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giovedì 31 gennaio 2013

Oberto - Maratona Verdi 2013 - II

"La prima opera"

L’Oberto, Conte di San Bonifacio è la prima opera documentata di Verdi.
Il dramma è suddiviso in due atti ed il libretto è da attribuirsi a Temistocle Solera. Budden crede che il libretto sia anche frutto di adattamenti di un probabile lavoro precedente di Verdi chiamato Rocester (o Lord Hamilton) il cui libretto fu scritto da Antonio Piazza, ma del quale non si ha traccia.
La prima si tenne al Teatro alla Scala di Milano il 17 novembre del 1839, quando il compositore aveva 26 anni. La scena è ambientata a Bassano, in Italia dunque, nel 1228. L’opera venne scritta dal compositore nell’arco di quattro anni. Grazie a questa, Merelli – impresario della Scala –  gliene commissionò altre.

Ecco i personaggi:

Cuniza, sorella di Ezzellino daRomano – contralto
Riccardo, Conte di Salinguerra –tenore
Oberto, Conte di San Bonifacio –basso
Leonora, sua figlia – soprano
Imelda, confidente – mezzosoprano
Cavalieri, nobildonne, vassalli

[durata dell’opera circa 2 ore e 20 min ]

Cominciamo come al solito con un inquadramento dato dalla trama dell’opera in esame, ve ne darò una versione breve e concisa, liberamente tratta e rimodellata dal Dizionario di Kobbè.

Siamo nella campagna, come precedentemente detto, di Bassano nei pressi di Padova, grande festa per le prossime nozze che vedranno in sposi Cuniza e Riccardo, quest’ultimo gioioso ed ambizioso. Dal lato opposto ecco Leonora sedotta da Riccardo e figlia del conte Oberto il quale, precedentemente sconfitto dal fratello di Cuniza, è costretto all’esilio in Mantova. Nella dimora di Ezzellino, Cuniza viene a conoscenza della promessa del Conte di Salinguerra da Imelda e Leonora e si dichiara disposta all’annullamento delle nozze e chiama tutti perché assistano. La donna inveisce contro Riccardo mentre quest’ultimo accusa Leonora di spergiuro. Il vecchio Conte Oberto,  adirato, sfida a duello Riccardo il quale però è impietosito per l’anzianità dello sfidante. Sull’eccitazione generale cala ilsipario (fine I atto).
(Atto II) Sotto l’insistenza di Cuniza il Conte di Salinguerra finge diaccettare il matrimonio, e accetta sottovoce il duello dove ucciderà il padredi Leonora, che l’ha provocato ed ha insultato la sua stirpe “vili d’armi, adonne eroi”. Ravvedendosi dopo l’assassinio, chiede sconvolto perdono al cieloe fugge. Leonora ha assistito all’omicidio ed è sconvolta, cade esanime tra lebraccia delle dame mentre legge la lettera lasciatagli dal Conte Riccardo chechiede perdono ed amore e le lascia tutti i suoi averi. Leonora finirà in una squallidacella d’un convento quasi in preda alla pazzia.  

La partitura si dice comunemente non degna di nota, fattaeccezione per i duetti padre-figlia dell’attoI e non avendo mai avuto il piacere di tenerne una in mano non posso né confutarequesta affermazione, né accoglierla, dandovi per buona quella che leggo dai documenti che utilizzo. Il dramma fu ripreso nel 1951 alla Scala, per il 50°anniversario della morte e confermò che si tratti di un’opera giovanile testimoniante il fiorire di un talento e non di un sottovalutato capolavoro.

Curiosità: Busseto era la città ove il compositore vive per un certo periodo ricoprendo l’incarico di maestro di musica e partecipando a varie accademie. È anche il luogo dove vede morire la primogenita e nascere un figlio, sentendosi nel grigiore della cittadina,insoddisfatto e sfortunato. Nel ’39 si traferirà a Milano, fuggendo dall’infelice residenza padovana, grazie a un prestito del suocero. L’astuto impresario si accaparrerà qui un buon affare facendo firmare a Verdi un contratto della durata di due anni per il quale egli dovrà comporre tre opere all’anno da rappresentarsi o nella capitale o a Vienna.

Libretto
Edita in Italia da Ricordi, scaricabile in versione canto e piano qui.
File audio dell’opera edizione Bolognese del 1977. 

Discografia:

Alfredo Simonetto
Giuseppe Modesti; Maria Vitale; Elena Nicolai; Gino Bonelli
Rai Torino
Rai Torino
Gala
1951


Zoltan Pesko
Viórica Cortez, Umberto Grilli, Simón Estes, Ángeles Gulín.
Teatro Comunale de Bologna
Teatro Comunale de Bologna
CETRA ITALIA ITL (70001)
1977


Lamberto Gardelli
Rolando Panerai; Ghena Dimitrova; Ruza Baldani; Carlo Bergonzi
Chorus of Bavarian Radio
Bavarian Radio Symphony Orchestra,
Orpheus
1989


Sir Neville Marriner,
Samuel Ramey; Maria Guleghina; Violetta Urmana; Stuart Neil
London Voices
Academy of St. Martin in the Fields
Philips Classics
1997


venerdì 18 gennaio 2013

Nuova uscita con La Stampa!

Vi avviso con piacere che da oggi con La Stampa usciranno 4 volumi su Verdi, al costo di 8,80€. 
Mi sembra un prezzo ragionevole, indi, ho deciso di acquistarle! Vi farò avere presto notizie a proposito!! 
Buona giornata a tutti!!

martedì 15 gennaio 2013

Macbeth - "Maratona" Verdi 2013 - I

"L'amore per Shakespeare e le due edizioni"





[Prima rappresentazione al Teatro La Pergola – Firenze – 14 marzo 1847]

Il nostro progetto si apre con questa meravigliosa opera e, intanto, colgo l'occasione per anticiparvi che andrò presto ad assistere all'allestimento del Carlo Felice!

Cominciamo con il drammatis personae che è fondamentale e che, solitamente, "dice" già molto dell’opera:
Lady Macbeth [non a caso è la prima a comparire nell’elenco] – soprano
Macbeth, generale e suo marito – baritono
Banco, generale – basso
Macduff, nobil uomo scozzese – tenore
Duncan(o), Re di Scozia – mimo
Dama di Lady Macbeth – soprano o mezzo
Malcolm, figlio di Duncano – tenore
Fleanzio, figlio di Banco – mimo
Medico – basso
Streghe
Spiriti, Nobili, Guerrieri, Sicari


Melodramma in quattro atti, costruito con una stupenda e mirabile tensione drammatica, musica di Verdi (ovviamente) e libretto di Piave dal famoso Macbeth di Shakespeare. 
Scozia dell’anno 1040 (o successivi), il sipario si apre su un quadro di inquietudine.. anzi, ancor prima, la Sinfonia preannuncia tragedia. Sensazione mistica e macabra ci guida, sin dall'inizio nella trama dell’opera verdiana.

Una curiosità prima del plot: dopo la prima a Parigi (in un edizione un po’ rivista nel 1865) il compositore viene accusato di non conoscere il poeta inglese e reagisce così: “Non avrò forse interpretato bene Macbeth, ma che non conosca, non capisca, non senta Shakespeare, no, santo cielo, no! Egli è uno dei miei poeti amatissimi, mi ha avvinto sin dalla prima giovinezza, lo leggevo e lo rileggevo continuamente!”.


(Atto I) La scena si apre con un terzetto di Streghe, sopraggiunge Macbeth a cui viene profetizzato il futuro, quest’ultino duetterà con Banco a proposito della profezia. Nel suo castello Lady Macbeth legge la lettera a inviatale dal marito ove le viene descritto l’incontro con le streghe, indi recitativo ed aria, di una bellezza e di un valore drammatico possenti: “ Vieni, t’affretta…” [e puntualmente inizio a canticchiarla.. ahah!] e “Or tutti, sorgete, ministri infernali”. Senza riferimenti espliciti all’omicidio si apprende che Macbeth provvederà in tal senso, egli infatti, uccidendo Duncan(o), gli succederà al trono.Marcia per l’arrivo del Re e corteo. Soliloquio di Macbeth e duetto “Fatal mia donna! Un murmure, com’io, non t’intendesti?” [“di un gufo udii lo stridere. Testè che mai dicesti?” e canticchio anche questa.. è inevitabile!]. Lady Macbeth, per far ricadere la colpa sulle guardie, ricolloca il pugnale nella stanza del Re. Banco e Macduff giungono e, mentre Banco ripensa agli orribili eventi precedenti, Macduff va a chiamare il Re così il delitto viene scoperto. Tutti in scena per il finale [veramente splendido!].


(Atto II) Orchestra riprende i temi del primo atto. Macbeth in scena viene raggiunto da sua moglie. Decidono che Banco dovrà morire. Lady Macbeth è ambiziosa e determinata ciò viene testimoniato dalla imponente aria “La luce langue”). Scena di un bosco dove dei sicari, assoldati da Macbeth, attendono Banco, aria di quest’ultimo, concitato recitativo [da fare praticamente recitando, come senza musica] successivamente i sicari si avventano su di lui, ma nella foga suo figlio, Fleanzio, riesce a fuggire. Altro luogo, un banchetto, Lady Macbeth si rivolge con un brindisi sgraziato e temerario alla corte, Macbeth lamenta l’assenza di Banco e per poco, dopo essersi seduto al posto di quest’ultimo e aver visto il suo fantasma, non si tradisce negando qualsiasi possibile colpa. (Atto III) Ecco "ritornare" le streghe, le vediamo intorno ad un calderone, la suggestiva musica avvolge la scena macabra, dove Macbeth cade a terra, in affanno, con le streghe che gli danzano intorno.


Arriva Lady Macbeth e chiede al marito cosa abbia appreso dalle donne. Le viene riferita, dunque, la predizione che la stirpe di Banco avrà il trono di Scozia. Lei nega e coinvolge [e convince] a tal punto il marito da infondergli di nuovo coraggio. (Atto IV) Si apprende che le sorti del popolo scozzese sono davvero critiche. Scena del sonnambulismo della Lady (su tipico stile di “scena della pazzia”), stupenda e mirabile, davvero difficoltosa espressivamente e tecnicamente. Macbeth è furioso perché l’esercito inglese e quello scozzese, con l’aiuto di Malcolm, stanno marciando contro di lui. Solito equivoco, Macbeth "non potrà morire per mano di chiunque sia nato da una donna", ovviamente il nostro protagonista ignora che, proprio Macduff, sia stato strappato dal seno materno sin dalla nascita. Macbeth maledice tutte le azioni che l’anno portato a questo stato di paura, desolazione e solitudine e guida temerario le truppe alla guerra, dopo aver appreso della morte della moglie. Sconfitta del tiranno con coro generale a chiudere la scena.




[durata media dell’opera 2 ore e 45 min]


A dispetto di tutte le critiche del tempo - riguardanti soprattutto l'aderenza al dramma shakespeariano - Macbeth, rimane un capolavoro verdiano, che può riassumere il talento del compositore. Egli, infatti, vi fonde al meglio - almeno se pensiamo al primo periodo della sua attività compositiva - “il teatro, il patriottismo ed il personaggio” che tanto gli erano cari, ovvero, in altre parole, l’aspetto musicale con quello drammaturgico, quello - prettamente romantico - di sentimento nazionale e quello che riguarda la sfera psicologica/teatrale. 
La trama verdiana, in realtà, rispetta abbastanza l’idea shakespearina. Ricordiamoci, in proposito che, prima di tutto aleggiano nell'aria patriottismo ed idee di matrice romantica e, in secondo luogo, l’opera richiede una stilizzazione maggiore dei personaggi ed una grande chiarezza nel succedersi degli avvenimenti, basti pensare alla evidente differenza che si ricontra tra la Semiramide rossiniana e la Lucia di Lammermoor di Donizzetti o il Nabucco verdiano [non a caso ho paragonato tra loro soggetti storici]. 
Come in tutte le sue opere, Verdi, cerca il più possibile di caratterizzare drammaturgicamente i personaggi. Il Macbeth, rispetto al suo periodo di composizione, è un’opera completa e in cui i personaggi sono efficacemente definiti. 

Macbeth qui è “semplicemente” (?) un uomo dominato, che si presta alle volontà e alle ambizioni della moglie, lei, invece, è temeraria, piena di aspirazioni di potere, ambiziosa, risoluta, ma al contempo fragile [beh, in effetti l’omicidio non è proprio una cosetta da poco!]. Vi devo confessare che nello scrivere "marito" o "moglie" ho qualche riluttanza, perchè se penso a Macbeth e Lady Macbeth non vedo due persone sposate, ma a due figure indipendenti e distinte dove uno è succube dell’altra.
Durante il corso dell’opera, si intravede il punto di vista del compositore: il generale, probabilmente, è un uomo migliore rispetto alle azioni che compie. Dal susseguirsi dei fatti si evince, inoltre, che Macbeth è terrorizzato dal delitto che ha compiuto, è terrorizzato dalla moglie ed è terrorizzato dalle streghe, in pratica è un pauroso, uno smidollato. Sembra sballottolato, come in mezzo a una tempesta, pare si faccia portare dagli eventi, in particolare dal suo “destino”, che non sia autore delle proprie azioni e della propria vita. Da l’idea di essere vissuto più che di vivere. La figura della Lady, per contro, nel mio immaginario, è un'eroina, macabra, che sacrificherebbe qualunque cosa per il potere, vedo in lei anche un qualcosa di potente e misterioso, mi sembra una sorta di maga… queste, però, sono opinioni e suggestioni personali che derivano dall'ascolto e dall'immaginazione, accettabili come no e, sicuramente, discutibili!

Tra le tante curiosità, sappiate che si racconta che alla prima Lady ci vollero circa 150 prove perché Verdi fosse soddisfatto della resa del duetto iniziale con Macbeth e che, una cosa simile, successe anche per la scena del sonnambulismo: alla poverina ci vollero circa tre mesi per essere sicura sulla parte registica. L’aria del II atto (La luce langue), inoltre, è molto simile, per costruzione, a quella del Don Carlo (O don fatale) scritto dopo circa un anno dalla revisione in cui viene aggiunta quest’aria.

Tra la versione del 1847 (Firenze) e quella del 1865 (Parigi) vi sono alcune differenze sostanziali che, per completezza, inserisco:
Atto II: La Lady esultava da sola il trionfo. 
Atto III: Macbeth rinviene da solo e decide di intervenire contro a Macduff e la sua casa.
Atto IV: Macduff raggiunge Macbeth e a lui rivela le sue origini, così dopo essere stato colpito Macbeth cade a terra morente, maledicendo la sua ambizione. Malcolm sarà il nuovo re di Scozia.



Partitura e spartito canto e pianoforte: http://imslp.org/wiki/Macbeth_(Verdi,_Giuseppe)
Edita in Italia da RICORDI

Il libretto lo trovate in ed. Ricordi e tra le più economiche e ben strutturate vi consiglio quella della Newton & Compton, oppure qui. 

Per i consigli d’ascolto, con mio piacere, ho "rispolverato" due belle edizioni che vi consiglio: quella di Callas e Mascherini alla Scala del 1952 (EMI) con De Sabata alla direzione e quella di Verret e Nucci al Comunale di Bologna del 1987 (Decca) sotto la bacchetta di Chailly.
Ne troverete molte scaricabili da qui o una anche qui.

Infine, un link per chi volesse leggere il testo originale di Shakespeare in versione italiana.

Dopo questo tour in tale mirabile opera della letteratura e della musica, vi do appuntamento alla prossima settimana, ricordandovi che il 19 Gennaio (2013) ci sarà la prima al Carlo Felice con repliche fino al 27 (gennaio)! 


Oltre alle “conoscenze” (non tiriamocela troppo!) ed alle opinioni personali ecco i riferimenti bibliografici essenziali:
Dizionario dell’Opera – Kobbè (e vari) – Ed. Mondadori
Macbeth – spartito canto e piano – Ed. RICORDI
Giuseppe Verdi – Tutti i libretti d’opera – Ed. Newton & Compton

discografia:
Macbeth – Ed. Decca – Nucci, Ramey, Verrett, Chailly - 1952
Macbeth – Ed. EMI – Mascherini, Tajo, Callas, de Sabata - 1987

domenica 13 gennaio 2013

Michele Savino: "Piacere di conoscervi"






Da tempo sentiamo parlare dell’uscita del nuovo EP di Michele Savino,pianista e cantautore genovese e ora, oltre a proporvelo, vi consigliamo anche di ascoltarlo in una delle tante tappe che si terranno nel territorio ligure.

Oggi segnaliamo:
Al SANTA FESTIVAL di Santa Margherita Ligure!

Accompagnato dal “polistrumentista” Stefano Bergamaschi, Savino ci presenterà live il suo “Piacere di Conoscervi” nell’incantevole cornice diVilla Durazzo (dove tra l’altro da tempo si tengono importanti Masterclass musicali internazionali).

Temi che spaziano dalle emozioni ai paradossi del vivere quotidiano elaborate in chiave ironica e “gentile”.

Michele Savino è un cantautore e compositore genovese. Dopo gli studi classici in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio di Genova, si mette in luce in diversi concorsi nazionali dedicati alla canzone d'autore: terzo classificato al Varigotti Festival 2012, è risultato finalista a MusicaControcorrente 2012 e al Premio Nazionale Poggio Bustone 2012. Con più di 40 esibizioni in tutta Italia nel solo 2012, Savino si conferma come uno dei cantautori più attivi e apprezzati da chi cerca una canzone che unisca leggerezza e profondità.



Seguitelo su:
www.facebook.com/michelesavinocantautore
www.soundcloud.com/michelesavino

Offlaga Disco Pax

Per gli eventi a Genova:
OFFLAGA DISCO PAX
live @ Teatro dell’Archivolto
26 gennaio 2013
dalle 21.00

ORE 21:00 (opening act) I VENUS
http://it.myspace.com/spaziovenere

ORE 22:00 OFFLAGA DISCO PAX

Eredi di una tradizione in bilico tra post rock e new wave, acidi figliocci di CCCP, Joy Division, Kraftwerk, Suicide, sul palco della Sala Gustavo Modena è il turno di una delle band più interessanti della scena musicale alternativa italiana.

“Collettivo neo-sensibilista contrario alla democrazia dei sentimenti”, il gruppo, nato Reggio Emilia nel 2003, si caratterizza fin da subito per le sonorità che uniscono l’elettronica a basso e chitarre, sonorità accompagnate da testi in italiano declamati anziché cantati in modo classico. Narrazioni vere o verosimili dall’ambientazione molto identitaria, sia dal punto di vista territoriale che ideologico, che gli regalano sin dal primo disco nel 2005 “Socialismo Tascabile (Prove Tecniche di Trasmissione)” il plauso di pubblico e critica: Premio Piero Ciampi per il miglior disco d’esordio 2005, Premio “Fuori dal Mucchio” sempre come migliore esordio 2005, Premio Fandango come miglior Video Indipendente per il singolo “Robespierre”, Best New Act 2005 Italia per gli MTV Awards. Il loro successo si consolida con lunghi tour in giro per l’Italia e la pubblicazione di altri due dischi, “Bachelite” (2008) e il recente “Gioco di società”.



BIGLIETTI DISPONIBILI SENZA COSTO DI PREVENDITA

Chiamando il numero: 392 8722980 
Biglietto 11 €


Scrivendo in privato a HabanerO
Biglietto = 11 €
Biglietto + libro catalogo HabanerO = 15 €

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BIGLIETTERIA DEL TEATRO ARCHIVOLTO



Evento offerto da: 


Info varie: 
Noi siamo la casa editrice underground di Genova.
Dalla nostra nascita, maggio 2010, abbiamo pubblicato più di 25 libri con l’86% degli autori pubblicati under30 (di cui il 68% di questi anche under25) tutti distribuiti nazionalmente.
Noi siamo musica, poesia, emozioni a Genova.

Teatro dell’Archivolto
Il Teatro Gustavo Modena, inaugurato nel 1857, è uno dei teatri più belli della Liguria. I quattro ordini di palchi, un loggione e una platea possono contenere circa 500 spettatori rendendolo uno spazio perfetto per grandi eventi e concerti esclusivi.
Il Teatro dell’Archivolto è diretto dal 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione.


Info:
☎ redazione.habanero@gmail.com


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