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sabato 27 dicembre 2014

"Ma falle gli occhi neri" - Tosca


Il preambolo [saltatelo pure se non avete voglia!]

Mi sono messa qui per scrivervi della Tosca e subito, non sapendo da dove cominciare e credendo che ciò che era dire sia già stato detto, sono stata colta da una crisi: nessuna, nessunissima voglia di scrivere. Ecco perché comincio così.

Poi ho pensato che una messa in scena così si meritava almeno un appunto, una nota, una menzione su questo povero blog, che ha passato un anno e mezzo nel dimenticatoio.

Voglio dire la mia su questo allestimento. Una recensione molto personale, di certo oggettiva, ma anche molto molto soggettiva. 

Siccome non amo, per distinti e svariati motivi il compositore toscano (n.d.a. Puccini), scrivere di lui mi è nuovo, raro. Con fatica, ogni volta che il mio amato teatro propone una sua opera vado, diligentemente, ad ascoltarla e vederla e puntualmente - non ci crederete - confermo la mia posizione di astio misto a non-comprensione! Eppure ci fu un tempo in cui amai Boheme - opera che tutt'ora apprezzo. Comunque sia per quanto io possa non-reggere una qualsiasi delle sue opere, trovo sempre un tema, un  momento, un dettaglio d'orchestrazione, una parte di libretto, un matrimonio tra parola e musica che mi affascina e mi fa ritrovare col M° Puccini una sorta di feeling - abbiamo, devo ammettere, una vera e propria relazione di amore-odio [sarà perché non lo posso cantare!]

Tornando alla nostra Tosca,l'ultima rappresentazione a cui ho assistito è stata quella del 2010 - che poi, è anche il più recente allestimento del Carlo Felice, tolto quello presente - e mi ricordo che, pur essendo io agli inizi del mio percorso musicale, avevo apprezzato la messa in scena, i cantanti e... la musica! Ovviamente non ricordo nulla di più o di specifico, né a cui tempi mi preoccupavo troppo di informarmi o leggere per bene il libretto - se non per opere che amavo - andavo a teatro e come per i primi ascoltatori ai tempi della prima dell'opera (in questo caso il 14 Gennaio del 1900) mi facevo invadere da suono, testo, libretto, voci, orchestra, parole, sonno...  e chi più ne ha più ne metta. 

Ora non mi faccio più fregare, o meglio, ci provo. Il vantaggio è che grazie al Conservatorio ho il privilegio e l'onore di assistere alle prove e quindi posso entrare più lentamente nel mood dell'opera, capirne i dettagli, apprezzarne meglio il libretto, seguire l'evoluzione dell'orchestra, tenere conto dei passi complessi e dei punti rischiosi, vedere la costruzione e ammirare l'evoluzione scenica e la trasformazione degli interpreti giorno dopo giorno, per poi ritrovare il tutto condensato nell'arco di tre ore davanti ai miei occhi. Una vera e propria meraviglia. 

Di Tosca mi sono gustata il libretto come solo di poche opere ho fatto - Otello e poche altre - la sua fantastica e mirabolante orchestrazione ed variabilità tematica, la sua faccia cinematografica che il grande Livermore esalta con maestria. Mi sono lasciata trasportare.. e la magia ha preso forma. 






Eccoci arrivati finalmente alla spero concisa, ma completa, recensione di questo allestimento. 

Io ho assistito alle prove e alla recita della I compagnia del 23 Dicembre - spero di riuscire ad andare anche a quella del 30!

Cominciamo dal titolo, Tosca è Maria Guleghina, che avevamo già incontrato qui nel teatro genovese nei panni di Lady Macbeth dove aveva brillato, mentre adesso risulta una vera delusione - data anche la frequentazione che la cantante che del ruolo - a discapito di quanto ho letto di qua e di là ella non è quasi per nulla aderente al personaggio, la sua interpretazione è inappropriata, poco lavorata, molto lontana dalla volontà del regista; si muove in scena per posizioni, la gestualità è meccanica e l'espressione priva di verità scenica e legame interiore. Dal punto di vista vocale si rivela una discreta Tosca, con molti problemi, sia di intonazione sia di pronuncia - la prima risulta vaga e incerta la seconda poco italiana [n.d.a. ma fosse questo il problema!!] e appena scandita; sul versante musicale e vocale, ritroviamo un legato gestito con maestria, ma con poca duttilità, i centri che risuonano e risultano belli, tondi e marcati, come la zona grave, ma gli acuti un po' fissi e lanciati, la pronuncia e la musicalità in essi si perde. La protagonista si salva un poco nel Vissi d'arte, che dal punto di vista vocale continua a non convincere pienamente, ma dove l'interpretazione più aderente al personaggio ed al libretto e l'uso della parola emozionale, riesce a trasportarci e a farci vivere un momento di vera sospensione temporale e simpatia emotiva. L'intonazione ed il rispetto della partitura sono misere per un'artista del suo livello. Più Fosca che Tosca, direi. Roberto Aronica interpreta il coraggioso Cavalier Cavaradossi, mette in scena un personaggio piuttosto convincente, anche se le difficoltà del ruolo e delle scenografia e regia lo tradiscono e lo rendono un po' più Roberto che Mario. I suoi momenti lirici risultano ben gestiti, anche se Recondita Armonia patisce di un vibrato caprino leggero dato forse dall'altezza - fisica! -  a cui canta o dall'emozione, la parte musicale è curata, l'intonazione puntuale, gli acuti ben gestiti anche se di tanto in tanto un poco stretti. Un distinto debutto in Scarpia per Carlos Alvarez, che ritroviamo sul palcoscenico del Carlo Felice da Otello - meravigliosamente messo in scena l'anno passato in questo stesso periodo con la regia di Livermore - egli ha una giusta presenza scenica coesa al personaggio, una voce timbrata anche se meno presente rispetto all'anno passato - forse dato anche da un organico un poco più vasto - grande precisione musicale, bravura nel rendere le sfaccettature del personaggio e intelligenza nel sacrificare acutamente, in certi punti, la vocalità perfetta all'interpretazione avvincente. Tra i comprimari un ottimo Spoletta di Enrico Salsi dalla pronuncia chiara e dalla voce timbrata e squillante, un Sagrestano divertente e bonario (Armando Gabba - in sostituzione del povero Claudio Ottino inforunatosi sulla scena che da oggi riprende il suo ruolo), ben delineato scenicamente, ma poco presente vocalmente il fuggiasco Angelotti di Giovanni Battista Parodi, giusti Davide Mura (Sciarrone) e Cristian Saitta (Carceriere). 
Una nota di merito all'intonato e diligente Pastorello di Filippo Bogdanovic. Ottime e realistiche le prestazioni dei figuranti e dei mimi, con una menzione speciale per "l'angelo" (una famosa statua presente a Castel Sant'Angelo). 

Degna di merito la prestazione dell'Orchestra del Teatro e di tutta la macchina scenica. Il coro svolge bene il suo ruolo anche se, talvolta, sovrasta le voci in scena. 
Discreta la prestazione del Direttore d'Orchestra Stefano Ranzani, di cui non riesco a capire neppure l'attacco iniziale... 
Belli e curati i costumi di Gianluca Falaschi.
Ottime la regia, la scenografia e le luci di Davide Livermore che come sempre stupisce ed offre nuove visioni di opere già macinate, aprendo una finestra alle possibilità tecniche che offre la nostra epoca e avvicinando un pubblico anche meno esperto e/o abituato al cinema attuale, fatto, quest'ultimo, di movimenti veloci, realismo, effetti speciali e stacchi sorprendenti. Livermore fa riscoprire il piacere dell'opera a chi già la ama e la rende accessibile e snella a chi non la frequenta. L'arte del meravigliare, del sorprendere e dello stupire. Egli in questa regia sfrutta a pieno la vena cinematografica che Puccini, Illica e Giacosa propongono, eseguendo mutamenti di prospettiva, tagli, primi piani, ottenuti grazie alle luci, alla gestione della scena e al rispetto e alla conoscenza della partitura e del libretto. Stupendo l'uso di prospettive nuove e piani inclinati mirabolanti. Perfetta la volontà di coinvolgere lo spettatore anche con l'olfatto - come già anticamente nei teatri di prosa era successo - inserendo un pronunciato odore di incenso all'entrata in sala e al primo atto che si svolge in chiesa - inserendoci ancora di più in una dimensione. 

Infine da notare il salto di qualità fatto con dei sovratitoli curati e puntuali e un buon libretto lavorato nell'impaginazione come nei contenuti (anche se ci aspettavamo qualche saggio in più!). 


Andateci!!

Giorgia







sabato 26 ottobre 2013

8 - Recensioni Emotive [Rubrica a Fumetti]

Eccoci qua! Una recensione fatta un bel po' in fretta, ma che mi sta tanto a cuore, sia per il gruppo in questione che per la digressione finale sull'arte "sostenibile". Che dire, enjoy!

SteTirasso_



sabato 24 agosto 2013

6 e mezzo - Recensioni Emotive [Rubrica a Fumetti]

Perchè 6 e mezzo? Non dovrebbe essere la puntata numero 7 delle Recensioni Emotive, questa?
Con mio sommo rammarico qua sotto c'è la spiegazione a tutto, cari miei...

Ste_

sabato 22 giugno 2013

5 - Recensioni Emotive [Rubrica a Fumetti]

Vi dirò che dopo la tirata di ieri/oggi per la Notte Bianca del Conservatorio - di cui magari parleremo in seguito - avendo dormito circa cinque ore in due giorni e sostenuto anche un esame - e pure un po' per i tempi, un po' per gli occhi che si chiudono, un po' per il fatto che non sto usando il mio PC d'ordinanza,  un po' per il mal di gola e la fame che m'attanagliano -  mi viene difficile pubblicare questa Recensione Emotiva.
 Cooooomunque, noi siamo giovani e forti e proveremo, con l'aiuto (??) della tecnologia, a portare a termine l'ardua impresa!
Non posso più sbagliare a inserire l'immagine, se no, il povero impegnatissimo Ste Tirasso, potrebbe davvero decapitarmi!

Eccoci dunque! Godetevi la nuova Recensione Emotiva! 
A presto,
Giorgia



martedì 12 marzo 2013

Grigory Sokolov colpisce ancora! :)


                   

                           
Buona sera!! Dunque per prima cosa mi scuso per il ritardo con cui sto scrivendo questo post, ma è stata una settimana particolarmente complicata e sono riuscita a mettermi al lavoro qui solo ora :) Finalmente posso scrivere qualcosa sul meraviglioso concerto dello scorso lunedí a cui sia io sia la mia socia abbiamo avuto il piacere di assistere. Il protagonista della serata è stato Grigory Sokolov, considerato uno dei più grandi pianisti dei nostri giorni i cui recital trovano ovunque grandiose accoglienze. Difatti la sala del Carlo Felice era praticamente piena e per una volta la fin troppo ben riconosciuta rigidità del freddo pubblico genovese non si è manifestata. L'entrata in sala del Maestro è stata trionfale e i suoi passi sul palco sono stati seguiti da un incessante scroscio di applausi. Ma appena arrivato e seduto al pianoforte un perfetto silenzio è calato nella stanza. Durante l'esecuzione, tutta improntata su musiche di Shubert, le caratteristiche principali del Maestro- infinito dominio tecnico della tastiera, intenso procedere emozionale, lucentezza del fraseggio e della sonorità che attraversa ogni piú piccola sfumatura- si sono delineate in tutte la loro grandiosità. 
Programma del concerto
La sua precisione cosí seria e la profondità della sua interpretazione sono state affascinanti ed estremamente interessanti. Arrivata la fine del programma è anche uscita un'altra "leggendaria" particolarità del Maestro: i bis. Dovete sapere che i bis di Sokolov sono sempre di un numero molto piu alto della media dei pianisti: lunedí è arrivato a quota 8!! Tre quarti d'ora di bis da aggiungere a due ore buone di "concerto" vero e proprio!!! Incredibile, eh? Incredibile e fantastico :) Sembrava che non risentesse nemmeno un po' della stanchezza! Ammirevole! 
Come anche l'altra occasione in cui si è esibito qui a Genova (sempre alla GOG nel 2011), in ogni caso, Sokolov non ha deluso ;) 
Nella speranza di riascoltarlo presto, vi auguro di poter assistere al concerto di mercoledì 13 Marzo in cui si esibirà Maurizio Pollini! 
A presto! 
Ginevra
P.s. Grazie mille alla mia meravigliosa collega che ha conservato e mi ha inviato il programma di sala di quella sera (che io ho prontamente perso!). Cosa sarei senza di lei? ;)

N.B.: Foto pessime come al solito! ahahha!
Comunque sia, ci tengo a riferirvi un fatto che con la musica non ha nulla a che fare, ovvero che - personalmente - ho apprezzato molto che le luci della sala fossero più "basse" del solito, cosicché non si avesse l'impressione - come solitamente accade - che lo spettacolo dovesse ancora cominciare. Cosa dirà ora, la mia collega, a cui ho così bellamente e sfacciatamente rovinato il post?
Giorgia.






martedì 5 marzo 2013

Zambelli stella della direzione genovese - Concerto a Coronata

Penso si capisca già dal titolo del post che il piacevolissimo concerto a cui ho assistito lo scorso sabato (2 Marzo) nell'Oratorio di N. S. Assunta in Coronata è stato davvero soddisfacente!

Programma interessante con una chiusura "col botto" o per rimanere in musica "con la bombarda"! Ok, perdonatemi, sono appena tornata a casa dopo una giornata fuori e un mirabolante ma impegnativo (e lunghissimo...) concerto di Sokolov perciò abbozzare in modo decente questa recensione mi pare impossibile!


Ma torniamo a Coronata! Dunque, il programma, assolutamente mozartiano, di cui vi parlavo era composto della Serenata "HaffnerK 250 e dalla Messa in Do minore K427 - che per altro il Maestro aveva precedentemente diretto al Carlo felice.

Zambelli non tradisce le aspettative, sempre con il sorriso sul volto e con tanta semplicità spiega all'eterogenea platea la storia e le peculiarità prima di una e poi dell'altra composizione, dopodiché si cimenta nella direzione e non c'è neppure da dire che i risultati siano ottimi.

Molto apprezzato il violino solista Pier Domenico Sommati
Se posso fare un'osservazione in merito all'orchestra, vi dico che ho riscontrato un problema per i corni in un passaggio [che ahimè, si ripeteva molto], sarà il freddo, l'umido, il riscaldamento o la polenta mangiata di corsa poco prima, non lo so, ma è un errore nel contesto passabilissimo!! Un elogio faccio al meraviglioso oboe "solo" Mirko Foschi dal meraviglioso suono e dal fraseggio eccellente.

Piccolo intervallo con donazione libera per l'ingresso al concerto - si era gratuito! Pensate un po'! Il venerdì prima al Carlo felice e poi a Coronata per un concerto aperto a tutti! Ditemi se questa non è passione ed amore per la musica??! - e si prosegue!

Messa in Do minore rielaborazione del Dr. Benjamin-Gunnar Cohrs. Il coro è stato davvero eccellente, compatto, preparato e presente: non chiedevo di meglio!


Passiamo ai solisti: Ekaterina Gaidanskaya è un'ottima soprano dalla voce timbrata e rotonda, vellutata e presente sia in acuto che in zona centrale, la voce è uniforme e la pronuncia non male. Ci ha offerto il difficilissimo Et incarnatus est ricco di fraseggi meravigliosi, piani e forti e limpidi acuti sempre mantenendo quella leggerezza vocale consona a Mozart.

Elisabetta Isola è una discreta interprete dalla voce penetrante è davvero poco uniforme - il che a mio avviso non è sempre un male, ma qui urta un poco...- è precisa ma manca di dolcezza, la dizione è ottima e le intenzioni anche, lei ci offre il Crucifixus.

Tenore e basso, rispettivamente Mattia Pelosi e Matteo Armanino, sono a fuoco e svolgono bene il loro compito, anche se il tenore era un po' sacrificato... .

Vi dirò che per averlo montato - e neppure tutto a quanto pare - il giorno prima è stato uno spettacolo davvero di ottima qualità, a parte una strana nebbia - dico davvero! - prima dello spettacolo il tutto è andato per il meglio, che dire poi della buonissima acustica e degli affreschi dell'Oratorio?


Info per i prossimo concerti: http://www.concertigonfalonecoronata.it/

A domani con la Maratona Verdi!
Giorgia

P.S.: scusate la pessima qualità delle foto!











giovedì 21 febbraio 2013

qui, nei pressi....

Notizie dal web!


Opera e Classica
Boheme - Teatro La Fenice (Venezia) - di MTG Lirica
Barbiere di Siviglia - Teatro Comunale Pavarotti (Modena) - di Irene Sala - Corriere Musicale
Nabucco "diretta Rai5" - Teatro alla Scala (Milano) - di Ninalapazza 
Download di Lohengrin - di Download Classica
Cibo e vino
Il vino dei Centopassi - di Simo diVino
Le Kremsnite e , come sempre, un po' di storia... - di Daniela - MT (menùturistico)
Graves AOC, Mayne Du Cros 2007, Chateau du Cros - di Daniele Tincati - Profumi di Vino


Varie e Attualità
Impariamo ad ascoltare - di G.B. Mancini - Corriere della GrisiLe elezioni si vincono su FB? - di Il Mugugno

Libri
Oriana - L'apprendista libraioPer un pugno di libri - di Appunti di uno scrittore



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