltanto due tribù: quella di Giuda e quella di Beniamino.
MATHUSALEM
Patriarca dell’Antico Testamento, noto per essere vissuto molto a lungo: non sappiamo se per 720 oppure per 969 anni.
SALMANAZAR
Cinque re assiri portarono questo nome; il più importante fu Salmanazar III, vissuto dall’858 all’823 a.C. Era figlio di Assour Nassirpal.
BALTHAZAR
Due celebri Balthazar possono essere all’origine del nome di questa imponente bottiglia. Uno dei due era figlio di Nabonide e reggente di Babilonia, ucciso da Ciro verso il 539 a.C. Balthazar è anche il nome di uno dei tre Re Magi che seguirono la stella cometa fino alla grotta di Betlemme, dove adorarono il Bambino Gesù.

NABUCHODONOSOR
Figlio di Nabopolassar, Nabuchodonosor visse dal 605 al 561 a.C. Egli fu uno dei più celebri re di Babilonia. Fu lui a trasferire gli ebrei da Gerusalemme a Babilonia dopo la caduta della città santa. Grande costruttore, Nabuchodonosor si dedicò ad abbellire Babilonia, dotandola di giardini pensili divenuti celebri in tutto il mondo antico, e di una cinta di mura di straordinaria bellezza (ne faceva parte la porta di Ishtar, tuttora conservata a Berlino).

SALOMON
Figlio di David e di Bethsabea, regnò su Israele nel X secolo a.C. Tradizionalmente noto per la sua saggezza e imparzialità, realizzò un grandioso tempio e una reggia sontuosa che divennero centri d’attrazione per l’intera nazione. Egli fu indubbiamente il più potente e il più illustre fra i monarchi d’Israele.
MELCHISEDEC
Fu re di Gerusalemme e sacerdote di Jahvè, il dio unico degli ebrei. Nella Bibbia è ricordato per la benedizione che egli diede ad Abramo che tornava vittorioso da una spedizione bellica.

Lo so.. mi sono lasciata trasportare e ho scritto un poema su un argomento che poco c'entra con il povero Verdi!

Note storiche su Nabucodonosor II
Re di Babilonia - Nascita ca 634 a.C. / Morte ca 562 a.C.
Nabucodonosor II fu un sovrano babilonese che regnò per 43 anni, dal 605 a.C. fino alla morte avvenuta nel 562 a.C. Secondo e più importante dei re della dinastia neo-babilonese, Nabucodonosor salì al trono alla morte del padre Nabopolassar e sottomise il regno di Giuda, deportando gli ebrei in Babilonia e distruggendo il tempio di Salomone.

Si dedicò alla ristrutturazione di Babilonia, pavimentando strade, ricostruendo templi e scavando canali. È accreditato della costruzione deigiardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico.
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Discografia
1949 Gino Bechi, Maria Callas, Luciano Neroni, Gino Sinimberghi, Amalia Pini - Vittorio Gui
1961 Ettore Bastianini, Mirella Parutto, Ivo Vinco, Luigi Ottolini, Anna Maria Rota - Bruno Bartoletti
1965 Tito Gobbi, Elena Souliotis, Carlo Cava, Bruno Prevedi, Dora Carral - Lamberto Gardelli
1977 Matteo Manuguerra, Renata Scotto, Nicolaj Ghiaurov, Veriano Luchetti, Elena Obratzsova - Riccardo Muti
1979 Sherrill Milnes, Grace Bumbry, Ruggero Raimondi, Carlo Cossutta, Viorica Cortez - Nello Santi
1982 Piero Cappuccilli, Ghena Dimitrova, Evgeny Nesterenko, Placido Domingo, Lucia Valentini Terrani - Giuseppe Sinopoli
1988 Renato Bruson, Ghena Dimitrova, Paata Burchuladze, Bruno Beccaria, Raquel Pierotti - Riccardo Muti
2002 Juan Pons, Maria Guleghina, Samuel Ramey, Gwyn Hughes Jones, Wendy White - James Levine
2007 Leo Nucci, Maria Guleghina, Carlo Colombara, Fabio Sartori, Nino Surguladze - Daniel Oren




Qui trovate le parti, lo spartito e la partitura.


Qui il libretto.






Personalmente adoro il terzetto iniziale e l'aria "Chi mi toglie il regio scettro.."


ABIGAILLE (2:25)

Prode guerrier! d'amore
conosci tu sol l'armi?
a Fenena
D'assira donna in core
empia tal fiamma or parmi!
con ira
Qual Dio vi salva? Talamo
la tomba a voi sarà...
di mia vendetta il fulmine
su voi sospeso è già!
Dopo breve pausa prende per mano Ismaele e gli dice sottovoce:
Io t'amava!... il regno e il core
pel tuo core io dato avrei!
Una furia è quest'amore,
vita o morte ei ti può dar.
Ah! se m'ami, ancor potrei
il tuo popol salvar!
ISMAELE
Ah no!... la vita io t'abbandono,
ma il mio core nol poss'io;
di mia sorte io lieto sono,
io per me non so tremar.
Ma ti possa il pianto mio
pel mio popolo parlar.
FENENA
Ah!già t'invoco, già ti sento,
Dio verace d'Israello:
non per me nel fier cimento
ti commova il mio pregar.
Oh proteggi il mio fratello,
e me danna a lagrimar!
ABIGAILLE
Io t'amava ecc.
ISMAELEMa ti possa ecc.
--------
NABUCCO (5:45)
Chi mi toglie il regio scettro?...
Qual m'incalza orrendo spettro!..
Chi pel crine ohimè! m'afferra?...
Chi mi stringe?... chi m'atterra,
chi, chi m'atterra, chi, chi m'atterra?
chi? chi?
Oh! mia figlia! e tu, e tu pur anco
Non soccorri al debil fianco?...
Ah fantasmi ho sol presenti...
Hanno acciar di fiamme ardenti!
È di sangue il Ciel vermiglio,
Sul mio capo si versò!
ah sul mio capo, sul mio capo si versò!
Ah... ah perchè, perchè sul ciglio
Una lagrima spuntò?
Ah! perchè, perchè dal ciglio
una lagrima, una lagrima spuntò?
Ah! perchè, perchè dal ciglio
una lagrima, una lagrima spuntò?
Chi mi regge... io manco...
 Nabucco - Scala - 2013 - Rai5 





giovedì 21 febbraio 2013

qui, nei pressi....

Notizie dal web!


Opera e Classica
Boheme - Teatro La Fenice (Venezia) - di MTG Lirica
Barbiere di Siviglia - Teatro Comunale Pavarotti (Modena) - di Irene Sala - Corriere Musicale
Nabucco "diretta Rai5" - Teatro alla Scala (Milano) - di Ninalapazza 
Download di Lohengrin - di Download Classica
Cibo e vino
Il vino dei Centopassi - di Simo diVino
Le Kremsnite e , come sempre, un po' di storia... - di Daniela - MT (menùturistico)
Graves AOC, Mayne Du Cros 2007, Chateau du Cros - di Daniele Tincati - Profumi di Vino


Varie e Attualità
Impariamo ad ascoltare - di G.B. Mancini - Corriere della GrisiLe elezioni si vincono su FB? - di Il Mugugno

Libri
Oriana - L'apprendista libraioPer un pugno di libri - di Appunti di uno scrittore



venerdì 15 febbraio 2013

Viva Verdi - l'Espresso - DVD








In edicola trovate al costo di 7,90€ oltre al prezzo del giornale. 
Opere in DVD. Rivista l'Epresso


Piano dell'opera

01/02/2013
Otello
Orchestra e coro: Teatro alla Scala di Milano
Direttore: Riccardo Muti

08/02/2013
Aida
Orchestra e coro Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - Direttore Zubin Metha

15/02/2013
La traviata
Orchestra e coro Teatro alla Scala di Milano
Direttore: Lorin Maazel

22/02/2013
Don Carlo
Orchestra e coro Teatro alla Scala di Milano
Direttore: Daniele Gatti

01/03/2013
Un ballo in maschera
Orchestra e coro Teatro Regio di Torino
Direttore: Renato Palumbo

08/03/2013
Simon Boccanegra
Orchestra e coro Teatro alla Scala di Milano
Direttore: Daniel Barenboim



15/03/2013
Falstaff
Orchestra e coro Teatro alla Scala di Milano
Direttore: Riccardo Muti

22/03/2013
Nabucco
Orchestra e coro Teatro Carlo Felice di Genova - Direttore: Riccardo Frizza

29/03/2013
Ernani
Orchestra e coro Teatro Comunale di Bologna
Direttore Bruno Bartoletti

05/04/2013
I Lombardi alla prima Crociata
Orchestra e coro Teatro San Carlo di Napoli
Direttore Pier GIorgio Morandi

12/04/2013
Rigoletto
Orchestra e coro Arena di Verona
Direttore Marcello Viotti

19/04/2013
I masnadieri
Orchestra e coro Teatro San Carlo di Napoli
Direttore Nicola Luisotti

26/04/2013
La forza del destino
Orchestra e coro Teatro alla Scala di Milano
Direttore Giuseppe Patanè

03/05/2013
Macbeth

10/05/2013
Luisa Miller

17/05/2013
I vespri siciliani

24/05/2013
Attila

31/05/2013
Il trovatore

07/06/2013
I due foscari

14/06/2013
Il corsaro

21/06/2013
La battaglia di Legnano

28/06/2013
Jerusalem

05/07/2013
Oberto, Conte di San Bonifacio

12/07/2013
Stiffelio

19/07/2013
Un giorno di regno

26/07/2013
Alzira

02/08/2013
Giovanna d’Arco

09/08/2013
Aroldo

16/08/2013
Messa di Requiem

martedì 5 febbraio 2013

Vai al Cinema ed ottieni crediti formativi!


"Incredibile" direte! "Ma vero!" vi rispondo! 

Con il Circuito Cinema Genova da quest'anno potrete ottenere credito formativo scolastico! Il progetto siglato con l'ufficio scolastico regionale della Liguria ha come fine la promozione del cinema di qualità nell'universo scolastico! Un modo per espandere la propria cultura ed imparare in maniera divertente e se, se non altro, un po' diverso dal solito libro - che, intendiamoci, non si disdegna mai! 


Per partecipare all’iniziativa sarà sufficiente che lo studente richieda presso le casse dei cinema aderenti all’iniziativa la Many Movies Card Young. 
La tessera è gratuita, personale e non cedibile e dà diritto (per i film in programmazione selezionati) ad un biglietto ridotto a euro 4, qualsiasi giorno/orario della settimana. 
Nel sito www.circuitocinemagenova.com e nella pagina Facebook di Circuito Cinema Genova verranno segnalati i titoli selezionati (in prima visione o in rassegne retrospettive) tra quelli riconosciuti di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dalla Federazione Nazionale dei Cinema d’Essai.

Le novità del protocollo d’intesa, primo esperimento nel suo genere a livello nazionale, sono la possibilità di accedere al progetto anche nelle ore extrascolastiche (quindi non solo nei classici “mattinè”, ma anche negli orari di apertura pomeridiana e serale dei Cinema, in piccoli gruppi o a titolo individuale) ed il fatto che la visione di almeno 10 film proposti nell’ambito dei progetti , darà diritto a ricevere un attestato di frequenza valido ai fini del conseguimento del credito formativonel triennio delle scuole secondarie di II grado.

Per informazioni visita la Sezione Scuole del nostro sito o telefona allo 010583261 - scuole@circuitocinemagenova.it

Cosa aspettate??!

Rassegna Wanted!

Anche quest'anno ritorna la famosa “Wanted Primo Maggio”, nella sua terza edizione!
II concorso - riservato alle band della Liguria, Val d'Aosta e Piemonte - mette in palio al vincitore le seguenti esibizioni:
Finale/kermesse organizzata a Torino il primo maggio 2013 presso Hiroshima Mon Amour. Il vincitore della finale regionale e il secondo arrivato avranno diritto ad una performance live durante il Festival delle Periferie (giugno 2013). Il vincitore della finale torinese avrà diritto ad una performance live al Miscela rock Festival di Torino(settembre 2013), all'Orzorock di Piacenza(giugno 2013) ed a uno show-case al Supersound di Faenza (settembre 2013).


REGOLAMENTO DELLA TERZA EDIZIONE

1) E’ indetta la III edizione di “Wanted Primo maggio”; la Rassegna intende selezionare nuovi artisti, indipendenti ed emergenti.

2. Possono partecipare tutti gli artisti (singoli o gruppi) italiani e non, residenti in Liguria, che non abbiano mai pubblicato un CD con Major discografiche.

2bis. L’artista/band vincitore delle selezioni liguri avrà diritto ad esibirsi durante la finale/kermesse organizzata a Torino il primo maggio 2013 da AudioCoop Piemonte/Liguria presso Hiroshima Mon Amour. Il vincitore della finale regionale e il secondo arrivato avranno diritto ad una performance live durante il Festival delle Periferie (giugno 2013). Il vincitore della finale torinese avrà diritto ad una performance live al Miscela rock Festival di Torino(settembre 2013), all'Orzorock di Piacenza(giugno 2013) ed a uno show-case al Supersound di Faenza (settembre 2013).

3. Sono ammessi tutti i generi musicali; non sono accettate “cover”.

4. L’iscrizione è gratuita.

5. Perché l’iscrizione sia valida, gli artisti dovranno far pervenire una mail contenente il materiale specificato alsuccessivo punto 6, inderogabilmente nel periodo 1 febbraio/28 febbraio (entro e non oltre le ore 24:00 del 28 febbraio 2013), spedito tramite posta elettronica all’indirizzo wanted1maggio@metrodora.net.

L’organizzazione provvederà, una volta acquisito tutto il materiale richiesto, ad inviare mail di conferma di avvenuta iscrizione ai mittenti

6. La mail dovrà contenere:
a) 2 (due) brani in formato mp3 (eventualmente compressi in unico file .zip o .rar) denominati con: “nome artista/band – titolo.mp3”. I due brani devono essere originali, editi e/o inediti (segnalare i brani editi). Facoltativamente, inviare un link dove possibile vedere un filmato di un brano eseguito dal vivo
b) 1 (una) copia dei testi (ove presente/i) in formato .doc di ciascuna delle due canzoni proposte per la Rassegna;
c) 1 (una) copia del curriculum (formato .doc), contenente brevi note biografiche dell’artista/band;

Solo per gli 8 artisti/band finaliste:
d) 1 (una) copia di almeno una fotografia (possibilmente in formato .jpg/jpeg) dell’artista/band;
e) Una fotocopia di un documento di identità valido dell’artista; nel caso di gruppi, di ciascun componente; per i minori, è necessaria la fotocopia del documento valido anche del genitore esercente la potestà.
f) Una scheda tecnica (formato .doc o .pdf) con line up e disposizione sul palco (stage plan).

7. Pena l’esclusione, le canzoni presentate non dovranno contenere messaggi pubblicitari, né parole che offendano il comune senso del pudore, le persone, lo Stato, le Religioni e le pubbliche istituzioni.

8. L’artista, iscrivendosi alla Rassegna, dichiara l’originalità dei brani presentati e solleva implicitamentel’organizzazione da qualsiasi controversia legata alle canzoni stesse ed alla loro esecuzione.

09. Al termine della fase di raccolta del materiale, si svolgeranno le selezioni dello stesso.

10. Una giuria competente ed accreditata valuterà il materiale pervenuto entro le 24 del 15 Marzo 2013 osservando criteri specificati nell’art.12. Gli 8 artisti/band che otterranno i punteggi maggiori si esibiranno dal vivo presso un locale da individuare sul territorio ligure (date e location saranno comunicate al più presto sul sito www.metrodora.net). L’artista /band valutata con maggior punteggio vincerà le selezioni liguri e automaticamente farà parte del cast dell’Hiroshima per il concerto del Primo Maggio.

11. Durante le serate live finale non sarà ammesso l’utilizzo di basi musicali pre-registrate (è ammesso l’uso di sequenze/loop ecc).

12. Gli artisti saranno valutati in base a: contenuti e originalità dei brani presentati, qualità tecniche e
presenza sul palco, validità dei (eventuali) testi, il tutto ad insindacabile giudizio della giuria preposta dall’organizzazione.

13. Agli artisti è richiesta, pena l’esclusione dalla Rassegna, la massima puntualità e professionalità in occasione delle esibizioni dal vivo e delle iniziative previste dalla Rassegna stessa.

14. L’organizzazione non sarà tenuta ad alcun rimborso per qualsiasi spesa sostenuta dai partecipanti.

Maggiori info - www.metrodora.net

martedì 15 gennaio 2013

Macbeth - "Maratona" Verdi 2013 - I

"L'amore per Shakespeare e le due edizioni"





[Prima rappresentazione al Teatro La Pergola – Firenze – 14 marzo 1847]

Il nostro progetto si apre con questa meravigliosa opera e, intanto, colgo l'occasione per anticiparvi che andrò presto ad assistere all'allestimento del Carlo Felice!

Cominciamo con il drammatis personae che è fondamentale e che, solitamente, "dice" già molto dell’opera:
Lady Macbeth [non a caso è la prima a comparire nell’elenco] – soprano
Macbeth, generale e suo marito – baritono
Banco, generale – basso
Macduff, nobil uomo scozzese – tenore
Duncan(o), Re di Scozia – mimo
Dama di Lady Macbeth – soprano o mezzo
Malcolm, figlio di Duncano – tenore
Fleanzio, figlio di Banco – mimo
Medico – basso
Streghe
Spiriti, Nobili, Guerrieri, Sicari


Melodramma in quattro atti, costruito con una stupenda e mirabile tensione drammatica, musica di Verdi (ovviamente) e libretto di Piave dal famoso Macbeth di Shakespeare. 
Scozia dell’anno 1040 (o successivi), il sipario si apre su un quadro di inquietudine.. anzi, ancor prima, la Sinfonia preannuncia tragedia. Sensazione mistica e macabra ci guida, sin dall'inizio nella trama dell’opera verdiana.

Una curiosità prima del plot: dopo la prima a Parigi (in un edizione un po’ rivista nel 1865) il compositore viene accusato di non conoscere il poeta inglese e reagisce così: “Non avrò forse interpretato bene Macbeth, ma che non conosca, non capisca, non senta Shakespeare, no, santo cielo, no! Egli è uno dei miei poeti amatissimi, mi ha avvinto sin dalla prima giovinezza, lo leggevo e lo rileggevo continuamente!”.


(Atto I) La scena si apre con un terzetto di Streghe, sopraggiunge Macbeth a cui viene profetizzato il futuro, quest’ultino duetterà con Banco a proposito della profezia. Nel suo castello Lady Macbeth legge la lettera a inviatale dal marito ove le viene descritto l’incontro con le streghe, indi recitativo ed aria, di una bellezza e di un valore drammatico possenti: “ Vieni, t’affretta…” [e puntualmente inizio a canticchiarla.. ahah!] e “Or tutti, sorgete, ministri infernali”. Senza riferimenti espliciti all’omicidio si apprende che Macbeth provvederà in tal senso, egli infatti, uccidendo Duncan(o), gli succederà al trono.Marcia per l’arrivo del Re e corteo. Soliloquio di Macbeth e duetto “Fatal mia donna! Un murmure, com’io, non t’intendesti?” [“di un gufo udii lo stridere. Testè che mai dicesti?” e canticchio anche questa.. è inevitabile!]. Lady Macbeth, per far ricadere la colpa sulle guardie, ricolloca il pugnale nella stanza del Re. Banco e Macduff giungono e, mentre Banco ripensa agli orribili eventi precedenti, Macduff va a chiamare il Re così il delitto viene scoperto. Tutti in scena per il finale [veramente splendido!].


(Atto II) Orchestra riprende i temi del primo atto. Macbeth in scena viene raggiunto da sua moglie. Decidono che Banco dovrà morire. Lady Macbeth è ambiziosa e determinata ciò viene testimoniato dalla imponente aria “La luce langue”). Scena di un bosco dove dei sicari, assoldati da Macbeth, attendono Banco, aria di quest’ultimo, concitato recitativo [da fare praticamente recitando, come senza musica] successivamente i sicari si avventano su di lui, ma nella foga suo figlio, Fleanzio, riesce a fuggire. Altro luogo, un banchetto, Lady Macbeth si rivolge con un brindisi sgraziato e temerario alla corte, Macbeth lamenta l’assenza di Banco e per poco, dopo essersi seduto al posto di quest’ultimo e aver visto il suo fantasma, non si tradisce negando qualsiasi possibile colpa. (Atto III) Ecco "ritornare" le streghe, le vediamo intorno ad un calderone, la suggestiva musica avvolge la scena macabra, dove Macbeth cade a terra, in affanno, con le streghe che gli danzano intorno.


Arriva Lady Macbeth e chiede al marito cosa abbia appreso dalle donne. Le viene riferita, dunque, la predizione che la stirpe di Banco avrà il trono di Scozia. Lei nega e coinvolge [e convince] a tal punto il marito da infondergli di nuovo coraggio. (Atto IV) Si apprende che le sorti del popolo scozzese sono davvero critiche. Scena del sonnambulismo della Lady (su tipico stile di “scena della pazzia”), stupenda e mirabile, davvero difficoltosa espressivamente e tecnicamente. Macbeth è furioso perché l’esercito inglese e quello scozzese, con l’aiuto di Malcolm, stanno marciando contro di lui. Solito equivoco, Macbeth "non potrà morire per mano di chiunque sia nato da una donna", ovviamente il nostro protagonista ignora che, proprio Macduff, sia stato strappato dal seno materno sin dalla nascita. Macbeth maledice tutte le azioni che l’anno portato a questo stato di paura, desolazione e solitudine e guida temerario le truppe alla guerra, dopo aver appreso della morte della moglie. Sconfitta del tiranno con coro generale a chiudere la scena.




[durata media dell’opera 2 ore e 45 min]


A dispetto di tutte le critiche del tempo - riguardanti soprattutto l'aderenza al dramma shakespeariano - Macbeth, rimane un capolavoro verdiano, che può riassumere il talento del compositore. Egli, infatti, vi fonde al meglio - almeno se pensiamo al primo periodo della sua attività compositiva - “il teatro, il patriottismo ed il personaggio” che tanto gli erano cari, ovvero, in altre parole, l’aspetto musicale con quello drammaturgico, quello - prettamente romantico - di sentimento nazionale e quello che riguarda la sfera psicologica/teatrale. 
La trama verdiana, in realtà, rispetta abbastanza l’idea shakespearina. Ricordiamoci, in proposito che, prima di tutto aleggiano nell'aria patriottismo ed idee di matrice romantica e, in secondo luogo, l’opera richiede una stilizzazione maggiore dei personaggi ed una grande chiarezza nel succedersi degli avvenimenti, basti pensare alla evidente differenza che si ricontra tra la Semiramide rossiniana e la Lucia di Lammermoor di Donizzetti o il Nabucco verdiano [non a caso ho paragonato tra loro soggetti storici]. 
Come in tutte le sue opere, Verdi, cerca il più possibile di caratterizzare drammaturgicamente i personaggi. Il Macbeth, rispetto al suo periodo di composizione, è un’opera completa e in cui i personaggi sono efficacemente definiti. 

Macbeth qui è “semplicemente” (?) un uomo dominato, che si presta alle volontà e alle ambizioni della moglie, lei, invece, è temeraria, piena di aspirazioni di potere, ambiziosa, risoluta, ma al contempo fragile [beh, in effetti l’omicidio non è proprio una cosetta da poco!]. Vi devo confessare che nello scrivere "marito" o "moglie" ho qualche riluttanza, perchè se penso a Macbeth e Lady Macbeth non vedo due persone sposate, ma a due figure indipendenti e distinte dove uno è succube dell’altra.
Durante il corso dell’opera, si intravede il punto di vista del compositore: il generale, probabilmente, è un uomo migliore rispetto alle azioni che compie. Dal susseguirsi dei fatti si evince, inoltre, che Macbeth è terrorizzato dal delitto che ha compiuto, è terrorizzato dalla moglie ed è terrorizzato dalle streghe, in pratica è un pauroso, uno smidollato. Sembra sballottolato, come in mezzo a una tempesta, pare si faccia portare dagli eventi, in particolare dal suo “destino”, che non sia autore delle proprie azioni e della propria vita. Da l’idea di essere vissuto più che di vivere. La figura della Lady, per contro, nel mio immaginario, è un'eroina, macabra, che sacrificherebbe qualunque cosa per il potere, vedo in lei anche un qualcosa di potente e misterioso, mi sembra una sorta di maga… queste, però, sono opinioni e suggestioni personali che derivano dall'ascolto e dall'immaginazione, accettabili come no e, sicuramente, discutibili!

Tra le tante curiosità, sappiate che si racconta che alla prima Lady ci vollero circa 150 prove perché Verdi fosse soddisfatto della resa del duetto iniziale con Macbeth e che, una cosa simile, successe anche per la scena del sonnambulismo: alla poverina ci vollero circa tre mesi per essere sicura sulla parte registica. L’aria del II atto (La luce langue), inoltre, è molto simile, per costruzione, a quella del Don Carlo (O don fatale) scritto dopo circa un anno dalla revisione in cui viene aggiunta quest’aria.

Tra la versione del 1847 (Firenze) e quella del 1865 (Parigi) vi sono alcune differenze sostanziali che, per completezza, inserisco:
Atto II: La Lady esultava da sola il trionfo. 
Atto III: Macbeth rinviene da solo e decide di intervenire contro a Macduff e la sua casa.
Atto IV: Macduff raggiunge Macbeth e a lui rivela le sue origini, così dopo essere stato colpito Macbeth cade a terra morente, maledicendo la sua ambizione. Malcolm sarà il nuovo re di Scozia.



Partitura e spartito canto e pianoforte: http://imslp.org/wiki/Macbeth_(Verdi,_Giuseppe)
Edita in Italia da RICORDI

Il libretto lo trovate in ed. Ricordi e tra le più economiche e ben strutturate vi consiglio quella della Newton & Compton, oppure qui

Per i consigli d’ascolto, con mio piacere, ho "rispolverato" due belle edizioni che vi consiglio: quella di Callas e Mascherini alla Scala del 1952 (EMI) con De Sabata alla direzione e quella di Verret e Nucci al Comunale di Bologna del 1987 (Decca) sotto la bacchetta di Chailly.
Ne troverete molte scaricabili da qui o una anche qui.

Infine, un link per chi volesse leggere il testo originale di Shakespeare in versione italiana.

Dopo questo tour in tale mirabile opera della letteratura e della musica, vi do appuntamento alla prossima settimana, ricordandovi che il 19 Gennaio (2013) ci sarà la prima al Carlo Felice con repliche fino al 27 (gennaio)! 


Oltre alle “conoscenze” (non tiriamocela troppo!) ed alle opinioni personali ecco i riferimenti bibliografici essenziali:
Dizionario dell’Opera – Kobbè (e vari) – Ed. Mondadori
Macbeth – spartito canto e piano – Ed. RICORDI
Giuseppe Verdi – Tutti i libretti d’opera – Ed. Newton & Compton

discografia:
Macbeth – Ed. Decca – Nucci, Ramey, Verrett, Chailly - 1952
Macbeth – Ed. EMI – Mascherini, Tajo, Callas, de Sabata - 1987

domenica 13 gennaio 2013

Michele Savino: "Piacere di conoscervi"






Da tempo sentiamo parlare dell’uscita del nuovo EP di Michele Savino,pianista e cantautore genovese e ora, oltre a proporvelo, vi consigliamo anche di ascoltarlo in una delle tante tappe che si terranno nel territorio ligure.

Oggi segnaliamo:
Al SANTA FESTIVAL di Santa Margherita Ligure!

Accompagnato dal “polistrumentista” Stefano Bergamaschi, Savino ci presenterà live il suo “Piacere di Conoscervi” nell’incantevole cornice diVilla Durazzo (dove tra l’altro da tempo si tengono importanti Masterclass musicali internazionali).

Temi che spaziano dalle emozioni ai paradossi del vivere quotidiano elaborate in chiave ironica e “gentile”.

Michele Savino è un cantautore e compositore genovese. Dopo gli studi classici in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio di Genova, si mette in luce in diversi concorsi nazionali dedicati alla canzone d'autore: terzo classificato al Varigotti Festival 2012, è risultato finalista a MusicaControcorrente 2012 e al Premio Nazionale Poggio Bustone 2012. Con più di 40 esibizioni in tutta Italia nel solo 2012, Savino si conferma come uno dei cantautori più attivi e apprezzati da chi cerca una canzone che unisca leggerezza e profondità.



Seguitelo su:
www.facebook.com/michelesavinocantautore
www.soundcloud.com/michelesavino

venerdì 11 gennaio 2013

Verdi & il 2013

Dalla prossima settimana, giusto in occasione della prima del Macbeth verdiano al Carlo Felice, inizierà il progetto dedicato a Verdi! È vero, anche io trovo sia (un poco) una banalità dato che tutti si mettono a discutere e a parlare, nel bene e nel male, di Verdi durante i suoi anniversari. Vi prometto che però, affronterò anche musica ed opere di Poulenc, Rachmaninov, Catalani, Tchaikovsky e Berio, che hanno anche loro i propri anniversari nel 2013!
Le opere non saranno in ordine cronologico, ma verranno commentate a seconda della corrispondenza con le rappresentazioni nei teatri italiani.
Vi forniró breve sunto della trama (d'obbligo), suggerimenti per l'ascolto, commento di rappresentazioni, regie ecc., appunti su parti operistiche, dove poter rimediare spartiti ed incisioni gratuitamente o a pagamento su internet , eventuali recensioni, inquadramento storico e/o bibliografico dell'opera in questione!
A presto!
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