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sabato 27 dicembre 2014

"Ma falle gli occhi neri" - Tosca


Il preambolo [saltatelo pure se non avete voglia!]

Mi sono messa qui per scrivervi della Tosca e subito, non sapendo da dove cominciare e credendo che ciò che era dire sia già stato detto, sono stata colta da una crisi: nessuna, nessunissima voglia di scrivere. Ecco perché comincio così.

Poi ho pensato che una messa in scena così si meritava almeno un appunto, una nota, una menzione su questo povero blog, che ha passato un anno e mezzo nel dimenticatoio.

Voglio dire la mia su questo allestimento. Una recensione molto personale, di certo oggettiva, ma anche molto molto soggettiva. 

Siccome non amo, per distinti e svariati motivi il compositore toscano (n.d.a. Puccini), scrivere di lui mi è nuovo, raro. Con fatica, ogni volta che il mio amato teatro propone una sua opera vado, diligentemente, ad ascoltarla e vederla e puntualmente - non ci crederete - confermo la mia posizione di astio misto a non-comprensione! Eppure ci fu un tempo in cui amai Boheme - opera che tutt'ora apprezzo. Comunque sia per quanto io possa non-reggere una qualsiasi delle sue opere, trovo sempre un tema, un  momento, un dettaglio d'orchestrazione, una parte di libretto, un matrimonio tra parola e musica che mi affascina e mi fa ritrovare col M° Puccini una sorta di feeling - abbiamo, devo ammettere, una vera e propria relazione di amore-odio [sarà perché non lo posso cantare!]

Tornando alla nostra Tosca,l'ultima rappresentazione a cui ho assistito è stata quella del 2010 - che poi, è anche il più recente allestimento del Carlo Felice, tolto quello presente - e mi ricordo che, pur essendo io agli inizi del mio percorso musicale, avevo apprezzato la messa in scena, i cantanti e... la musica! Ovviamente non ricordo nulla di più o di specifico, né a cui tempi mi preoccupavo troppo di informarmi o leggere per bene il libretto - se non per opere che amavo - andavo a teatro e come per i primi ascoltatori ai tempi della prima dell'opera (in questo caso il 14 Gennaio del 1900) mi facevo invadere da suono, testo, libretto, voci, orchestra, parole, sonno...  e chi più ne ha più ne metta. 

Ora non mi faccio più fregare, o meglio, ci provo. Il vantaggio è che grazie al Conservatorio ho il privilegio e l'onore di assistere alle prove e quindi posso entrare più lentamente nel mood dell'opera, capirne i dettagli, apprezzarne meglio il libretto, seguire l'evoluzione dell'orchestra, tenere conto dei passi complessi e dei punti rischiosi, vedere la costruzione e ammirare l'evoluzione scenica e la trasformazione degli interpreti giorno dopo giorno, per poi ritrovare il tutto condensato nell'arco di tre ore davanti ai miei occhi. Una vera e propria meraviglia. 

Di Tosca mi sono gustata il libretto come solo di poche opere ho fatto - Otello e poche altre - la sua fantastica e mirabolante orchestrazione ed variabilità tematica, la sua faccia cinematografica che il grande Livermore esalta con maestria. Mi sono lasciata trasportare.. e la magia ha preso forma. 






Eccoci arrivati finalmente alla spero concisa, ma completa, recensione di questo allestimento. 

Io ho assistito alle prove e alla recita della I compagnia del 23 Dicembre - spero di riuscire ad andare anche a quella del 30!

Cominciamo dal titolo, Tosca è Maria Guleghina, che avevamo già incontrato qui nel teatro genovese nei panni di Lady Macbeth dove aveva brillato, mentre adesso risulta una vera delusione - data anche la frequentazione che la cantante che del ruolo - a discapito di quanto ho letto di qua e di là ella non è quasi per nulla aderente al personaggio, la sua interpretazione è inappropriata, poco lavorata, molto lontana dalla volontà del regista; si muove in scena per posizioni, la gestualità è meccanica e l'espressione priva di verità scenica e legame interiore. Dal punto di vista vocale si rivela una discreta Tosca, con molti problemi, sia di intonazione sia di pronuncia - la prima risulta vaga e incerta la seconda poco italiana [n.d.a. ma fosse questo il problema!!] e appena scandita; sul versante musicale e vocale, ritroviamo un legato gestito con maestria, ma con poca duttilità, i centri che risuonano e risultano belli, tondi e marcati, come la zona grave, ma gli acuti un po' fissi e lanciati, la pronuncia e la musicalità in essi si perde. La protagonista si salva un poco nel Vissi d'arte, che dal punto di vista vocale continua a non convincere pienamente, ma dove l'interpretazione più aderente al personaggio ed al libretto e l'uso della parola emozionale, riesce a trasportarci e a farci vivere un momento di vera sospensione temporale e simpatia emotiva. L'intonazione ed il rispetto della partitura sono misere per un'artista del suo livello. Più Fosca che Tosca, direi. Roberto Aronica interpreta il coraggioso Cavalier Cavaradossi, mette in scena un personaggio piuttosto convincente, anche se le difficoltà del ruolo e delle scenografia e regia lo tradiscono e lo rendono un po' più Roberto che Mario. I suoi momenti lirici risultano ben gestiti, anche se Recondita Armonia patisce di un vibrato caprino leggero dato forse dall'altezza - fisica! -  a cui canta o dall'emozione, la parte musicale è curata, l'intonazione puntuale, gli acuti ben gestiti anche se di tanto in tanto un poco stretti. Un distinto debutto in Scarpia per Carlos Alvarez, che ritroviamo sul palcoscenico del Carlo Felice da Otello - meravigliosamente messo in scena l'anno passato in questo stesso periodo con la regia di Livermore - egli ha una giusta presenza scenica coesa al personaggio, una voce timbrata anche se meno presente rispetto all'anno passato - forse dato anche da un organico un poco più vasto - grande precisione musicale, bravura nel rendere le sfaccettature del personaggio e intelligenza nel sacrificare acutamente, in certi punti, la vocalità perfetta all'interpretazione avvincente. Tra i comprimari un ottimo Spoletta di Enrico Salsi dalla pronuncia chiara e dalla voce timbrata e squillante, un Sagrestano divertente e bonario (Armando Gabba - in sostituzione del povero Claudio Ottino inforunatosi sulla scena che da oggi riprende il suo ruolo), ben delineato scenicamente, ma poco presente vocalmente il fuggiasco Angelotti di Giovanni Battista Parodi, giusti Davide Mura (Sciarrone) e Cristian Saitta (Carceriere). 
Una nota di merito all'intonato e diligente Pastorello di Filippo Bogdanovic. Ottime e realistiche le prestazioni dei figuranti e dei mimi, con una menzione speciale per "l'angelo" (una famosa statua presente a Castel Sant'Angelo). 

Degna di merito la prestazione dell'Orchestra del Teatro e di tutta la macchina scenica. Il coro svolge bene il suo ruolo anche se, talvolta, sovrasta le voci in scena. 
Discreta la prestazione del Direttore d'Orchestra Stefano Ranzani, di cui non riesco a capire neppure l'attacco iniziale... 
Belli e curati i costumi di Gianluca Falaschi.
Ottime la regia, la scenografia e le luci di Davide Livermore che come sempre stupisce ed offre nuove visioni di opere già macinate, aprendo una finestra alle possibilità tecniche che offre la nostra epoca e avvicinando un pubblico anche meno esperto e/o abituato al cinema attuale, fatto, quest'ultimo, di movimenti veloci, realismo, effetti speciali e stacchi sorprendenti. Livermore fa riscoprire il piacere dell'opera a chi già la ama e la rende accessibile e snella a chi non la frequenta. L'arte del meravigliare, del sorprendere e dello stupire. Egli in questa regia sfrutta a pieno la vena cinematografica che Puccini, Illica e Giacosa propongono, eseguendo mutamenti di prospettiva, tagli, primi piani, ottenuti grazie alle luci, alla gestione della scena e al rispetto e alla conoscenza della partitura e del libretto. Stupendo l'uso di prospettive nuove e piani inclinati mirabolanti. Perfetta la volontà di coinvolgere lo spettatore anche con l'olfatto - come già anticamente nei teatri di prosa era successo - inserendo un pronunciato odore di incenso all'entrata in sala e al primo atto che si svolge in chiesa - inserendoci ancora di più in una dimensione. 

Infine da notare il salto di qualità fatto con dei sovratitoli curati e puntuali e un buon libretto lavorato nell'impaginazione come nei contenuti (anche se ci aspettavamo qualche saggio in più!). 


Andateci!!

Giorgia







lunedì 4 novembre 2013

da annotare - 24



Lunedì 4 Novembre 

ore 21 - Teatro Carlo Felice
Wayne Marshall & l'Orchestra Giovanile Italiana
Programma: 

Sergej Rachmaninov - Sinfonia n. 2 in mi minore op. 27
Maurice Ravel - Alborada del gracioso - Bolero

Wayne Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi di oggi. Nato in Inghilterra in una famiglia originaria dei Caraibi, si è fatto apprezzare all'inizio della sua carriera soprattutto come organista, quindi come pianista e in seguito come direttore d’orchestra diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington, Bernstein e di altri autori americani del XX secolo. Le sue brillanti interpretazioni con le più prestigiose orchestre del mondo gli hanno procurato molti riconoscimenti. Insieme all’Orchestra Giovanile Italiana affronta un programma particolarmente congeniale che comprende uno dei capolavori della musica del novecento, il Bolero di Maurice Ravel, opera ideale per mostrare le qualità timbriche ed espressive dei solisti di una orchestra sinfonica. È particolarmente apprezzabile che l’Orchestra Giovanile Italiana, fondata da Piero Farulli all’interno della Scuola di Musica di Fiesole e diretta nel suo primo concerto da Riccardo Muti, proponga questa conosciuta pagina sinfonica ricca di fascino timbrico e caratterizzata dall’ossessivo impulso ritmico.


Martedì 5 Novembre
I Foyer - ore 18.00, ingresso libero
Delitti cantati - Femminicidi, tradimenti e beffe d'opera
Gilda e suo padre - relatrice Gianna Schelotto

La Stagione Lirica e di Balletto 2013/2014 comprende molti capolavori fondati su protagonismo, morte e tradimento al femminile, a partire da “Carmen” proposta in forma di balletto a inizio stagione e riproposta nella celebre versione di Bizet nel mese di maggio. Ad accompagnare la programmazione, in connessione non rigida con i balletti e le opere in forma di concerto oppure rappresentate, gli incontri, con inizio alle ore 18, comprendono una brevissima introduzione “dal vivo” effettuata attraverso l’audizione o la proiezione di video di brani delle opere di cui si discute, per non più di dieci minuti. Seguirà una conversazione a cura di studiosi, artisti o docenti, che sull’uccisione sacrificale di Gilda, su quello che oggi definiremmo “femminicidio” di Desdemona, sul suicidio eroico di Butterfly, sul gioco di veri e finti tradimenti di Almaviva, Cherubino e Figaro, sui tradimenti e sulle beffe al femminile rispettivamente di “Bohéme” e de “Il barbiere di Siviglia”, proporranno al pubblico una lettura inedita ma non specialistica, che offra occasione per un successivo dibattito.


(da) Mercoledì 6 Novembre
Palazzo Ducale Mostra Edvard Munch.

Dal 6 novembre 2013 fino al 27 aprile 2014 Genova ospiterà oltre 150 opere del pittore norvegese, tra cui cento dipinti che mettono in luce la figura tormentata dell'artista. Non ci sarà però l'Urlo, l'opera più famosa di cui ne esistono quattro copie: tre sono conservate nei musei norvegesi e una è stata battuta all'asta lo scorso anno per la cifra record di 120 milioni di dollari.
Nel 150esimo anniversario della sua nascita, Genova rende così omaggio al sublime artista norvegese con un'imperdibile retrospettiva. Curata da Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris, che nel 2010 dedicò al maestro norvegese una straordinaria esposizione visitata da oltre 600.000 persone, la mostra è promossa dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ed è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, già partners di Palazzo Ducale nello scorso autunno per la mostra "Mirò!Poesia e Luce".

Si prevedono lunghe code per visitare la mostra. E molti se ne aggiungeranno, anche per "Warhol after Munch": una mostra nella mostra in anteprima assoluta per l'Europa, una serie di opere realizzate da Andy Warhol e ispirate alla produzione di Munch. Il corto circuito è assicurato: l'artista dei sentimenti più oscuri interpretato dall'artista pop per eccellenza.

Orari: da martedì a domenica (ore 10-19), lunedì (ore 14-19)



Mercoledì 6 Novembre
Marco Mengoni : film-concerto alla Fiumara.



Giovedì 7 Novembre 
ore 19.00
Aperitivi in jazz
fuori TEATRO
Tempio della Lirica ma più che mai aperto ad accogliere tutta la musica, il Carlo Felice lancia una rassegna di aperitivi musicali all’insegna del Jazz con formazioni che proporranno il giovedì sera a partire dalle ore 19 repertori di grande appeal, a coronamento di un’offerta musicale a tutto tondo, con l’obiettivo sempre vivo di trasformare il Teatro in un luogo dove tutti possano trascorrere una piacevole serata coniugando cultura, divertimento e occasione d’incontro.
Foyer Teatro Carlo Felice
STEFANO ONORATI TRIO
Stefano Onorati pianoforte
Stefano Senni contrabbasso
Walter Paoli batteria


Sabato 9 Novembre
ore 16.30
L'antico e il nuovo - Musiche in mostra
Genova: Galleria di Palazzo Rosso, Via Garibaldi, 6
Musiche tra Suite, Fantasia, Tango e Tarantella, da Rossini in avanti


Sabato 9 Novembre 
ore 16.00 - Auditorium Eugenio Montale
Le Audizioni discografiche - Rigoletto
Ciclo di incontri con una guida all'ascolto ragionato e una serie di curiosità sulle opere liriche e su alcuni gala in cartellone a cura di Lorenzo Costa.
Associazione Amici del Carlo Felice
e del Conservatorio N. Paganini
Ingresso libero.


Domenica 10 Novembre 
ore 11.00
Teatro Carlo Felice
Giuseppe Verdi - RIGOLETTO
Prova d’assieme aperta al pubblico - Atto III
Direttore - Giorgio BRUZZONE


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TV e Radio




Domenica 3 Novembre

ore 9:30 - Rai5
MACBETH
Melodramma in quattro atti dal Teatro alla Scala di Milano
Libretto di FRANCESCO MARIA PIAVE
Musica di GIUSEPPE VERDI
Concertatore e Direttore d’orchestra RICCARDO MUTI
Direttore del Coro ROBERTO GABBIANI
Orchestra e coro del teatro alla Scala
Regia teatrale GRAHAM VICK
Regia televisiva CARLO BATTISTONI

Interpreti
Macbeth RENATO BRUSON 
Banco CARLO COLOMBARA 
Lady Macbeth MARIA GULEGHINA 
Dama di Lady Macbeth MARCELLA POLIDORI 
Macduff, nobile scozzese ROBERTO ALAGNA 
Malcom, figlio di Duncano FABIO SARTORI 
Medico ENRICO TURCO 
Domestico di Macbeth DANILO SERAIOCCO 
Sicario ORAZIO MORI 
Araldo ALDO BRAMANTE 



Sabato 9 Novembre
ore 10:30 - Rai5

100 Canzoni
Protagonista della puntata di Petruška dal titolo "100 canzoni" è l'ensemble vocale Odhecaton, che interpreta una scelta di brani dal repertorio Rinascimentale, da Desprez a Monterverdi. Michele dall'Ongaro svela i segreti di questa musica antica, affascinante e ipnotica.
PETRUSKA IN CONCERTO
L'Ensemble vocale Odhecaton, diretti da Paolo Da Col, esegue musiche di: Dufay, Desprez, Palestrina, Orlando di Lasso, Marenzio, Monteverdi, de Wert. L'Accademia degli Astrusi, con Federico Ferri direttore e Anna Caterina Antonacci soprano, esegue musiche di Strozzi, Geminiani, Monteverdi, Purcell, Martini.

Sabato 9 Novembre
In II Serata - Rai5
Bolzano Danza - High tech 

Blanca Li con Robot! è la protagonista poliedrica, fantasiosa, cosmopolita, della prima delle due puntate che Danza dedica al festival di Bolzano, giunto alla sua 29° edizione, forte di una lunga e bella storia. Bolzano Danza - High Tech muovendosi tra nuove tecnologie e nuovo umanesimo presenta l’ultimo spettacolo di Blanca Li per ballerini e robot. Una creazione che anticipa il nostro futuro, ormai alle porte, di convivenza simbiotica con le macchine intelligenti. Blanca Li, catalana di origine, viaggiatrice del mondo, spicca per le sue danze a tutto campo, per il teatro dall’Opéra di Parigi fino ai maggiori festival internazionali, per il cinema, la pop music, la pubblicità, la moda e la televisione. Dalla street dance ai flash mob, dal balletto allo schermo, la danzatrice, attrice, coreografa e regista, nata a Granada e ora con base a Parigi, ha saputo conquistarsi tutte le platee e tutte le generazioni. 


Filodiffusione Fd5

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Mostre Musicali

I tarocchi di Faber
Dal 27 Settembre al 16 Marzo 2014
VIADELCAMPO29ROSSO, Via del Campo, 29
Esposizione temporanea di parte della scenografia del tour di Fabrizio De Andrè.


Verdiane - Il Risorgimento in musica nelle collezioni del Mazziniano
Dal 11 Ottobre al 29  Marzo 2014 - Museo del Risorgimento, Via Lomellini, 11
Esposta una selezione di musiche, testimonianze documentarie e iconografiche tratte dal piccolo tesoro musicale risorgimentale conservato nelle raccolte del Museo. In apertura lo spazio dedicato a Giuseppe Verdi, cittadino onorario di Genova, a cui la città dedicò una medaglia espressamente coniata in occasione del giubileo artistico, cui fanno seguito le testimonianze documentarie e iconografiche.
ore 10.00-18.00


Verdiane - Villa del Principe
Dal 12 Ottobre al 6 Gennaio 2014 - Palazzo del Principe, Piazza del Principe
Giuseppe Verdi nel cinema.



Mostre, Arte ed incontri.


Nicola Soriani @ Laboratorio via Prè
Dal 22 Ottobre al 1 Novembre - Laboratorio Sociale via Prè 137r
Mostra personale.
ore 15.00-18.00
Siamo andati all'inaugurazione e ci ha stupiti. Il Palazzo meraviglioso, accoglie nelle sue stanze un' interessante mostra che mischia le Sirottiane spatolate di lucido colore a olio dalle tinte azzurre e verdi - dalle quali s'intravedono paesaggi, fiori e bagliori di colore - all'action painting dell'autore americano. Tutto, o quasi tutto, in un rigoroso quadrato...


Vite in movimento. Storie di persone, affari e idee tra Anversa e Genova - Incontro
30 Ottobre ore 10.00 - Galata Museo del Mare, Calata de Mari, 1 - Auditorium


Abissi. Missione in fondo al mare - Alla scoperta dei misteri degli oceani
Dal 21 Luglio al 3 Novembre - Wow Genova Science Center, Via Magazzini del Cotone
ore 10.00-18.00


Genova e la Crimea nel XIII°-XV° secolo, mostra
Dal 19 Settembre al 17 Gennaio 2014 - Archivio Storico del Comune di Genova, Piazza Giacomo Matteotti, 9
Dal martedì al venerdì, ore 09.00-12.30, 14.00-17.00. Ingresso libero.


Cristof Yvorè. Senza titolo, mostra di pittura
Dal 25 settembre al 31 ottobre 2013 - Museo di Arte Contemporanea Villa Croce, Via Jacopo Ruffini, 3
ore 09.00-19.00


Robert Doisneau. Paris en Liberté
Dal 29 Settembre al 26 Gennaio 2014
Palazzo Ducale, Piazza Giacomo Matteotti, 76
Mostra monografica.


All’allerbaggio
Dal 14 Settembre al 18 Gennaio 2014
Museo di Arte Contemporanea Villa Croce, Via Jacopo Ruffini, 3
Progetto in tre parti sviluppato da Gabriella Ciancimino


Per L’Eternità
Dal 6 Ottobre al 7 Dicembre - Pinksummer, Piazza Giacomo Matteotti, 9
Mostra di Luca Vitone
Dal martedì al sabato 15.00-19.30


Le incredibili macchine di Leonardo
Dal 7 Settembre al 6 gennaio 2014
Chiesa di Sant'Agostino, Piazza Renato Negri


GenovaInBlu - La città nei cianotipi
Dal 3 Ottobre al 3 Novembre - Galleria di Palazzo Rosso, Via Garibaldi, 6
Mostra fotografica di Carmen Romeo e Daniele Campi Martucci


Maestr'ale
Dal 29 settembre al 23 novembre 2013 - Marina Genova Aeroporto, Via Pionieri e Aviatori d'Italia.
Galleria Arte in porto. Visitabile da martedì a sabato. Ingresso gratuito. Parcheggio gratuito.
Mostra di Alessandra Gasparini.
ore 10.30-13.00, 14.00-18.30


Panoramas 
Dal 5 Ottobre al 3 Novembre - Chiavari: Galleria Cristina Busi
Personale di Matteo Mezzetta e Massimiliano Zaffino.
Ingresso libero. Orari: da mar a ven 16 -19.30; sab e dom 10 -12; 16-19.30. Chiuso lunedì.


Flashback
Dal 13 Ottobre al 9 Novembre - Galleria d'arte Le Tracce, via San Bernardo 35 r
Mostra di Valter Lavagetto.
In collaborazione con Vanuart. Orari lunedì: 15.30/19.30, da martedì a sabato: 9.30/12.30 - 15.30/19.30


Ammassalik il lato nascosto della Groenlandia
Dal 21 Ottobre al 2 Novembre ore 17.00 - Berio, Via del Seminario, 16
Rassegna fotografica sulla Groenlandia e il popolo Inuit di oggi


Leviatana
Dal 2 Ottobre al 8 Dicembre - I Tre Merli - Antica Cantina, Vico dietro il Coro della Maddalena, 26
Mostra di Gregorio Giannotta.
ore 12.00-15.00,19.30-23.00


Nebula
Dal 2 Ottobre al 16 Novembre - Galleria Or, piazza Marsala, 12r
Mostra di Michele Allegretti.
Orari dal lun al ven. 10.30-12.30, 16.30-19.30 sab 17.00-19.30


Scatti d'industria - 160 anni di immagini dalla Fototeca della Fondazione Ansaldo
Dal 28 Ottobre al 30 Novembre - Palazzo Ducale, Piazza Giacomo Matteotti, 76, Sala del Munizioniere.



domenica 27 gennaio 2013

Il Carlo Felice stupisce con il suo Macbeth!



Dunque, il Macbeth è la decima opera composta da Verdi, opera che è stata riveduta e cambiata molto nel 1865 dal maestro, caratteristica che la porta ad essere considerata un’opera sia “matura” che “giovanile” : tutta la difficoltà dell'interpretazione di questo capolavoro verte all'interno del rapporto tra parola e suono. Il Macbeth è infatti il perfetto connubio tra teatro e musica: non solo vanta una musica estremamente carismatica e piena di espressività propria del suo grande compositore, ma possiede anche una profonda materia teatrale, impregnata di drammaticità, derivata direttamente dall'origine della storia, ovvero la tragedia Shakesperiana. Difatti oramai all'orchestra non è più affidato "solo" - se così si può dire - il compito di accompagnare e seguire la scena, ma è portatrice del discorso ed acquista una voce propria, partecipando attivamente al canto ed all'azione. Ma se vi interessa la trama ed un’analisi generale cliccate qui.

Cominciamo!



La scena che si apre avanti a noiè veramente curiosa, anche se, con il proseguire dell’opera si fa menointeressante, infatti si presentano sempre le proiezioni - peraltro, oseremodire, talvolta pacchiane... - e i teli, che se pur disposti in maniera differentee con proiettate immagini diverse, sempre loro sono. Le idee, quindi,funzionano, ma lasciateci dire che talvolta non siano rese al meglio: peresempio, la fronda di un alberello smuntoin controluce che avanza, al passo con “laforesta di Birnam si muove!” - con tanto di musica potente e drammatica -non è molto efficace, anzi, ci fa abbozzare un riso; cosa dire poi, della“corona che ruota” la quale ricorda il “jackpot di una slot machine di uncasinò”. In fin dei conti risulta un po’ povera.


Se la scenografia non convince fino in fondo, la regia, per certi versi, lo fa ancora meno. Devo dire che su questopunto noi autrici abbiamo opinioni contrastanti: tutte e due crediamo, infatti,che i tempi e gli intervalli siano stati troppi, ma se da un lato una pensa chequesti abbiano fatto apprezzare, gustare e riflettere meglio sull’opera,l’altra crede che siano stati troppi, inutili e che abbiano interrotto esvilito la scena, la continuità musicale e del discorso. Si sarebbe preferitoun piccolo intervallo ogni atto piuttosto che questo aprir e chiudere ilsipario continuo e fuori luogo.

Si sa che la messa in scena del Macbeth nonè cosa facile. Pensando alle precedenti possiamo affermare che se quella diPoutney per Zurigo (2001) fupraticamente perfetta e quella di Vick perLa Scala terribilmente contestata, questa si lochi in mezzo alle due e tendendo a quella inglese.
La regia dal punto di vistascenico è apprezzabile, i cantantisi muovono abbastanza naturalmente per il palco, talvolta vediamo mani volanti e braccia scoordinate durante l’esecuzione di passi particolarmentecomplessi, ma non ne facciamo un cruccio. Abbiamo apprezzato le molte entratedal “fondo” del palco - segno anchedi una buona disponibilità di cantanti e direttore – che rendono la scena moltopiù viva e arricchiscono, anche se non si direbbe, il suono.

La scelta di inserire le streghe sempre in palcoscenico (i mimisono stati davvero bravi e le coreografie perfette) fa discutere, anche se nel contesto ci pare un buon compromesso, ed anzi, le troviamo stupefacenti quando si trovano intornoa Banco nel momento in cui quest’ultimo appare a Macbeth nella scena del banchetto - resa davveroegregiamente! [ malgrado qualche dubbio per la mezza tavola mezza  apparecchiata!] 
I costumi di scena, ripropostianche qui dalla Cecchi sono proprio stupendi!
Tra i colpi di scena c’è anche lalettura della lettera creata conl’utilizzo di una registrazione chefa intersecare le voci della Lady e di Macbeth come una ad eco dell’altr(o)a,trovata che ci piace, anche perché spiazzaun poco. Comunque sia, come dice Mattioli, Macbeth è un'opera che si fa adorare, anche - diciamo noi -, per le sue imperfezioni.
Vi parlavamo di “sorprese” e “conferme” ed ecco dunque, nella prima categoria Battistoni, Guleghina e Pelizzari, nella seconda Scandiuzzi.



Lady Macbeth, Maria Guleghina, dà prova di bravura nel canto legatissimo e benfraseggiato e nell’adeguata presenzascenica: bravissima cantante. La sorpresasta nella voce, squillante, timbratissima,proiettata e piena di sfumature e nel fatto che scopriamo che la donna davanti chepar avere 30/35 anni ne ha, in realtà, una ventina di più! Freschezza vocale invidiabile. Pecca un poco nelle agilità, un po’un minestrone in certi punti, ma non ci facciamo neppure caso perché tutto funziona a meraviglia. Acutilimpidi e sonori, pronunciaadeguata e interpretazione davveroapprezzabile.

George Gagnidze è un discreto Macbeth, adeguatel’interpretazione e la pronuncia. Rende il suo complesso personaggiodiscretamente anche se non è del tutto convincente sia scenicamente chevocalmente.


Banco “la fetta di onestà”dell’opera (come dice, per l’appunto, l’interprete) è Roberto Scandiuzzi, che conferma ancora una volta di essere un basso di prima categoria, eccellente nel canto - dal legato e fraseggio stupendi - come nella recitazione. Il personaggio vieneda lui ben delineato e, a dispetto di chi preferisce assegnare a cantanti poco dotati - e non, “poco famosi”-  le parti “che cantano meno”, ecco che qui trova la conferma che, se il ruolo èassegnato a un cantante-attore capace, tutta la produzione rende meglio. Questoè anche il caso della sorpresa piùesaltante, a parer nostro, della serata: RubensPelizzari, un Macduff di tutto rispetto!. Vocefascinosa dal timbro bellissimo, puntata, con facilità negli acuti, è davvero ammirevole, ha bella presenza scenica e ottima pronuncia.
Il Malcom di Vincenzo Costanzo non ci intriga particolarmente, ma funziona siascenicamente che vocalmente, anche se alla sua voce manca un po’ di corpo e proiezione.
Sara Cappellini Maggiore eFrancesco Verna portano bene a termine il loro compito.
Le comparse del Coro di Voci Bianche, guidate dal M° Tanasini, funzionano - noi eravamo inquinta fila e le sentivamo abbastanza, non ho idea di come potesse essere piùlontano.
Valerio Petouchoff ci inteneriscee rende bene, senza timidezza, il figlio di Banco – bravo!
Il coro è omogeneo ed intenso. Lavora bene anche scenicamente.Apprezziamo che il direttore abbia scelto solo alcune frasi da “truccare”vocalmente per le streghe.

Per quanto riguarda invece l'orchestra, abbiamotrovato di sicuro un'altra "conferma" : a nostro parere infatti l'orchestradel Carlo Felice è composta da eccellenti strumentisti e grandimusicisti, specialmente, secondo noi, la sezione dei fiati. In ogni caso tuttele voci soliste sono state impeccabili e nell'insieme l'orchestra è stata moltoaffiatata con i cantanti. 
Ad incantarci con la sua affascinante presenza scenicae con i suoi movimenti così sicuri e coinvolgenti, pur essendo così giovane,c'è stato Andrea Battistoni, classe 1987 (?), che ha saputo nonsolo dirigere magnificamente l'orchestra in tutte le varie tinte dell'opera, maha anche saputo tenere e seguire perfettamente i cantanti (riprendendo talvoltaalcuni piccoli errori dei cantanti sulla scena). è stato dunque un perfetto"ago della bilancia" punto di incontro tra orchestra e voci. Insomma,il giovine maestro non solo è stata una "sorpresa" assai gradita, maanche una vera e propria rivelazione! Speriamo davvero che possa tornare prestoa deliziarci ancora con la sua visione della musica, che ci ha propriosoddisfatte.



In fin dei conti un bell’allestimento ripetuto a Genova consuccesso, malgrado la freddezza del pubblico genovese chenon degna neppure Banco e Macbeth del meritato applauso nel duetto iniziale.

Finalmente - e questo è un parereche viene urlato a gran voce da tutti coloro che hanno assistito alle recite -  il Carlo Felice ha offerto una produzione senza intoppi ed ansie – del tipo “ ce la farà?” “ che note canta?” o “ma il tenore c’è??” –anzi di ottima qualità.

Ginevra & Giorgia

Ecco 

Direttore d'Orchestra
Andrea Battistoni
Regia e Luci
Henning Brockhaus
Assistente alla regia
Valentina Escobar
Scene
Josef Svoboda
Ricostruzione allestimento scenico
Benito Leonori
Costumi
Nanà Cecchi
Coreografia
Maria Cristina Madau
Allestimento in coproduzione con
Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi
Orchestra e Coro
Teatro Carlo Felice
Maestro
Patrizia Priarone
Maestro del Coro di voci bianche
Gino Tanasini
PERSONAGGI
INTERPRETI
Macbeth
George Gagnidze
Banco
Roberto Scandiuzzi
Lady Macbeth
Maria Guleghina
Dama di Lady Macbeth
Sara Cappellini Maggiore
Macduff
Rubens Pelizzari
Malcom
Vincenzo Costanzo
Medico
Francesco Verna
Domestico di Macbeth
Francesco Sorichetti
Sicario
Alessandro Pastorino
Araldo
Alessio Bianchini
Prima Apparizione
Filippo Balestra
Seconda Apparizione
Elena Caruso/Elisa Priano (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Terza Apparizione
Filippo Bogdanovic/Umberto Musso (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Fleanzio
Valerio Petouchoff
Mimi
Streghe: Luisa Baldinetti/Emanuela Bonora/Lucia Fusina/Maria Francesca Guerra/Barbara Innocenti/Claudia Ossola/Davide Riminucci - Scozzesi: Luca Alberti/Filippo Bandiera/Matteo Bologna/Dario Greco/Andrea Valfrè



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