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sabato 27 dicembre 2014

"Ma falle gli occhi neri" - Tosca


Il preambolo [saltatelo pure se non avete voglia!]

Mi sono messa qui per scrivervi della Tosca e subito, non sapendo da dove cominciare e credendo che ciò che era dire sia già stato detto, sono stata colta da una crisi: nessuna, nessunissima voglia di scrivere. Ecco perché comincio così.

Poi ho pensato che una messa in scena così si meritava almeno un appunto, una nota, una menzione su questo povero blog, che ha passato un anno e mezzo nel dimenticatoio.

Voglio dire la mia su questo allestimento. Una recensione molto personale, di certo oggettiva, ma anche molto molto soggettiva. 

Siccome non amo, per distinti e svariati motivi il compositore toscano (n.d.a. Puccini), scrivere di lui mi è nuovo, raro. Con fatica, ogni volta che il mio amato teatro propone una sua opera vado, diligentemente, ad ascoltarla e vederla e puntualmente - non ci crederete - confermo la mia posizione di astio misto a non-comprensione! Eppure ci fu un tempo in cui amai Boheme - opera che tutt'ora apprezzo. Comunque sia per quanto io possa non-reggere una qualsiasi delle sue opere, trovo sempre un tema, un  momento, un dettaglio d'orchestrazione, una parte di libretto, un matrimonio tra parola e musica che mi affascina e mi fa ritrovare col M° Puccini una sorta di feeling - abbiamo, devo ammettere, una vera e propria relazione di amore-odio [sarà perché non lo posso cantare!]

Tornando alla nostra Tosca,l'ultima rappresentazione a cui ho assistito è stata quella del 2010 - che poi, è anche il più recente allestimento del Carlo Felice, tolto quello presente - e mi ricordo che, pur essendo io agli inizi del mio percorso musicale, avevo apprezzato la messa in scena, i cantanti e... la musica! Ovviamente non ricordo nulla di più o di specifico, né a cui tempi mi preoccupavo troppo di informarmi o leggere per bene il libretto - se non per opere che amavo - andavo a teatro e come per i primi ascoltatori ai tempi della prima dell'opera (in questo caso il 14 Gennaio del 1900) mi facevo invadere da suono, testo, libretto, voci, orchestra, parole, sonno...  e chi più ne ha più ne metta. 

Ora non mi faccio più fregare, o meglio, ci provo. Il vantaggio è che grazie al Conservatorio ho il privilegio e l'onore di assistere alle prove e quindi posso entrare più lentamente nel mood dell'opera, capirne i dettagli, apprezzarne meglio il libretto, seguire l'evoluzione dell'orchestra, tenere conto dei passi complessi e dei punti rischiosi, vedere la costruzione e ammirare l'evoluzione scenica e la trasformazione degli interpreti giorno dopo giorno, per poi ritrovare il tutto condensato nell'arco di tre ore davanti ai miei occhi. Una vera e propria meraviglia. 

Di Tosca mi sono gustata il libretto come solo di poche opere ho fatto - Otello e poche altre - la sua fantastica e mirabolante orchestrazione ed variabilità tematica, la sua faccia cinematografica che il grande Livermore esalta con maestria. Mi sono lasciata trasportare.. e la magia ha preso forma. 






Eccoci arrivati finalmente alla spero concisa, ma completa, recensione di questo allestimento. 

Io ho assistito alle prove e alla recita della I compagnia del 23 Dicembre - spero di riuscire ad andare anche a quella del 30!

Cominciamo dal titolo, Tosca è Maria Guleghina, che avevamo già incontrato qui nel teatro genovese nei panni di Lady Macbeth dove aveva brillato, mentre adesso risulta una vera delusione - data anche la frequentazione che la cantante che del ruolo - a discapito di quanto ho letto di qua e di là ella non è quasi per nulla aderente al personaggio, la sua interpretazione è inappropriata, poco lavorata, molto lontana dalla volontà del regista; si muove in scena per posizioni, la gestualità è meccanica e l'espressione priva di verità scenica e legame interiore. Dal punto di vista vocale si rivela una discreta Tosca, con molti problemi, sia di intonazione sia di pronuncia - la prima risulta vaga e incerta la seconda poco italiana [n.d.a. ma fosse questo il problema!!] e appena scandita; sul versante musicale e vocale, ritroviamo un legato gestito con maestria, ma con poca duttilità, i centri che risuonano e risultano belli, tondi e marcati, come la zona grave, ma gli acuti un po' fissi e lanciati, la pronuncia e la musicalità in essi si perde. La protagonista si salva un poco nel Vissi d'arte, che dal punto di vista vocale continua a non convincere pienamente, ma dove l'interpretazione più aderente al personaggio ed al libretto e l'uso della parola emozionale, riesce a trasportarci e a farci vivere un momento di vera sospensione temporale e simpatia emotiva. L'intonazione ed il rispetto della partitura sono misere per un'artista del suo livello. Più Fosca che Tosca, direi. Roberto Aronica interpreta il coraggioso Cavalier Cavaradossi, mette in scena un personaggio piuttosto convincente, anche se le difficoltà del ruolo e delle scenografia e regia lo tradiscono e lo rendono un po' più Roberto che Mario. I suoi momenti lirici risultano ben gestiti, anche se Recondita Armonia patisce di un vibrato caprino leggero dato forse dall'altezza - fisica! -  a cui canta o dall'emozione, la parte musicale è curata, l'intonazione puntuale, gli acuti ben gestiti anche se di tanto in tanto un poco stretti. Un distinto debutto in Scarpia per Carlos Alvarez, che ritroviamo sul palcoscenico del Carlo Felice da Otello - meravigliosamente messo in scena l'anno passato in questo stesso periodo con la regia di Livermore - egli ha una giusta presenza scenica coesa al personaggio, una voce timbrata anche se meno presente rispetto all'anno passato - forse dato anche da un organico un poco più vasto - grande precisione musicale, bravura nel rendere le sfaccettature del personaggio e intelligenza nel sacrificare acutamente, in certi punti, la vocalità perfetta all'interpretazione avvincente. Tra i comprimari un ottimo Spoletta di Enrico Salsi dalla pronuncia chiara e dalla voce timbrata e squillante, un Sagrestano divertente e bonario (Armando Gabba - in sostituzione del povero Claudio Ottino inforunatosi sulla scena che da oggi riprende il suo ruolo), ben delineato scenicamente, ma poco presente vocalmente il fuggiasco Angelotti di Giovanni Battista Parodi, giusti Davide Mura (Sciarrone) e Cristian Saitta (Carceriere). 
Una nota di merito all'intonato e diligente Pastorello di Filippo Bogdanovic. Ottime e realistiche le prestazioni dei figuranti e dei mimi, con una menzione speciale per "l'angelo" (una famosa statua presente a Castel Sant'Angelo). 

Degna di merito la prestazione dell'Orchestra del Teatro e di tutta la macchina scenica. Il coro svolge bene il suo ruolo anche se, talvolta, sovrasta le voci in scena. 
Discreta la prestazione del Direttore d'Orchestra Stefano Ranzani, di cui non riesco a capire neppure l'attacco iniziale... 
Belli e curati i costumi di Gianluca Falaschi.
Ottime la regia, la scenografia e le luci di Davide Livermore che come sempre stupisce ed offre nuove visioni di opere già macinate, aprendo una finestra alle possibilità tecniche che offre la nostra epoca e avvicinando un pubblico anche meno esperto e/o abituato al cinema attuale, fatto, quest'ultimo, di movimenti veloci, realismo, effetti speciali e stacchi sorprendenti. Livermore fa riscoprire il piacere dell'opera a chi già la ama e la rende accessibile e snella a chi non la frequenta. L'arte del meravigliare, del sorprendere e dello stupire. Egli in questa regia sfrutta a pieno la vena cinematografica che Puccini, Illica e Giacosa propongono, eseguendo mutamenti di prospettiva, tagli, primi piani, ottenuti grazie alle luci, alla gestione della scena e al rispetto e alla conoscenza della partitura e del libretto. Stupendo l'uso di prospettive nuove e piani inclinati mirabolanti. Perfetta la volontà di coinvolgere lo spettatore anche con l'olfatto - come già anticamente nei teatri di prosa era successo - inserendo un pronunciato odore di incenso all'entrata in sala e al primo atto che si svolge in chiesa - inserendoci ancora di più in una dimensione. 

Infine da notare il salto di qualità fatto con dei sovratitoli curati e puntuali e un buon libretto lavorato nell'impaginazione come nei contenuti (anche se ci aspettavamo qualche saggio in più!). 


Andateci!!

Giorgia







martedì 31 dicembre 2013

"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" ? - Auguri e invito alla CULTURA, invito all'ITALIA.

Oggi termina la nostra avventura del 2013.

E presto ne inizierà una nuova, nel 2014! 

Che dirvi, sono felice, felice che il nostro blog nato dal nulla, come un'idea, un miraggio, sia ora abbastanza seguito e sia, soprattutto, un mezzo per diffondere cultura, opinioni e idee. 

Nella nostra piccola realtà genovese, noi giovani, speriamo che anche in tempo crisi, la cultura possa essere capofila - in quest'Italia che pare vada lentamente disgregandosi. 
Cerchiamo, per quanto possibile, di valorizzare il nostro territorio e le nostre arti, tutte, partendo da noi stessi - parlo perlomeno per me - provando a conoscere più a fondo ciò che ci circonda con tanta curiosità, con stupore e anche con razionalità ed un pizzico di intelligenza. 

Augurandovi un 2014 pieno di belle sorprese, scoperte, felicità e serenità, vi lascio con quest'intervista a Davide Livermore - regista del meraviglioso Otello messo in scena in questi giorni al Carlo Felice, di cui vi prometto una recensione ben ragionata e più esaustiva possibile.

Augurandomi che in Italia le cose cambino (non "che tutto cambi...") in meglio, che si possa valorizzare a pieno l'Arte, tutta. 

Vivete Felici.



Giorgia. 




giovedì 28 novembre 2013

Michelangelo String Quartet - GOGconcerto del 25 Novembre 2013

Ok, non sono una grande esperta di quartetto, ma due note e dico due sul concerto di Lunedì volevo scriverle.
Ho assistito al concerto con Pietro - che è di certo più informato di me a proposito - e abbiamo avuto modo di scambiare opinioni talvolta divergenti sullo spettacolo.  
Il programma si presentava benissimo, interessante e coinciso, con un parte centrale molto bella dedicata al quartetto in Fa Maggiore n. 3 op. 73 - conosciuto anche come Quartetto di Guerra di Dimitri Schostakovich. Le altre composizioni, per completezza, erano Quartettsatz in do minore D 703 di Franz Schubert e quartetto in la minore op. 41 n. 1 di Robert Shumann. 

Ben disposti abbiamo iniziato ad ascoltare. Premesso che siamo d'accordo con l'affermare che il Carlo Felice, per quanto meraviglioso, sia troppo grande e dispersivo, per un quartetto, sia come acustica che come ambiente, vi dirò che la prima parte del concerto mi ha lasciata un po' perplessa.. Come già detto la scelta dei pezzi l'ho molto apprezzata, ma ho trovato - nell'esecuzione del quartetto di Schubert e Schostakovich - delle sbavature, delle cose poco chiare. Un po' l'intonazione, un po' le idee musicali, un po' i timbri degli strumenti e la coordinazione dei quattro. La Seconda parte è stata, invece, magistrale e piena di energia, davvero prefetta e lo stesso si dica anche per il bis (Haydn). 
Che dire.. forse le mie orecchie si sono abituate tardi all'acustica e l'ambiente. Comunque sia, come al solito, una graditissima serata in musica. Ottima musica. 

Ora aspettiamo Kissin, per la prima volta alla GOG lunedì prossimo. 

A presto,
Giorgia

mercoledì 27 novembre 2013

Quozienti Bassi, la raccolta poetica di Giulio Tanasini - Sabato 30 Novembre

Finalmente è giunto il momento! Era un po' che lo aspettavamo, praticamente da quanto, a metà settembre, Habanero aveva annunciato l'uscita del libro di Tanasini. 

La presentazione sarà al Museo d'arte contemporanea di Villa Croce questo Sabato dalle 18.00.


Disse il filosofo udendolo
quel ticchettio dell'orologio
e fraintendendolo
in quanto immagine irreale
di un concetto originale
ma non capendolo, dicevo/ disse:
"come fa a scorrere il tempo?" "colpendolo
col pendolo"
disse allor la pendola
col suo battacchio pendulo


libro a cura di: Edoardo Garlaschi

Giulio Tanasini nasce a Genova nel 1994. Ha un’infanzia felice, una famiglia normale alle spalle e gli piace scrivere. Non sa giocare a calcio. Cresce nella sua città, la città del Mare, come a lui piace chiamarla, appassionato di musica fin da ragazzino suona prima la chitarra elettrica e poi intraprende gli studi di Contrabbasso al Conservatorio “N.Paganini” di Genova. Giulio si diploma al liceo scientifico “G. D. Cassini”, pur non capendo granché la matematica. Comincia l'università di Filosofia parallelamente al Conservatorio, sempre a Genova. Giulio Tanasini potresti essere tu (?). 



Habanero, è già stata sulle nostre pagine per il festival Babel e per i molteplici concerti che offrono. Troviamo sia una bellissima giovane realtà culturale nell'ambiente genovese. Si definiscono "una casa editrice che fa eventi (n. d. a. e che eventi!!) ovvero un'organizzazione di eventi che pubblica libri (n. d. a. e che libri!) 
Tramite la collaborazione con Erga Edizioni, la più antica casa editrice di Genova, pubblicano e promono artisti emergenti con distribuzione nazionale (CDA Bologna)

Libri HABANERO:
La Sindrome di Bob Dylan - Emanuele Podestà, romanzo.
Guida alle più Bastarde vie del Mondo - AA. VV., romanzo.
I Giorni dell' Assenza - Bruno Cicchetti, poesia.
Nuvole del Mattino - Mario Cavo, poesia.
Paura & Delirio a Genova - AA. VV., romanzo.
L' Artigiano Innamorato - AA. VV., romanzo.
Le strade di Rea - AA. VV., romanzo fantasy.
Ceviche a colazione - Roberto Marras, romanzo
Rintocchi d'Ombra - Federico Ghillino, poesia.
Delirio da Luci Compresse - Luigi Tasso, poesia.
Saltare nelle pozzanghere - Francesca Sophie Giona, romanzo.
La Signora del Tango - Bruno Cicchetti, poesia.
Il Graffio nel Cielo - Mario Cavo, poesia.
Storie insensate causate da un ascensore divino - Ivan Scarapazzi, romanzo.
L'Instabile Statica dell'Anima - Tiziano Accatto, poesia.
Hendrix - Piermarco Pederzolli, romanzo.
La Neve Blu - Margherita Massari, romanzo.
La Filosofia della Follia - Roberta Ottonello, romanzo.
Piccoli esorcismi tra amici - Michele Mezzala Bitossi, romanzo.
Tiksi e altre strade - Matteo Rovere, romanzo.
Racconti del disegno oscuro - Mattia Festa, romanzo fantasy.
Anche Robin Hood Piange - Andrea Bonomi, romanzo
Fiabe e qualunquismi senza capo nè soda - Fabrizio Manuguerra, romanzo
Nero e Immobile - Cesare Basile con i Calibro 35, romanzo + cd
Teoria degli schiaffi - Jeffrey Zani, romanzo
Impalcature - Carlo Gallinotti, poesia
Un caruggio e una bottega - Ivaldo Castellani, romanzo
Intuizioni Riflesse, - Stefano Scaranari, poesia
Memorie e racconti - Claudio Gualandri e Franco Ganovelli, romanzo
Con me non devi essere niente - Ilaria Perrone e Michele Mascis, romanzo
Corrosione - Federico Ghillino, poesia
L'eco del torrente in fiamme - Antonio Calabrese, poesia
Disordine Sparso - Graziano Cesarotti, poesia
Tre punti su di me - Claudia Pisani, poesia
Avanti adagio quasi indietro - Roberto Sturlese, romanzo
Lettere da un ammutinamento - Simone Sciutteri, poesia
E berremo acquaragia - Fabrizio Denaro e Giuseppe Graziano, romanzo
Quello che succede a luci spente - Ferdinando de Martino, romanzo 
Preghiere Underground - Tutte le cose inutili, romanzo



giovedì 7 novembre 2013

L'Orchestra Giovanile Italiana alla GOG

Lunedì 4 novembre al Carlo Felice, nell'ambito della stagione GOG, si è tenuto il concerto dell'Orchestra Giovanile Italiana diretta da Wayne Marshall. La serata è stata molto interessante ed il programma , interamente dedicato al '900 ha visto protagonisti molti solisti dell'orchestra, che hanno dato prova della loro professionalità anche andando incontro alle varie richieste del direttore (infatti i soli del bolero sono stati eseguiti in piedi). Nella prima parte dello spettacolo sono stati eseguiti due brani di Maurice Ravel: Alborada del gracioso (1918), versione orchestrale del quarto brano della suite Miroirs composta dallo stesso autore; l'alborada è una tipica scena basca ed infatti Ravel ha sempre sostenuto con fierezza le sue origini basche. La prima esecuzione avvenne al Concert Pasdeloup il 17 maggio 1919. Il secondo brano, sicuramente non per importanza, è il celeberrimo Bolero, brano che si basa su un unico tema ripetuto con abbinamenti strumentali (per sezioni e famiglie) ed intensità sonore sempre diverse e che fu diretto dallo stesso Ravel per la prima volta in versione concertistica l'11 gennaio 1930 ai Concerts Lamoreux di Parigi. Nella seconda parte del concerto l'orchestra si è lanciata nella difficile esecuzione della seconda sinfonia in mi minore op. 27 (1907) di Sergej Vasil'evic Rachmaninov, che l'autore volle dedicare al proprio maestro Sergej Taneev facendo ricorso a due tratti caratteristici delle sue composizioni: la forma di tipo ciclico ed il celebre tema gregoriano del Dies Irae. Tra i molti ammiratori di quest'opera vi è anche Gustav Mahler che sosteneva:" quest'opera è spontanea e naturale nel suo lirismo". 
Protagonista molto atteso dal pubblico è stato senza ombra di dubbio il direttore Wayne Marshall, pianista ed organista, considerato uno dei musicisti più versatili ed estrosi del nostro tempo, dopo la brillante carriera da concertista ha scelto di dedicarsi alla direzione d'orchestra raggiungendo in poco altissimi livelli. Stimato come uno tra i più rinomati interpreti delle musiche di autori del XX secolo americano il direttore ha saputo dare un'impronta indelebile al concerto sia per i tempi sia per l'interpretazione: alcuni dei componenti stessi dell'orchestra sostenevano fosse una sorta di "Prima" dei pezzi già descritti per la velocità e lo stile che Marshall ha trasmesso nel suo lavoro di preparazione ed esecuzione. 
La serata è stata dunque piacevole e tutti i componenti dell'OGI hanno fatto del loro meglio per rendere lo spettacolo gradevole ed entusiasmante come è stato. Per dovere di obbiettività non posso tralasciare che durante alcuni soli gli strumentisti sono caduti in qualche errore, forse per agitazione o per motivi di cui non sono a conoscenza (data la difficoltà dei brani e le particolari scelte del direttore). Ci tengo però, per lo stesso dovere, a sottolineare come l'orchestra si sia dimostrata unita e compatta regalando emozioni agli ascoltatori, anche se mancando la camera acustica le sonorità non si sono potute apprezzare al meglio nella loro diversità e varietà. Per concludere vorrei dedicare due righe all'Orchestra Giovanile Italiana, ideata da Piero Farulli all'interno della scuola di musica di Fiesole nel 1984 e che, invitata in alcuni fra i più prestigiosi "luoghi della musica", ha avuto l'onore di collaborare con grandissimi direttori d'orchestra quali Abbado, Muti, Mehta, Berio e molti altri. Negli ultimi anni ha oltretutto ricevuto due importantissimi premi: il "premio Abbiati" dell'Associazione Nazionale Critici Musicali ed il "Praemium Imperiale Grant for Young Artists" della Japan Art Association. 
Con l'augurio di poter risentire questa formazione in altre occasioni e di poterla vedere ai massimi livelli europei ed internazionali in rappresentanza di una nazione che sta provando e deve sempre più riscattarsi culturalmente, vi invito al prossimo concerto GOG di Lunedì 11 Novembre: Massimo Quarta (violino) ed Emanuele Arciuli (pianoforte).






venerdì 1 novembre 2013

Il Requiem di Verdi al Carlo Felice


 Il concerto inaugurale della stagione sinfonica al Teatro Carlo Felice, che si è tenuto Domenica 27 ottobre 2013 presentando la Messa da Requiem di G.Verdi , è stato un vero successo: l'orchestra ed il coro hanno permesso al pubblico di vivere intense emozioni con un'esecuzione eccellente, se non perfetta. Non meno importante risulta il fatto che la serata sia stata dedicata alle vittime di Lampedusa, dopo i tragici avvenimenti dello scorso mese. Il direttore, il Maestro Fabio Luisi, ha saputo preparare uno spettacolo magnifico ed ha portato a compimento un lavoro da grande professionista internazionale superando tutti gli ostacoli che la partitura poneva grazie anche alla collaborazione di strumentisti e cantanti di altissimo livello. Veramente fantastici sono stati i fiati ed in particolare gli ottoni (anche se con questa affermazione rischio di essere di parte). I protagonisti delle parti vocali solistiche erano il soprano Maria Josè Siri, il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Giorgio Berrugi, ed il basso Andrea Mastroni che hanno ben sostenuto ruoli importanti nella messa verdiana; ottima prestazione quindi per tutti i solisti, anche se la critica ha individuato una piccola carenza nella linea vocale del soprano, che in alcuni passaggi risultava sopraffatta dell'orchestra. Grande merito va inoltre al coro (diretto dal Maestro Patrizia Priarone) che ha mostrato le sue grandi qualità nell'interpretazione del complesso scritto del compositore di Busseto con un risultato superlativo. La splendida acustica del teatro ha contribuito alla realizzazione della spettacolo, e personalmente (da trombettista) ho trovato geniale la predisposizione delle due trombe, nel Tuba Mirum, alle spalle della platea sulla galleria, una a sinistra ed una a destra: l'effetto stereofonico dava un perfetta immagine dello spazio immenso al quale il suono si rivolgeva. 

Allo stesso modo l'acustica perfetta del Teatro alla Scala di Milano diede la possibilità di apprezzare l'opera al meglio, pochi anni dopo la sua composizione, e procurò a Verdi grandissima fama internazionale. Condizione che invece non si presentò nella prima rappresentazione avvenuta nella chiesa di san Marco, a Milano, il 22 maggio 1874 per l'anniversario della morte di Manzoni. Il progetto di una messa da requiem aveva già toccato il nostro compositore, ma non si era mai dedicato interamente all'opera fin che, sconvolto dalla morte del compatriota, che si era impegnato come lui nell'unità nazionale italiana, non trovò la giusta ispirazione. Il manoscritto autografo è contenuto presso il museo Teatrale alla Scala di Milano.

Per concludere torno a sottolineare che la serata ha lasciato tutti a bocca aperta per l'altissimo livello dell'esecuzione e sono felice di poter affermare che l'affluenza di pubblico ha soddisfatto a pieno le aspettative. Mi auguro, e credo di interpretare il pensiero comune, che questa affluenza non sia solo un caso isolato ma rappresenti un nuovo e promettente inizio di stagione per il nostro Teatro!


Immagine tratta da sipario.it



giovedì 17 ottobre 2013

Festival BABEL da non perdere!

Un venerdì, sabato e domenica ricchi di musica, parole, immagini e performance.

Nel contesto dell'iniziativa "L'altra metà del libro" di Palazzo Ducale, il Festival Babel - grazie ad Habanero - un evento a tuttotondo e tutto gratuito!

Vi comunico gli eventi più musicali, gli altri li trovate qui.


Venerdì 18 Ottobre 

ore 21:00

Alessandro Baronciani
Anima punk e tratto minimalista, uno dei più grandi illustratori e grafici italiani porta il suo immaginario di simboli e “non detto”.

Sea+air
Live
Sono una delle band tedesche più famose in Europa, indie pop e voglia di vivere. 
In esclusiva a Palazzo Ducale.

Andrea Appino
Live
Se non conosci gli Zen Circus non sai cosa voglia dire indie rock in Italia. 
Il Testamento di Appino è il più nuovo classico del cantautorato italiano.





Sabato 19 Ottobre 

ore 21:00


Marlene Kuntz

Performance
La maggiore rock band italiana: la loro storia è la storia della musica alternativa italiana. 
Cristiano Godano e Riccardo Tesio porteranno a Palazzo Ducale lo spettacolo Il Terrore.




Domenica 20 Ottobre 

ore 17:00

Ghemon vs. Massimo Bernardini
Il rapper cantautore simbolo di una scena, quella dell’underground rap, parla di comunicazione con Massimo Bernardini, autore e conduttore di Tv Talk (Rai3), 
a seguire: reading di Ghemon su Gil Scott Heron.


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Per tutta la durata del Festival, in collaborazione con il Goethe-Institut Genua, mostra-mercato delle rincipali 
case editrici indipendenti tedesche specializzate nel campo dell’illustrazione.







lunedì 23 settembre 2013

da anNOTAre.. - 21



Ritorniamo lentamente in carreggiata!



Giovedì 26 Settembre
Happy Jazz - Jam session
ore 21.30 - Genova: Count Basie Jazz Club, Vico Tana
Opening band: Gosper Glider Gun

Venerdì 27 Settembre 


Enjoy the blues - Jam session
ore 21.30 - Genova: Count Basie Jazz Club, Vico Tana
Opening Band: The Smarrons


Sabato 28 Settembre 
Tuamadre concerto Genova Piazza De Ferrari
Nuova tappa del tour 2013 della band genovese dei Tuamadre.
Il concerto si terrà in piazza De Ferrari, nel centro di Genova.
Inizio concerto alle ore 21.00.


Sabato 28 Settembre
CIV NERVI MARE
APERITIVO IN MUSICA E FESTA IN SPIAGGIA
Dalle 16,30 animazioni e laboratori per bambini al belvedere Don Trabucco, cui seguirà un aperitivo musicale presso i locali della zona. Gran finale con festa musicale alla spiaggia Caprafico adiacente al belvedere, dalle 19 alle 24.



Sabato 28 Settembre



Domenica 29 Settembre
Lindyscreto fascino dello swing
ore 20.00 - Genova: Kitchen! Mon Amour, Via di San Donato, 13
Serata swing con: The Zenaswingers + Silvia Palazzolo + Bruno Rossi



Domenica 29 Settembre 





Domenica 29 Settembre
CIV GOTTARDINO
FESTA DI FINE ESTATE
Tradizionale fiera-mercato e musica dal vivo lungo tutta via Piacenza; il tutto accompagnato da numerosi spettacoli di animazione per i più piccoli, con tanto di trucca bimbi, mago, baby dance, giochi gonfiabili e pista di go-kart.

Ore 17.00 - Parco Figoli
Cerimonia dell'alzabandiera delle Nazioni
A cura del Comitato Manifestazioni Arenzano con la partecipazione della banda musicale "Città di Arenzano" e del Gruppo Alpini Arenzano - Sezione di Genova“

Domenica 29 Settembre
Concerto straordinario dedicato all'UNIONE EUROPEA e a tutte le NAZIONI
Pietro Borgonovo, direttore
Pavel Berman, violino

Orchestra del Teatro Carlo Felice
ore 18,00
Giuseppe Verdi, Sinfonia da I vespri siciliani
Nicolò Paganini, Concerto per violino e orchestra n. 2 in si minore, op. 7 "La Campanella"
Felix Mendelssohn-Bartholdy, Sinfonia n. 4 in La maggiore, op. 90 "Italiana"


La Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova in collaborazione con la Giovine Orchestra Genovese presenta al Teatro Carlo Felice un concerto sinfonico straordinario aperto alla città dedicato all’Unione Europea e a tutte le Nazioni sul modello di quanto annualmente la Svizzera offre da oltre cinquant’anni in una esecuzione nel Grande Teatro di Ginevra.
Per l’occasione l’Orchestra del Teatro Carlo Felice sarà diretta da Pietro Borgonovo, direttore artistico della Giovine Orchestra Genovese.
L’evento nasce con il patrocinio di RTS, Radio Télévision Suisse, che diffonderà il concerto via radio in Svizzera, e nel ricordo del Maestro Gianfranco Rivoli che cinquant’anni or sono diresse per la prima volta il concerto per le Nazioni Unite a Ginevra con l’Orchestre de la Suisse Romande ed un programma musicale analogo.
È stata inoltrata la richiesta di patrocinio al Commissario Unico dell’Expo 2015.




Mostra Jazz Gigs & Musica 
Le fotografie di Pino Ninfa scorrono seguendo un andamento che è quello di un viaggio, in compagnia della sua musica preferita: il jazz.

Come la tavolozza di un pittore è il preludio al lavoro che ne seguirà, così per il fotografo, un quaderno degli appunti dove risiedono gli elementi della scena (microfoni, aste, cavi), i musicisti, il pubblico, gli spazi architettonici, diventa lo strumento di un'indagine tesa ad esplorare il prolungamento o l’altra faccia dei personaggi che gravitano sulla scena.

Da quelli più famosi ai meno conosciuti, da un semplice elemento presente sul palco, a un viso trovato fra il pubblico, c’è sempre un filo sottile che lega queste fotografie: la ricerca di storie da raccontare.
Nell'ambito della mostra, nei saloni del Ducale, sono previsti tre concerti aperti alla città con straordinari interpreti della musica jazz:

Domenica 29 Settembre, ore 21.00
Gianni Azzali - sassofoni
Attilio Zanchi - contrabbasso

Lunedì 7 Ottobre, ore 21.00
Paolo Fresu - tromba, filicorno, effetti elettronici
Dado Moroni - piano


Due link
Programma settimana del Salone Nautico e eventi annessi -  http://www.genovaspettacolare.comune.genova.it/sites/default/files/documenti/gib_guida_completa.pdf
Sala dalla Dogana - Arte Giovane - programmazione Settembre/Dicembre: - http://www.palazzoducale.genova.it/pdf/2013/dogana_luglio2013.pdf




Mostra Robert Doisneau
Da Domenica 29 Settembre, fino al 26 Gennaio 2014, sbarca a Genova, a Palazzo Ducale, la mostra di uno dei fotografi dell'ultimo secolo, Robert Doisneau. La "Superba" è la sede conclusiva della grande rassegna dedicata al francese, 'Paris en liberté', che in Italia ha avuto grande successo.

La mostra, un affresco della Ville Lumiere, presenta 200 fotografie originali, scattate da Doisneau tra il 1934 e il 1991 e raggruppate tematicamente ripercorrendo i soggetti a lui piu' cari, i giardini, il lungo Senna, le strade del centro e della periferia, i bistrot, gli atelier, le gallerie d'arte.

Il soggetto prediletto delle sue fotografie in bianco e nero, sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo.

Orari: da martedì a domenica (ore 10-19), lunedì (ore 14-19); la biglietteria chiude un'ora prima
Biglietti comprensivi di audioguida:
intero € 11,00
ridotto € 9,00 per giovani fino a 25 anni, maggiori di 65 anni, gruppi di almeno 15 persone e apposite convenzioni, ridotto speciale € 4,00 per scuole e minori di 18 anni
la biglietteria chiude alle 18
info e prenotazioni: biglietteria@palazzoducale.genova.it“


Mostra Cartoonists Rapallo 2013
La mostra 2013, Macchiavellico, è dedicata a Ivo Macchiavello. Le sale dell'Antico Castello sul Mare di Rapallo si coloreranno delle inconfondibili opere Macchiavelliche: illustrazioni e storyboard delle pubblicità della Ceres, le figumatte tutte da ridere dei personaggi Skifidol (collezione realizzata per Officina Comunicazione), piccole sculture, peep show (scatole per guardoni) e altre opere ancora.

Con Macchiavello, anche i grandi cartoonists amici di Rapalloonia saranno a disposizione del pubblico che avra' l'occasione unica di incontrarli, farsi fare un autografo o un disegno dedicato. Nel corso della cerimonia verrà presentato in anteprima "A questo giro l'ho fatta grossa", il nuovo libro di Enrico Macchiavello, edito dalla Casa Editrice Tunuè. Verrà infine consegnata a Luigi F. Bona, direttore di "Wow" Museo del fumetto di Milano, la targa de La Buona Comunicazione, associazione che premia chi è particolarmente attento a una buona comunicazione.

«La Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo - nata nel 1972 per valorizzare il lavoro degli autori, sia sceneggiatori che disegnatori , è una delle più antiche manifestazioni del settore in Italia ed è stata la prima a esporre tavole originali. È una delle poche iniziative dedicate ai comics fondata, e in seguito sempre gestita, da professionisti del settore: da Carlo Chendi, prima con la collaborazione dei suoi colleghi Luciano Bottaro e Giorgio Rebuffi dello Studio Bierreci Comics e, in seguito, dello sceneggiatore Sergio Badino, titolare della scuola di storytelling StudioStorie di Genova. Con i suoi cataloghi la Mostra si è occupata di numerose monografie e approfondimenti su temi legati al mondo dei fumetti».

Orari Mostra: sabato e domenica 10.30/12.30 – 15.30/18.30; venerdì 15.30/18.30; lunedì-martedì-mercoledì- giovedì chiuso. Ingresso libero“


Clemente Tafuri mostra museo Navale Pegli
Opere di Clemente Tafuri sono state esposte nelle maggiori gallerie italiane e internazionali, e figurano in importanti collezioni e musei, quelli Vaticani tra gli altri.

Tra i paesaggi in mostra spicca una veduta di Pegli (dove il maestro ha vissuto gli ultimi anni di vita), un'occasione per mantenere viva l'impronta ligustica avviata con la rassegna del 2012 dedicata a Evasio Montanella.

L'omaggio a Clemente Tafuri, curato da Luciano Caprile e Alessandro Pernecco, sarà accompagnato da un catalogo edito da Pegli Live e stampato dalla tipografia Ateneo.
Le opere rimarranno esposte sino al 20 ottobre 2013 e sarà possibile visitare la mostra nei seguenti orari: dal martedì al giovedì dalle 9 alle 13 e dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 18.

L'ingresso è gratuito.
Per informazioni: 010.6969885 - 366.5407094, mail: info@peglilive.com

mercoledì 10 luglio 2013

Musica in movimento 2013

Una serata frizzante, luminosa e piena di sorprese quella a cui abbiamo assistito, io e Gian - autore-non-autore di questo blog - lo scorso lunedì!

Suoni, corpi e parole in movimento

Questo dice l'intestazione. E così è stato. Stupende ore in musica, "progettate" con oculatezza e saggezza. Non si perdeva mai l'attenzione, non ci si annoiava un secondo. Un concerto divertente. All'insegna della musica antica per la prima parte e di musica più moderna, poesia e spagnolo per la seconda.

Già all'analisi del programma cartaceo, suddiviso in prologo - che ha rispettato l'accezione del termine, in poche parole è venuto prima delle presentazioni ecc. - prima e seconda parte, eravamo entusiasti. 
Nomi di ottimi compositori, musicisti ed interpreti apparivano. 

La serata era offerta dall'Associazione Valentina Abrami e dal Conservatorio N. Paganini - ed è già la V edizione - è stata davvero, citando il Presidente della stessa Marco Bettuzzi, un grande omaggio all'Arte, attraverso il ricordo di una persona speciale, di una didatta, di una grande amica dei bambini, di un'artista eclettica.

Il programma, come dicevo prima, è stato avvincente dall'inizio alla fine. Difficile dirvi quali fossero gli interventi più entusiasmanti... ma di certo Valentina Messa, Simona di Spirito, i Vox Antiqua, i Cadira e il duo Biondi/Brunialti con Leveratto, Gado e Moretti hanno ricevuto applausi a profusione da tutta la Sala. 

La consegna della Borsa di Studio al progetto didattico "Le vie della musica" a metà concerto è stata motivo di congratulazioni con i due giovani studenti che l'hanno proposta e di ricordo di Valentina - come lo è stato anche il coinvolgete baile di Simona di Spirito e la Nochera (che è stato riproposto come bis finale).

Una bellissima serata in musica, che speriamo continui nelle sue edizioni. 

Giorgia


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Info: http://www.associazionevalentinaabrami.it - info@associazionevalentinaabrami.it

giovedì 13 giugno 2013

Sabato 15 - Concerto a San Torpete



Sabato 15 Giugno 2013
ore 17:30


Calogero Farinella - Organo

Musiche di: Anonimi, Charpentier, P. Du Mage, C. Balbastre, L. Chaumont, J. Boyvin



Chiesa di S. Torpete, Piazza S. Giorgio - Genova
www.musicaculturasantorpete.com
010-2468777

mercoledì 12 giugno 2013

da anNOTAre.. - 15

Oggi un numero un po' speciale del nostro da anNOTAre! 
Solo qualche info indispensabile per vivere un'altra settimana di musica malgrado gli impegni!

Novità


Che bello! 
Ho scoperto che Il Sole 24ore ogni venerdì propone un CD con i grandi interpreti della musica classica... 
Io mi aspettavo "botte" di 5/10€ ed invece, con il quotidiano compreso, 2€! Sempre!
Davvero - come sponsorizzano - meno di un caffè!
Ne sono felice perché rendono accessibile a molti ed agli interessati una ricca raccolta di brani eseguiti da meravigliosi musicisti! Venerdì scorso, quando ho appreso la notizia, era il turno di Benedetti - Michelangeli! 

Quindi questo venerdì non perdetevi l'appuntamento!


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Articoli


Non perdetevi questi articoli sullo spettacolo areniano di Lunedì (diretta su Rai1) 
Corriere della Grisi  di G-L Duprez
Mozart2006 - di Fedele d'Amico

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Eventi



Mercoledì 12 e Venerdì 14 Giugno















Venerdì 14 Giugno
Dalle 21:00 presso il Gipsy Queen Bar Enoteca di Via F.Colla 22/2, accompagnato da Adriano Marchelli alla tromba, Savino proporrà i brani tratti dal suo primo lavoro intitolato "Piacere di Conoscervi" (2012), una raccolta di brani sempre in bilico tra le emozioni e i paradossi del vivere quotidiano. www.michelesavino.net


Sabato 15 Giugno
Dalle 21:00 presso il Bar Basso di Via Sant'Antonio, Savino proporrà un omaggio ai grandi cantautori del passato: da Lelio Luttazzi a Paolo Conte, passando per Sergio Caputo e Billy Joel, tutti rivisitati attraverso il suo pianismo esuberante. www.michelesavino.net

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Dal 1 Maggio al 25 Agosto




da 15 Venerdì Marzo al 30 Giugno
Le incredibili macchine di Leonardo, mostra delle macchine funzionanti tratte dai codici di Leonardo da Vinci al Museo di Sant'Agostino di Genova

Un evento per entrare in contatto con il mondo sia umano che professionale di uno dei personaggi più emblematici della storia dell´umanità e con le sue invenzioni.
Le macchine dedicate alla meccanica sono interattive e possono essere usate dal pubblico, favorendo così una presa di contatto diretta della poliedrica e pragmatica attività di un uomo e contribuendo a sfatare il mito del genio distante dal quotidiano, raccontando il suo lavoro pratico ed intelligente.
Inoltre il visitatore può scoprire opere scultoree, pittoriche e affreschi che trovano un´ambientazione suggestiva e ideale negli ampi, luminosi spazi dell´ex complesso monastico restaurato. Nel percorso si possono ammirare capolavori di scultura, fra gli altri, di Giovanni Pisano e Pierre Puget, tele e affreschi dei maggiori artisti che operarono nel ´500 e nel ´600 in Genova e nell´area ligure (Luca Cambiaso, Domenico Fiasella).


dal 10 Marzo al 13 Ottobre
Ore 10.00-19.30. I cento anni del Dinghy 12 - Mostra fotografica.
Galata Museo del Mare, Calata de Mari, 1, Genova
Mostra fotografica dedicata ai 100 anni del Dinghy 12. Ingresso mostra + museo Galata: 12 €


dal 23 Marzo al 7 Luglio 
Ore 15.00-18.30. Mostra 'La vita è dono. Vadano per elemosina confidentemente'
Museo dei Beni Culturali Cappuccini, Viale 4 Novembre, 4, Genova
Giovedì anche ore 10.00-13.00. Info 010 8592759


dal 30 Marzo al 13 Ottobre
Ore 10.00-17.45. 'Lo scrigno delle meraviglie' - Viaggio tra i gioielli della natura e dell’uomo
Abbazia di San Fruttuoso, Via San Fruttuoso, Camogli Genova - Ingresso: 7,50 €


dal 22 Marzo all' 8 Settembre 
'Oltre il mare' - La mostra di Antonio Nocera
Galata Museo del Mare, Calata de Mari, 1, Genova - Galleria delle esposizioni
A cura di Antonio Nocera + Maria Paola Profumo e Carla Sibilla
Orari: sabato, domenica e festivi 10.00-19.3, lunedì chiuso. Info: 010 2345655









Fino al 25 Agosto
Palazzo Ducale ospita la mostra Geishe e Samurai. Esotismo e fotografia nel Giappone dell'Ottocento, a cura di Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano e di Marco Fagioli.
125 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento, in grado di esplorare l’idea dell’uomo e della donna, sia nell’immaginario occidentale dell'Ottocento, che nelle reali condizioni socio-culturali del tempo.
L’iniziativa genovese offre l’occasione di approfondire un momento della fotografia nipponica passato sotto il nome di Scuola di Yokohama, la cui caratteristica risiedeva nell’unire la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi, realizzando stampe fotografiche su carta all’albumina delicatamente colorate singolarmente a mano da raffinati artigiani.

mercoledì 5 giugno 2013

qui nei pressi... - CG (Unprofessional) Web Ranking

Qui nei pressi, ovvero [per usare lo stile operistico], C(risi)G(enovese) (Unprofessional) Web (Articles and Posts) Ranking [perché in inglese "fa più stile!"]

Il progetto è sempre lo stesso e l'idea pure, solo che l'abbiamo un po' snellita e rimodernata! Quando abbiamo iniziato non eravamo ancora troppo ferrati di questa blogsfera e quindi peccavamo - e forse lo facciamo ancora - di prolissaggine .. ma ora ci sentiamo un poco più esperti e pensiamo che un'uscita ogni due settimane circa, che raggruppi un po' di infos prese dai blog e dal web secondo criteri del tutto nostri, personali e del tutto discutibili - leggi: "me piaze... 'n me piaze... che boiata... troppo geni.." etc. etc. -, si a abbastanza interessante. 
Le sezioni sono svariate, d'altronde il web è riccoooo, ma cercheremo di essere sintetiche e di selezionare un massimo di 10 articoli - che oggi sono 15 -  per settimana (da Giovedì a Giovedì), la musica ovviamente non può mancare!!

Oggi, perciò, dimenticatevi il povero Verdi - che comunque è già più che osannato nel web e nella reale vita- e preparatevi per la prima uscita del qui nei pressi.. rimodernato!


3, 2, .... 1.... 

eeee


Music & Musicians 


NonSoloBelcanto: Mio caro Ossian addio
“A new vision”, “The return to Bellini’s original conception”, “this iconic opera has been restored as Bellini originally intended”… sono alcune delle frasi con cui l’abilissima campagna di marketing organizzata dalla Decca ha presentato al pubblico il lancio in pompa magna della nuova registrazione in studio della belliniana Norma, ultimo approdo della rilettura del repertorio primo-ottocentesco iniziata da Cecilia Bartoli con il suo album Maria del 2007 (dedicato alla figura iconica di Maria Malibran). Cecilia Bartoli campeggia, vestita come Anna Magnani (ma che c’entra, poi?), in copertina dell’elegante cofanetto appena sfornato, al centro di una grafica aggressiva e glamour che, da lontano, fa quasi scambiare il disco con l’ultimo album di Gianna Nannini (con tutto il rispetto). Le reazioni degli appassionati sono state prevedibili: deliquio per i fans più accaniti, asprissime critiche da parte dei detrattori più agguerriti. Continua>>

Dalla Platea di Roberto Mori: Il caso Makropulos ° L'ultimo sipario
Il penultimo capitolo teatrale di Leoš Janàcěk, Il caso Makropulos (Brno, 1926), è un’opera enigmatica in cui si intersecano piani molteplici sia a livello drammaturgico che musicale. Tratta dalla commedia omonima di Karel Čapek e costruita come un moderno giallo-thrilling, procede tra colpi di scena, depistaggi, riconoscimenti.
La protagonista, Emilia Marty, cantante dotata di talento e bellezza eccezionali, ha infranto una legge naturale: vive da 337 anni grazie a un elisir che il padre, alchimista dell’imperatore Rodolfo II, le ha fatto bere. L’efficacia della pozione sta per finire e la donna - il cui vero nome è Elina Makropulos - cerca di recuperarne la formula smarrita. Continua>>

Sul podio dell'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia c'è il direttore californiano Michael Tilson Thomas, impegnato in un programma interamente dedicato alla terza, colossale, sinfonia di Gustav Mahler. Si tratta, in effetti, di una delle più lunghe sinfonie della storia della musica occidentale. Questa caratteristica, insieme alla profonda eterogeneità dei materiali di cui si compone, ne rendono particolarmente ardua l'esecuzione, che richiede notevoli capacità sia analitiche sia sintetiche, al fine di dominare un'architettura così vasta e mutevole. Anche per l'orchestra, questa sinfonia non è affatto un'impresa leggera, dal momento che i singoli strumentisti sono tutti chiamati, presto o tardi, alla loro difficile parte solistica. Va detto, perciò, che sia il direttore sia l'orchestra hanno dato ottima prova di sé, in questo difficile compito.Il direttore Tilson Thomas ha saputo creare un equilibrio interessante tra le parti più liriche (Minuetto e Adagio) e quelle più roboanti (primo tempo, in particolare) e l'orchestra non si è mai risparmiata, tanto di fronte alle travolgenti masse sonore, quanto ai ripiegamenti teneri, sempre pronti a tramutarsi in sberleffi e tragedia. Continua>>

A. Ariosti: Ouverture e gavotta da Vespasiano
G. F. Händel: “Cara sposa” da Rinaldo (vers.1731)
D. Sarro: “Forti schiere vicino è il momento” da Partenope
J. A. Hasse: “Pallido il sole” da Artaserse
L'ascolto - dato che il M° Verdi ha perso il suo appuntamneto di oggi vi consiglio questi ascolti (.mp3) di Traviata.: Libretti d'Opera - MP3 - Traviata

Diretta da Milano con il Corriere Musicale: Teatro alla Scala, Alexander Pereira nuovo sovrintendente
È stato nominato il nuovo sovrintendente del Teatro alla Scala. Si tratta di Alexander Pereira, nato nel 1947, già Intendant del Festival di Salisburgo ed in passato a capo dell’Opera di Zurigo. La sua figura accosterà progressivamente Stéphane Lissner (ma senza doppio stipendio all’inizio e più avanti con riduzioni) fino al 2015/2016, quando ci sarà la prima programmazione del viennese. L’annuncio è stato dato oggi da Giuliano Pisapia, sindaco di Milano e presidente del Cda della Fondazione, che si è espresso dicendo: «È la persona che riteniamo più adatta per valorizzare il nostro gioiello». Il cda lo ha scelto all’unanimità: tra l’altro costerà meno di Lissner (-25% della parte fissa) e avrà minori privilegi. Continua>>

Cibo


Per la leggerezza: Tortino di quinoa dolce alle ciliegie con salsa al cocco (A Thai Pianist - Vaty)
Cosa vi serve per 2 porzioni:
1 tazzina * colma di fiocchi di quinoa
2 tazzine * di acqua
1 tazzina* di latte di soia
1-2 cucchiaini di zucchero
4 ciliegine tagliate a metà e glassate con lo zucchero (a piacere)
2 ciliegine per decorare
50 ml di latte di cocco non zuccherato Continua>>

Con i nostri complimenti per il restyling! - Le MTs hanno rimodernato tutto il blog, farcendolo di nuove rubriche e deliziose ricette e mantenendo il loro buon umore che, in cucina - e non solo - non guasta!: Pad Thai di Lorraine Pascale
Tragedia in quattro atti
Primo atto: un sabato di x settimane fa, decido di preparare i muffins ai lamponi, secondo la ricetta di Lorraine Pascale. C'è lo Starbooks, ci sarà il Redone, i muffins in casa mia van giù come ciliegie, insomma: mi metto all'opera e, da brava starbookers, seguo pedissequamente le indicazioni del libro. Arrivo al momento di riempire lo stampo e mi accorgo che il contenuto è troppo: quelle dosi non sono per 12 stampini, come recita la ricetta, ma per il doppio. Tuttavia, siccome son ligia etc etc, riempio tutto fino all'orlo e, venti minuti dopo, 12 funghi atomici esplosi nel forno prendono inesorabili la via della rumenta.
Amen: io non c'entro, è il libro che è sbagliato. Continua>>

La ricetta tipica - dall'estero - Barato y Rico non mi delude mai se voglio provare qualcosa di Cileno o simil che sia, per l'appunto, buono e cheap:  Buñuelos de manzana y pera
Buñuelos a mi manera en el sur de Chile en invierno es costumbre hacer y comer buñuelos rápidos mientras se espera el pan. continua>>

Ces sablés, je les ai fait pour la première fois pour mettre sur des cupcakes : j’avais envie de les décorer avec des moulins à vent en origami, mais comme j’aime bien quand tout se mange dans un gâteau, j’avais réfléchi à des trucs comestibles. Le plus facile avec ce que j’avais sous la main, c’était l’utilisation de la pâte sablée… et depuis, c’est resté, je refais des sablés moulin à vent juste pour m’amuser !
A noter, si vous voulez faire de l’origami « comestible », les feuilles filo donnent un très joli résultat, comme le montre Parigote avec notamment ses bâteaux en filo…continua>>

Fish &... Brandy - ovviamente:  Bisque di gamberi al Brandy e basilico (Starbooks - Mapi)
Che io adori il pesce non è un mistero; che non impazzisca per i crostacei è meno noto (ai miei follower, intendo: so di non essere una celebrità nazionale ^_^) per il semplice fatto che non l'ho mai scritto sul mio blog. Il problema dei crostacei per il mio gusto personale è che sono dolciastri e io preferisco i sapori più decisi. Questo non toglie che li mangi quando capita e che sperimenti ricette che li vedono come ingredienti.
Questa bisque proposta da Lorraine Pascale mi ha subito intrigata, per l'accostamento con il basilico, inedito (almeno per me) e freschissimo. Il Brandy regala un aroma che si sposa bene con i gamberoni, esaltandone il gusto ma mitigandone un pochino la dolcezza (o è solo una mia impressione?).
Il risultato è spettacolare: una bisque delliziosa, degna di figurare anche in un menù formale.
Io l'ho preparata due volte, da tanto mi è piaciuta... continua>>

I consider Lemon Squares to be one of the most classic teatime treats of all time, so I love to try new recipes for them. This one had a mild lemon flavor and a crust with an almost shortbread type of consistency. Very quick and easy to make! Continua>>

From Genoa with....


with to Monterosso: Infiorata 2013 (Cristine - Life in Liguria)
Sunday was one of my favorite days of the year - the festival of the Infiorata here in Monterosso which celebrates the Catholic holiday of Corpus Domini. I've posted on it before in more detail, which you can seehere, but every year the flower mosaic designs change, covering the winding streets of the Old Town with flower petals, sand, and oddly enough, coffee grinds (for borders and dark colors). And incredibly enough, it didn't rain! Continua>>

Avviate con successo da due settimane le attività artistiche di fine anno scolastico del Conservatorio genovese, dal 3 al 10 giugno tanti appuntamenti che porteranno la musica classica nel cuore della città. Continua>>


Generici - come i farmaci

Uno per tutti: Motivational Monday #17














sabato 1 giugno 2013

Una Decadenza Traviata


Compito arduo il mio di oggi!

Recensione di Traviata… come fare? Dirvi che “va tutto bene”, perché forse non sono all’altezza di dare un giudizio?! No, anche perché, la mia, rimane un’opinione. Dirvi che “va tutto male”, sprezzando gli sforzi di cast e personale amministrativo? No. Dunque, che fare?! Ah! Giusto! Devo fare qualcosa che di questi tempi non si fa più, ovvero essere obbiettivi e corretti ed indagare tutti gli aspetti della messa in scena… o almeno provarci.  
Dopo questa noiosa ed un po’ polemica introduzione, che vi fa però capire e ribadisce i motivi per cui scrivo su questo blog, iniziamo.


Piena di contraddizioni e postille, sarà, questa mia “cronaca” dei fatti (29 Maggio). 

Il sipario si apre. Nessuna musica (a parte un fastidioso concerto per Tosse e Catarri offerto dal pubblico presente che si è protratto per tutta l’opera -.-‘ [e concedetemi la “faccina” di disappunto!]).
Un bordello di basso borgo, che “cade” sulla sua passata bellezza. Si percepisce la pesantezza, la cui abitazione è metafora, della malattia che grava sulla protagonista. Il medico infatti la visita. Parte la musica su questa diapositiva. Trovo questa scelta registico-scenografica molto interessante, rende lo spettatore partecipe alla sofferenza della donna. Significativa è poi, dopo il preludio strumentale, la presenza durante tutti gli atti, di una parte della casa-chiusa nel proscenio anche se in scena si susseguono i luoghi soliti.
Idea, già vista, ma ben congegnata, quella del “teatro nel teatro” (il famoso meta-teatro che tanti amano ed osannano) realizzata a fine III atto con un telone nero semitrasparente e un’illuminazione che lascia scorgere le figure disposte sullo sfondo, le quali, appoggiate ad una ringhiera assistono alla morte della protagonista ed  applaudono “a rallentatore” al suo spirare. 

La scenografia di Rudy Sabounghi e le luci di Laurent Castaingt sono ben riuscite, i costumi di Jorge Jara pure, a parte il rosa shocking del vestito di Violetta che mi ha un po’, per l’appunto, scioccato.. La regia di Jean-Louis Grinda, devo ammettere, era parecchio statica. Un vero peccato (!) perché “fotograficamente” era ricchissima ed intensa. L’uso del coro, con i suoi ventagli, la sua presenza come marea e come folla e l’idea del balletto al secondo atto, con la buffa imitazione della ballerina da parte del cameriere, sono stati mirabili. La si può definire una regia tradizionale, con costumi più recenti rispetto all'ambientazione storica detta ed anche a Verdi stesso, ma si notano idee ed inserti sicuramente innovativi e se non altro contemporanei (o quasi..).



Della regia non mi è piaciuta l'iniziale presenza di Violetta in scena durante l’aria di Alfredo del II atto e quella costante di Annina al fianco di Traviata, sembrando così una sua appendice, nonché l'inizio del III atto, come presto scoprirete...


Sulla direzione del M° Luisi non ho nulla da appuntare se non certi tempi, che credo siano dovuti ad una volontà dei cantati piuttosto che ad un’intenzione del direttore. L’orchestra ha svolto bene il suo compito, lavorando, pare, in sintonia con il Maestro d’Orchestra.




Per i cantanti diventa davvero dura! Ho apprezzato, personalmente, l'Annina di Paola Santucci, la Flora di Veleria Sepe, il Barone di Valdis Jansons, l'altissimo Dottore di Grenvil Christian Faravelli ed il Marchese di Claudio Ottino. Un cast di ruoli non protagonisti davvero notevole ed adeguato con delle voci belle, duttili, timbrate, dalla buona pronuncia e dalla forte presenza scenica. Per i protagonisti, invece, ho più “rimostranze”.


Alfredo di Atalla Ayan ha dei problemi di intonazione al primo atto, la voce c’è, ma non mi affascina, il fraseggio non l’ho avvertito, forse perché più preoccupato per il canto che per scena. La Devia nel ruolo del Titolo “mi è scesa” diciamo noi ragazzi..., la signora è davvero una gran donna che accetta anche le sfide più difficili. Ha una grande, grandissima, carriera ed esperienza alle spalle, ma la voce, seppur presente (i sovracuti c’erano tutti e la tessitura centrale pure), del legato stupendo, perde un po’ in agilità (strano a dirsi!), si fa pesante e ancor peggio tremolante, si riprende poi dal secondo atto, acquistando leggerezza e punta (eliminando parzialmente, così facendo, il fastidioso vibrato).
Qui una nota registica: se è vero che la regia è stata improntata sin dall’inizio ad una visione della decadenza e della malattia di lei, cose che si vedono abbastanza durante lo svolgimento, non capisco come all’inizio del III atto lei non riesca neppure a reggersi in piedi e dopo aver … letto.. no! … recitato?.. no!! … Detto?! Si. “detto” la famosa lettera possa alzarsi in piedi con forza e vigore ed urlare “è tardi!!” e girare per casa come se nulla fosse. Sia chiaro che Verdi scrive questo, ma di certo non possono collimare le scelte registiche del “non riesco ad alzarmi dal letto” e del “mi alzo in piedi come una furia”: per quanto furente, Violetta, è pur sempre malata, il dottore le dà poco più di sei ore di vita! Questo, da un lato, testimonia come la Devia sia un’ottima cantante, una grande interprete, anche se non più frizzante, mi duole ammetterlo perché la stimo ed ammiro moltissimo, ma non una perfetta “attrice”, non un buon “personaggio”.

Vi dico, anche, che l’avevo sentita nel suo recital al Carlo Felice nel 2008 in forma smagliante e riascoltarla con tutta la voce “che balla” mi è molto dispiaciuto e che due anni fa avevo assistito alla Traviata con Irina Dubrovskaja ed era stata davvero eccezionale, scenicamente e vocalmente, oltre che frizzante, leggera e potente al contempo. Il baritono in G. Germont, infine, non era Servile, sostituito (all'inizio per con mio dispiacere e poi con mia infinita gioia) per indisposizione da Domenico Balzani, il quale, mi ha affascinata con la sua timbratissima voce, il suo legato il suo fraseggio e le sue ottime pronuncia ed azione scenica.


Un successo a metà, direi, la chiusura di questa stagione. Rimpiango solo di non aver ascoltato in scena il genovese Francesco Meli, che avevo avuto il piacere di udire in un concerto al Conservatorio Paganini qualche mese fa.












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