sabato 27 dicembre 2014

"Ma falle gli occhi neri" - Tosca


Il preambolo [saltatelo pure se non avete voglia!]

Mi sono messa qui per scrivervi della Tosca e subito, non sapendo da dove cominciare e credendo che ciò che era dire sia già stato detto, sono stata colta da una crisi: nessuna, nessunissima voglia di scrivere. Ecco perché comincio così.

Poi ho pensato che una messa in scena così si meritava almeno un appunto, una nota, una menzione su questo povero blog, che ha passato un anno e mezzo nel dimenticatoio.

Voglio dire la mia su questo allestimento. Una recensione molto personale, di certo oggettiva, ma anche molto molto soggettiva. 

Siccome non amo, per distinti e svariati motivi il compositore toscano (n.d.a. Puccini), scrivere di lui mi è nuovo, raro. Con fatica, ogni volta che il mio amato teatro propone una sua opera vado, diligentemente, ad ascoltarla e vederla e puntualmente - non ci crederete - confermo la mia posizione di astio misto a non-comprensione! Eppure ci fu un tempo in cui amai Boheme - opera che tutt'ora apprezzo. Comunque sia per quanto io possa non-reggere una qualsiasi delle sue opere, trovo sempre un tema, un  momento, un dettaglio d'orchestrazione, una parte di libretto, un matrimonio tra parola e musica che mi affascina e mi fa ritrovare col M° Puccini una sorta di feeling - abbiamo, devo ammettere, una vera e propria relazione di amore-odio [sarà perché non lo posso cantare!]

Tornando alla nostra Tosca,l'ultima rappresentazione a cui ho assistito è stata quella del 2010 - che poi, è anche il più recente allestimento del Carlo Felice, tolto quello presente - e mi ricordo che, pur essendo io agli inizi del mio percorso musicale, avevo apprezzato la messa in scena, i cantanti e... la musica! Ovviamente non ricordo nulla di più o di specifico, né a cui tempi mi preoccupavo troppo di informarmi o leggere per bene il libretto - se non per opere che amavo - andavo a teatro e come per i primi ascoltatori ai tempi della prima dell'opera (in questo caso il 14 Gennaio del 1900) mi facevo invadere da suono, testo, libretto, voci, orchestra, parole, sonno...  e chi più ne ha più ne metta. 

Ora non mi faccio più fregare, o meglio, ci provo. Il vantaggio è che grazie al Conservatorio ho il privilegio e l'onore di assistere alle prove e quindi posso entrare più lentamente nel mood dell'opera, capirne i dettagli, apprezzarne meglio il libretto, seguire l'evoluzione dell'orchestra, tenere conto dei passi complessi e dei punti rischiosi, vedere la costruzione e ammirare l'evoluzione scenica e la trasformazione degli interpreti giorno dopo giorno, per poi ritrovare il tutto condensato nell'arco di tre ore davanti ai miei occhi. Una vera e propria meraviglia. 

Di Tosca mi sono gustata il libretto come solo di poche opere ho fatto - Otello e poche altre - la sua fantastica e mirabolante orchestrazione ed variabilità tematica, la sua faccia cinematografica che il grande Livermore esalta con maestria. Mi sono lasciata trasportare.. e la magia ha preso forma. 






Eccoci arrivati finalmente alla spero concisa, ma completa, recensione di questo allestimento. 

Io ho assistito alle prove e alla recita della I compagnia del 23 Dicembre - spero di riuscire ad andare anche a quella del 30!

Cominciamo dal titolo, Tosca è Maria Guleghina, che avevamo già incontrato qui nel teatro genovese nei panni di Lady Macbeth dove aveva brillato, mentre adesso risulta una vera delusione - data anche la frequentazione che la cantante che del ruolo - a discapito di quanto ho letto di qua e di là ella non è quasi per nulla aderente al personaggio, la sua interpretazione è inappropriata, poco lavorata, molto lontana dalla volontà del regista; si muove in scena per posizioni, la gestualità è meccanica e l'espressione priva di verità scenica e legame interiore. Dal punto di vista vocale si rivela una discreta Tosca, con molti problemi, sia di intonazione sia di pronuncia - la prima risulta vaga e incerta la seconda poco italiana [n.d.a. ma fosse questo il problema!!] e appena scandita; sul versante musicale e vocale, ritroviamo un legato gestito con maestria, ma con poca duttilità, i centri che risuonano e risultano belli, tondi e marcati, come la zona grave, ma gli acuti un po' fissi e lanciati, la pronuncia e la musicalità in essi si perde. La protagonista si salva un poco nel Vissi d'arte, che dal punto di vista vocale continua a non convincere pienamente, ma dove l'interpretazione più aderente al personaggio ed al libretto e l'uso della parola emozionale, riesce a trasportarci e a farci vivere un momento di vera sospensione temporale e simpatia emotiva. L'intonazione ed il rispetto della partitura sono misere per un'artista del suo livello. Più Fosca che Tosca, direi. Roberto Aronica interpreta il coraggioso Cavalier Cavaradossi, mette in scena un personaggio piuttosto convincente, anche se le difficoltà del ruolo e delle scenografia e regia lo tradiscono e lo rendono un po' più Roberto che Mario. I suoi momenti lirici risultano ben gestiti, anche se Recondita Armonia patisce di un vibrato caprino leggero dato forse dall'altezza - fisica! -  a cui canta o dall'emozione, la parte musicale è curata, l'intonazione puntuale, gli acuti ben gestiti anche se di tanto in tanto un poco stretti. Un distinto debutto in Scarpia per Carlos Alvarez, che ritroviamo sul palcoscenico del Carlo Felice da Otello - meravigliosamente messo in scena l'anno passato in questo stesso periodo con la regia di Livermore - egli ha una giusta presenza scenica coesa al personaggio, una voce timbrata anche se meno presente rispetto all'anno passato - forse dato anche da un organico un poco più vasto - grande precisione musicale, bravura nel rendere le sfaccettature del personaggio e intelligenza nel sacrificare acutamente, in certi punti, la vocalità perfetta all'interpretazione avvincente. Tra i comprimari un ottimo Spoletta di Enrico Salsi dalla pronuncia chiara e dalla voce timbrata e squillante, un Sagrestano divertente e bonario (Armando Gabba - in sostituzione del povero Claudio Ottino inforunatosi sulla scena che da oggi riprende il suo ruolo), ben delineato scenicamente, ma poco presente vocalmente il fuggiasco Angelotti di Giovanni Battista Parodi, giusti Davide Mura (Sciarrone) e Cristian Saitta (Carceriere). 
Una nota di merito all'intonato e diligente Pastorello di Filippo Bogdanovic. Ottime e realistiche le prestazioni dei figuranti e dei mimi, con una menzione speciale per "l'angelo" (una famosa statua presente a Castel Sant'Angelo). 

Degna di merito la prestazione dell'Orchestra del Teatro e di tutta la macchina scenica. Il coro svolge bene il suo ruolo anche se, talvolta, sovrasta le voci in scena. 
Discreta la prestazione del Direttore d'Orchestra Stefano Ranzani, di cui non riesco a capire neppure l'attacco iniziale... 
Belli e curati i costumi di Gianluca Falaschi.
Ottime la regia, la scenografia e le luci di Davide Livermore che come sempre stupisce ed offre nuove visioni di opere già macinate, aprendo una finestra alle possibilità tecniche che offre la nostra epoca e avvicinando un pubblico anche meno esperto e/o abituato al cinema attuale, fatto, quest'ultimo, di movimenti veloci, realismo, effetti speciali e stacchi sorprendenti. Livermore fa riscoprire il piacere dell'opera a chi già la ama e la rende accessibile e snella a chi non la frequenta. L'arte del meravigliare, del sorprendere e dello stupire. Egli in questa regia sfrutta a pieno la vena cinematografica che Puccini, Illica e Giacosa propongono, eseguendo mutamenti di prospettiva, tagli, primi piani, ottenuti grazie alle luci, alla gestione della scena e al rispetto e alla conoscenza della partitura e del libretto. Stupendo l'uso di prospettive nuove e piani inclinati mirabolanti. Perfetta la volontà di coinvolgere lo spettatore anche con l'olfatto - come già anticamente nei teatri di prosa era successo - inserendo un pronunciato odore di incenso all'entrata in sala e al primo atto che si svolge in chiesa - inserendoci ancora di più in una dimensione. 

Infine da notare il salto di qualità fatto con dei sovratitoli curati e puntuali e un buon libretto lavorato nell'impaginazione come nei contenuti (anche se ci aspettavamo qualche saggio in più!). 


Andateci!!

Giorgia







venerdì 7 novembre 2014

Mi hanno rapito

Niente paura, scherzo!

Anzi no in realtà non scherzo... Però non intendo quello che state pensando, oppure si...

Quando Giorgia mi ha invitato ad andare a Teatro, beh, mi sono chiesto se ne sarebbe valsa la pena, dopo l'intensa giornata passata a correre dietro a tutti gli impegni. Però mi sono fatto forza e, auto-convintomi che sarebbe stata comunque un'esperienza positiva (c'è sempre da imparare), ho salito i vari gradini di marmo (un po' ce ne sono purtroppo, ma non disperate, c'è anche l'ascensore!), un piede dopo l'altro, del Carlo Felice. Entrato nella sala colma di gente ho pensato "chi me l'ha fatto fare", pensando già alla quantità di colpi di tosse, starnuti, nasi soffiati, caramelle aperte proprio durante un pianissimo (penso che sia la cosa più fastidiosa che possa capitare in un teatro),  ecc.

Ed ecco che entrano in scena i due rapitori (ok, uno c'era già dal momento in cui ho messo piede nel teatro, serpeggiante tra la gente ed onnipresente): la GOG (chi ha detto che non possa rapire?) e Ilya Gringolts, associazione ospitante e violinista.

Programma: 24 capricci per violino solo, op. 1 di Paganini. Nonostante la mia genovesità devo ammettere di non aver mai ascoltato Paganini o meglio, mai ascoltato ascoltato. Appena letto il programma mi sono gettato le mani nei capelli: "saranno tutti uguali", "chissà se mi addormento", ecc., tutti pensieri che ritengo plausibili andando a sentire un concerto monografico (passatemi il termine).

Parte Gringolts, subito ha tentato di adescarmi con i soliti trucchetti: bel suono, intonato, tecnica perfetta, un bel gioco di piani e di forti. Tutte proposte veramente allettanti, ma fino alla pausa (dopo i primi 12 capricci), non mi sono fatto fregare, la mamma mi ha sempre redarguito di non accettare "caramelle" dagli estranei.

Torna Gringolts, questa volta con un piglio più deciso, quasi a dire: "Va bene, non ti piacciono le caramelle alla precisione tecnica? Beccati questo!". E ha cominciato a "condire" le sue "caramelle" con una estrema dose di trasporto e sentimento: passione!
A questo punto non ho resistito, mi sono fatto intrappolare come un allocco e non ho staccato gli occhi da lui fino al bis, poi è uscito durante gli applausi e non l'ho più visto. Lui e la sua ospite mi hanno fregato e mi hanno rapito, portandomi in un posto fatto di musica e nuvole (romanticone, mi direte: e, sì, avete ragione).

Tornato a casa mi sono accorto di essere affetto da Sindrome di Stoccolma.

Mi toccherà salire ancora quei gradini marmorei.

Un ammiratore di Giorgia

lunedì 3 novembre 2014

da anNotare - Novembre 2014 [1]

Bentornati :)

ecco gli eventi chiave della settimana...

iniziamo col botto con il Gog concerto del lunedì proseguendo con un in crescendo di musica e ballo.

Lunedì 3 Novembre
ore 21
Teatro Carlo Felice

GOG presenta:

Ilya Gringolts

programma:


Niccolò Paganini
24 Capricci per violino solo op. 1


Dopo aver studiato violino e composizione a San Pietroburgo, Ilya Gringolts ha frequentato la Juilliard School dove ha avuto come insegnante Itzhak Perlman. Nel 1998 ha vinto a Genova il Premio Paganini e nel 2006 un Gramophone Award. Si è esibito con la Bamberg Symphony, la Filarmonica di Copenaghen, l’Orchestra Sinfonica della BBC, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra Filarmonica Israeliana, la Chicago Symphony Orchestra, la London Philharmonic e l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo. Ilya Gringolts suona uno Stradivari degli anni 1718-1720. I ventiquattro Capricci di Paganini costituiscono il vertice della produzione violinistica del genio genovese, ammirato dai più famosi musicisti dell’epoca. Schumann, Liszt e Chopin ne furono impressionati. Un amico di Schubert ha riferito che il grande musicista viennese ascoltando Paganini disse: “Nell’Adagio ho sentito cantare un angelo”.

Info biglietti qui.


Martedì 4 Novembre
ore 20:30
Teatro Carlo Felice


MARK MORRIS DANCE GROUP
Excursions 2014 Tour


Coreografo Mark Morris
disegno luci Paul Palazzo - Nicole Pearce - Nick Kolin - Michael Chybowski


Interpreti:
Ballerini: Max Cappelli-King - Lauren Grant - Laurel Lynch - Stacy Martorana - Dallas McMurray - Brandon Randolph - Billy Smith - Noah Vinson - Jenn Weddel
Musicisti: Yegor Shevtsov - Georgy Valtchev

Programma:
Italian Concerto
Excursions
-Intervallo-
Words
Jenn and Spencer
Polka
Musica di J. S. Bach, S, Barber, F. Mendelssohn-Bartholdy, H. Cowell, L. Harrison

Altre info qui.


Giovedì 6 Novembreore 21
Palazzo Ducale

GOG presenta:

Philippe Daverio - Verdi nel secolo lungo della modernità
Conferenza


Ingresso Libero.



Venerdì 7 novembre 
ore 16
Auditorium E. Montale

Luisa Miller
relatore Athos Tromboni

Ingresso Libero

Altre info qui.


Venerdì 7 Novembre
ore 20:30
Teatro Carlo Felice

Andrea Battistoni, direttore
Kyoko Takezawa, violino
Orchestra del Teatro Carlo Felice

Alle ore 19 nel primo foyer, il concerto sarà preceduto da una prolusione a cura di Andrea Battistoni.

Programma:

Dmitrij Šostakovič
Cinque frammenti, op. 42
1. Moderato 2. Andante 3. Largo 4. Moderato 5. Allegretto

Jean Sibelius
Concerto per violino e orchestra in re minore, op 47
Allegro moderato - Adagio di molto - Allegro ma non tanto

Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 5 in do minore, op. 67
Allegro con brio - Andante con moto - Allegro - Allegro/Presto



lunedì 27 ottobre 2014

da anNotare... - Ottobre 2014 [1]


dal 23 al 29 Ottobre 2014

Grito - Suite Sevilla
Teatro Carlo Felice

Prima 23 Ottobre 2014 20:30
24 Ottobre 2014 20:30
25 Ottobre 2014 20:30
26 Ottobre 2014 15:30
28 Ottobre 2014 20:30
29 Ottobre 2014 15:30


Ballet Nacional de España
Antonio Najarro, direttore della compagnia
Orchestra del Teatro Carlo Felice e partecipazioni.

Durata dello spettacolo:
1ª parte GRITO durata 37 minuti
Intervallo
2ª parte SUITE SEVILLA durata 70 minuti

GRITO
Coreografia: Antonio Canales
Musica: José Mª Bandera, José Carlos Gómez, José Jiménez "El Viejín"
Disegno Luci: Sergio Spinelli
Ideazione costumi: Pedro Moreno
Realizzazione costumi: Pipa e Milagros "En escena" e González
Calzature: Gallardo
Durata: 30 minuti

SUITE SEVILLA
Ideazione, coreografia e allestimento: Antonio Najarro
Musica: Rafael Riqueni, Miguel Rivera e Diego Losada
Direttore d'Orchestra: José Antonio Montaño
Direzione Musicale e arrangiamenti: Omar Acosta
Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova
Adattamenti per l'orchestra: Omar Acosta e Arturo Tamayo
Testi: Gerardo Diego
Disegno luci e scene: Felipe Ramos
Disegno Costumi: Antonio Najarro
Assistente costumi: José Antonio Arroyo
Suono: Javier Álvarez
Video: César San Bruno
Assostente Costumi: José Antonio Arroyo
Relizzazione costumi femminili: Pipa e Milagros "en escena"
Realizzazione costumi maschili: González
Abiti torero e mantello: Maestra Naty
Colorazione abiti di scena: María Calderon
Calzature: Gallardo
Durata 70 minuti


In Suite Sevilla, Antonio Najarro dà vita a una nuova creazione che mescola la danza classica spagnola con nuove tendenze, tanto in ambito musicale quanto in quello coreutico, con un linguaggio che caratterizza il suo stile coreografico.
La partitura di Rafael Riqueni richiama l'atmosfera e le tradizioni dell'Andalusia. Per descrivere i paesaggi della Spagna del sud, il suono delle chitarre flamenche si unisce agli altri strumenti musicali tipici del flamenco. Le musiche, che il compositore ha ideato a Madrid, lontano dai paesaggi tra i quali è nato, riportano il suo tono nostalgico.
La coreografia Suite Sevilla è stata insignita, nel 2012, del Premio del pubblico come miglior spettacolo di danza della stagione nella XXI edizione nell'ambito dei Premios Teatro De Rojas di Toledo.


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27 Ottobre 2014
ZHU XIAO MEI
ore 21
Teatro Carlo Felice


Zhu Xiao Mei, pianoforte


Programma:
Johann Sebastian Bach

Aria mit verschiedenen Veränderungen BWV 988 (Variazioni Goldberg)

Zhu Xiao-Mei occupa un posto speciale nel mondo musicale di oggi, appare in pubblico solo per eseguire lavori particolarmente impegnativi che lei stessa definisce “montagne dell’anima” e le cui interpretazioni sono maturate attraverso un approfondito lavoro di analisi e studio. La sua carriera ha avuto uno sviluppo molto particolare: nata a Shanghai, introdotta alla musica dalla madre in tenera età, era già apparsa in radio e televisione quando aveva solo otto anni; i suoi studi vennero interrotti nel periodo della Rivoluzione Culturale. Dopo cinque anni in un campo di rieducazione al confine con Mongolia, tornata a Pechino si è diplomata presso il Conservatorio, quindi ha lasciato la Cina non appena il regime ha dato i primi segnali di apertura verso il mondo. Insegna presso il Conservatoire National Supérieur de Musique de Paris. Alla sua autobiografia La rivière et son secret è stato assegnato il Grand Prix des Muses nel 2008.

Concerto organizzato da GOG, info qui.

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29 Ottobre 2014
Tumore al seno: il futuro ha bisogno di tempo - Conferenza aperta al pubblicoore 18
Teatro Carlo Felice

Locandina con info 

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Venerdì 31 Ottobre 2014
ore 20.30
Teatro Carlo Felice


Andrea Battistoni, Direttore
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Pablo Assante, Maestro del Coro

Programma:

Giuseppe Verdi

Sinfonia da Luisa Miller
Si ridesti il leon di Castiglia” da Ernani
Coro di Zingari da Il trovatore
Preludio atto I e III da La traviata
Va’ pensiero, sull’ali dorate” da Nabucco
Sinfonia da Giovanna d’Arco
Patria oppressa” da Macbeth

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Romeo e Giulietta ouverture-fantasia in si min.


Biglietti a partire da 10€ con posto assegnato.

Le cifre incassate dalla vendita dei biglietti, o raccolte nelle urne a cura della Croce Rossa Italiana, confluiranno nell'iniziativa di raccolta fondi promossa da IL SECOLO XIX, Corriere Mercantile, Primocanale, Specchio dei Tempi, in collaborazione, con UNICREDIT e saranno versati dalla Fondazione Teatro Carlo Felice alla ASSOCIAZIONE NOI DI UNICREDIT ONLUS IBAN: IT93V0200801400000103208334,
causale: alluvione Genova 2014.

Il pubblico, direttamente presso la biglietteria del Teatro, potrà decidere la somma da devolvere, scegliendo l’offerta tra vari scaglioni di biglietto: da un massimo di € 500 fino ad un minimo di € 10 con possibilità intermedie di € 250, € 100, € 50, € 20.
Nel corso della serata sarà inoltre possibile devolvere ulteriori somme nelle urne posizionate in teatro.
Chi non potesse partecipare alla serata, ma volesse comunque aderire all'iniziativa, effettuando un versamento, è invitato ad utilizzare le coordinate di cui sopra.
















domenica 26 ottobre 2014

Spagna


Ah, la Spagna! Quando sentiamo parlare di Spagna non possono che venirci in mente l’estate, i colori, Dalì, il flamenco, il gazpacho, Gaudì, le nacchere, Barcellona, le chitarre, le tapas, una musica ritmata dal sapore calorosamente latino, Picasso, Madrid, il mare, il fantastico Jamon, una spolverata (nel Sud abbondante come il parmigiano sulla pasta al pomodoro, pardon come il riso nella paella) di Arabia e potrei continuare così…

Tutto questo (in realtà non proprio tutto :) ) lo trovate a pochi passi da voi, non a quei 700 km (per colui che vi scrive)!

- “Dove?”

Al Carlo Felice!

- “Al Carlo Felice ?!?! Sto qua ci prende per scemi!”.

Ebbene no, ammetto che messa così sembro piu Mastrota (no, non c’è né bicicletta né set di pentole in omaggio), ma vi volevo raccontare quanto mi sia piaciuto il balletto che sta andando in scena nel nostro Teatro.
Solo che ho scoperto di non essere poi molto bravo nelle descrizioni, cosi ho deciso di non anticiparvi niente, ma dirvi solo che io ci tornerò sicuramente Martedì sera alle 20:30, oppure Mercoledì pomeriggio alle 15:30 (sono le ultime due repliche, sigh), oppure ad entrambe!
Che dirvi, ci vediamo al Carlo Felice, Hasta la Vista!

giovedì 23 ottobre 2014

Eccomi! in lieta vesta...


Eccomi! - dice(va) la bella Giulietta de I Capuleti e i Monchecchi del buon Vincenzo (Bellini). 

Sì! Sono tornata.. Mi mancava scrivere qui! Dopo quasi un anno e mezzo di sacrifici per informare, divulgare e cercare quindi di dare visibilità al blog, ho lasciato le redini.
 C'è da dire, a mia discolpa, che ero e sono parecchio immersa negli impegni che via via vado incontrando, ma mi piacerebbe poter continuare - almeno di tanto in tanto - a informarvi e a parlarvi di quest'arte a me così cara.  
 Sono successe una marea di cose e non starò qui a raccontarvele, perché un po' non vi interesseranno e un po' non c'è né tempo né spazio abbastanza (la verità è che non saprei da dove cominciare, ne come articolare il discorso.. povera me..anzi poveri voi!).
 Comunque per farla breve, l'anno scorso ero arrivata al punto di andare ad ascoltare i GOGConcerti di rado, quando la pigrizia, dopo una intensa giornata di lavoro, veniva sconfitta dalla curiosità e dalla volontà di ascoltare ottima musica. Il problema era che poi Pigrizia si ripresentava armata di tutto punto e mi faceva passare la voglia di scrivervi le mie impressioni sui concerti e sugli spettacoli; in più, mi ero convinta del fatto che le mie opinioni non valessero nulla, il che è possibilissimo tutt'ora. Solo che ho pensato "ma perché no?". E poi, vi dirò, sempre a mia discolpa, all'inizio questo blog era nato come un mezzo per diffondere informazioni, favorire il dibattito, per esprimere le proprie opinioni, e personalmente era anche un modo, come un altro, per articolare un discorso semi-compiuto su ciò che il concerto, l'evento o l'opera in questione mi avevano offerto. Un mezzo, quindi, per proporvi una visione diversa, forse no, ineccepibile, assolutamente no... per proporvi una visione, da spettatrice, da musicista, da cantante, da ascoltatrice. Una visione non sempre concorde alle critiche giornalistiche. 
 Comunque, fatto sta, tutto questo si era trasformato, poi, in un tour de force autoinflitto (!!!) di mille rubriche su svariati temi, con un sacco di collaboratori... che ovviamente è diventato ingestibile ed anche un po' antipatico
 Non sapete, tra l'altro, quanto mi dispiaccia non leggere più ogni mese, quelle bellissime e divertenti, nonché interessanti e divulgative, Recensioni Emotive del grande Ste Tirasso. Eh... che ci devo fa'? Me la sono cercata.

Dunque oggi, però, sono tornata.. dopo un lungo lungo silenzio... fatto anche di una gran quantità di bozze abbozzate, mai finite e quindi mai pubblicate. 
Oggi sento una spinta positiva (speriamo che duri...) nel rimettermi qua a scrivervi, quindi così farò, ma sia chiaro - soprattutto per me - senza alcun tipo di scadenza o cadenza: pubblicherò quel che mi è possibile, in tempi umani. Per ovvi motivi le recensioni degli spettacoli e il calendario degli eventi consigliati li pubblicherò con i tempi consoni. 
Oggi voglio anche ringraziare tutti coloro che continuano a mandare mail nella nostra casella di posta, tanto da averla intasata, non sapete quanto piacere mi faccia leggervi. 

E ora, iniziamo!

Le stagioni... quelle teatrali.

Anche quest'anno la GOG propone dei meravigliosi concerti, con ospiti davvero d'eccezione - e non posso neppure citarli perché dovrei citare l'intera stagione!!. Detto ciò il calendario lo trovate qui in formato PDF e qui formato web (con possibilità di acquistare i biglietti online e leggere qualche informazione in più sui musicisti che parteciperanno).  
 Come al solito di sono delle agevolazioni per i giovani, per coloro che frequentano il Conservatorio e per gli iscritti all'associazione La Barcaccia, quindi non perdete l'occasione di far un abbonamento all'intera trafila di concerti a un prezzo che ha dell'inverosimile. 
Per leggere tutte le info riguardanti i prezzi andate a curiosare qui.


Il Carlo Felice resiste... grazie al cielo.. - a sentire alcuni è preferibile che fallisca... ma io sono di tutt'altra opinione(!!!). Povera Italia!
La stagione è ricca - anche visti i tempi che corrono.
La trovate qui: Opera, Sinfonica e Balletto.
Inoltre siamo in attesa di un concerto per sostenere coloro che sono stati colpiti dall'alluvione, i cui protagonisti saranno probabilemente il M° Andrea Battistoni (direttore) e l'Orchestra del Teatro (Carlo Felice, ovviamente).


Una stagione che sta per terminare è quella dell'Opera Giocosa, che conclude il suo lavoro con niente poco di meno che il Falstaff (tratto da W. Shakespeare) di Giuseppe Verdi.


Anche il Conservatorio Paganini promette bene dall'ultima newsletter che ho ricevuto.... 


Al più presto pubblicherò una lista con gli appuntamenti consigliati per le prossime settimane! Passate a trovarmi ;)

A presto!!
















martedì 31 dicembre 2013

"Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" ? - Auguri e invito alla CULTURA, invito all'ITALIA.

Oggi termina la nostra avventura del 2013.

E presto ne inizierà una nuova, nel 2014

Che dirvi, sono felice, felice che il nostro blog nato dal nulla, come un'idea, un miraggio, sia ora abbastanza seguito e sia, soprattutto, un mezzo per diffondere cultura, opinioni e idee. 

Nella nostra piccola realtà genovese, noi giovani, speriamo che anche in tempo crisi, la cultura possa essere capofila - in quest'Italia che pare vada lentamente disgregandosi. 
Cerchiamo, per quanto possibile, di valorizzare il nostro territorio e le nostre arti, tutte, partendo da noi stessi - parlo perlomeno per me - provando a conoscere più a fondo ciò che ci circonda con tanta curiosità, con stupore e anche con razionalità ed un pizzico di intelligenza

Augurandovi un 2014 pieno di belle sorprese, scoperte, felicità e serenità, vi lascio con quest'intervista a Davide Livermore - regista del meraviglioso Otello messo in scena in questi giorni al Carlo Felice, di cui vi prometto una recensione ben ragionata e più esaustiva possibile.

Augurandomi che in Italia le cose cambino (non "che tutto cambi...") in meglio, che si possa valorizzare a pieno l'Arte, tutta. 

Vivete Felici.



Giorgia. 




sabato 28 dicembre 2013

10 - Recensioni Emotive [Rubrica a Fumetti]

Ed eccoci alla nuova Recensione Emotiva! La recensione numero 10, l'ultima del 2013. 
Ringrazio ancora una volta La Crisi Genovese per avermi dato l'opportunità di tenere questa rubrica, augurandole (ed augurandomi) che possa proseguire più a lungo possibile :)
Ste Tirasso_


mercoledì 18 dicembre 2013

Settimana al Carlo Felice, novità e prove di Otello

Questa settimana è meravigliosa, a parte l'influenza incalzante e due tonsille grandi come palle da biliardo, la musica regna sovrana - e dunque, mia felicità è grande... e non solo per questo motivo :D . 

Lunedì  ero alla GOG a godermi il bel concerto tutto dedicato a Bach, vocale e strumentale. Ve ne parlerò, statene certi! Ieri ho assistito alle favolose prove di Otello - mia opera verdiana preferita - messainscena che vi consiglio di andare ad ascoltare e vedere dal 27 Dicembre (fino al 5 Gennaio): diretta dal mitico Battistoni, con una regia favolosa e dei cantati d'eccellenza, sopratutto in prima compagnia. Oggi, invece, a causa dell'influenza la mattina è dedicata al "riposo", ma il pomeriggio e la sera sono, invece, costellati di eventi: prove di Otello, l'incontro musicale - scientifico "Ehi, dottore, una parola!" (18:00) e quello tutto da ridere sonoramente di "gli elisir di Dulcamara... e i veleni di Iago" (21:00), non so se riuscirò a vederli tutti... 

Domani ci saranno i bellissimi "Aperitivi in Jazz" (19:00), questa settimana dedicati a Fellini e le "Conferenze Illustrative" (17:00), dove protagonista è Otello.

Domenica non perdetevi alle 11 l'appuntamento con "I Concerti della Domenica Mattina" con i ragazzi del Coro di Voci Bianche del Carlo Felice. 

Tutti gli eventi che vi ho proposto sono a ingresso libero. Il teatro si è proprio aperto alla città. Buon ascolto. 

Ecco maggiori info sugli eventi: 

"La medicina del terzo millennio, un medico con la gente"“Ehi, dottore, una parola!” – I nuovi incontri del Fuori Teatro.
Il celebre verso del Barbiere di Siviglia rossiniano diviene il curioso titolo di un nuovo format che confluirà, ampliandone offerta e contenuti, nella stagione Fuori Teatro del Carlo Felice di Genova organizzata in collaborazione con Qui! group.
L’appuntamento pilota con cui si inaugura questa nuova linea di incontri, di cui a breve saranno trasmesse tutte le date, saràmercoledì 18 Dicembre alle ore 18 nel Foyer del Teatro.
“La Medicina del terzo Millennio: un medico con la gente” è il tema dell’evento che vedrà in qualità di relatore il Prof. Giuliano Reboa, chirurgo genovese di fama internazionale, il cui intervento, impreziosito da alcuni intermezzi musicali attinenti al tema dell’alimentazione, si pone l’obiettivo di rompere il diaframma divisorio che, negli ultimi trent’anni, si è interposto tra medico e paziente per ragioni politiche, burocratiche, economiche, che nulla hanno a che vedere con la salute della gente e con la professione medica. 
Con l'intervento musicale del baritono Claudio Ottino e del tenore Manuel Pieratelli accompagnati al pianoforte dal M° Sirio Restani.
L’incontro sarà animato dalla presenza in sala dei frizzanti conduttori del Carlo Felice Streaming TV,Massimo Arduino e Simone Brizio, che presenteranno l'incontro e affiancheranno il prof. Reboa nel destreggiarsi tra i quesiti del pubblico in sala , ristabilendo di fatto quel filo diretto tra il Medico e la gente che è l’obiettivo cardine dell’evento.Al Carlo Felice verranno trattati a diretto contatto con il pubblico argomenti di estremo interesse, quali la prevenzione delle malattie, i corretti stili di vita, il tema della alimentazione sia nell’individuo sano che nei pazienti affetti da disturbi dell’apparato digerente, i grandi progressi della chirurgia di oggi. L’incontro sarà animato anche dalla presenza in sala dei frizzanti conduttori del Carlo Felice Streaming TV, che presenteranno la serata e porranno al prof. Reboa i quesiti del pubblico in sala e di quello virtuale, ristabilendo di fatto quel filo diretto tra il Medico e la gente che è l’obiettivo cardine dell’evento.


gli elisir di Dulcamara... e i veleni di Iago
storie di illustri cialtroni
opera buffa da camera scritta e musicata da Luigi Maio

Regista e "Musicattore"® Luigi Maio
attrice Marina Maselli
flauto Stefania Morselli
violino Roberto Piga
pianoforte Enrico Grillotti

Un’opera buffa da camera, di cui il poliedrico Musicattore® genovese, vincitore del Premio Ettore Petrolini e del prestigioso Premio Nazionale dei Critici di Teatro, ha anche firmato testo, musiche e regia, e con cui offre ancora una volta l’occasione per una scanzonata e profonda riflessione: Verdi sarebbe contento dell’odierna crisi culturale?
La risposta ce la darà il perfido alfiere di Otello, Iago: con un ironico coup de théâtre, Maio contrapporrà, secondo il suo stile, il machiavellico Vilain elisabettiano al cialtronesco e simpatico Dottor Dulcamara, passando da Donizetti a Verdi e citando Hoffmann, Collodi e Shakespeare! 
Un ironico pretesto per introdurre i personaggi dell’Otello di Verdi e Boito e confrontare le oscure trame d’illustri ingannatori della letteratura per grandi e piccini (dalle truffe del Gatto e la Volpe di Collodi alle stregonerie dell’ottico Coppelius di Hoffmann, approdando agli intrighi dello scellerato shakespeariano ai danni di Desdemona) con gli squallidi maneggioni d’oggidì. 
Lo spettacolo prevede in scena – oltre a quella del Musicattore® – anche la presenza dell’attrice Mirella Maselli e dell’affiatato trio musicale che vede Stefania Morselli al Flauto, Roberto Piga al Violino e l’immancabile Enrico Grillotti al Pianoforte.

Ingresso libero 



19 dicembre 2013
Conferenze Illustrative: credo in un Dio crudel: Otello da Shakespeare a Verdi, relatore Roberto Iovino


Giovedì 19 dicembre 2013 ore 19.00
Foyer Teatro Carlo Felice 
FELLINIJAZZ
Omaggio a Federico Fellini
Enrico Pieranunzi pianoforte 
Mauro Beggio batteria
Luca Bulgarelli contrabbasso
22 dicembre 2013 ore 11.00


Concerti della Domenica Mattina 
Coro di voci bianche del Teatro Carlo Felice
Gino Tanasini, direttore
Enrico Grillotti, pianoforte



Buona Giornata,
Giorgia

martedì 10 dicembre 2013

Musica poetica 5

Non disprezzare il poco, Stefano Benni





Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza
L'umile, il non visto, il fioco, il silenzioso
Perché quando saranno passati amori e battaglie
Nell'ultimo camminare, nella spoglia stanza
Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara
Ma braci, un sorso d'acqua, una parola sussurrata, una nota
Il poco, il meno il non abbastanza.

Stefano Benni


Bach-Variazioni Goldberg: Aria, Glenn Gould


Ritengo davvero che questo post si spieghi da solo. Poche parole, poche note: la perfezione assoluta, l'estasi, il Noumeno.

lunedì 9 dicembre 2013

Genova

In attesa del GOGconcerto di stasera, dato che non riesco a postare l'annotare della settimana, vi offro una poesia, delle immagini e una sinfonia tutte dedicate alla settimana appena trascorsa.















Ed ora sono spariti i circoli d'ansia
che discorrevano il lago del cuore
e quel friggere vasto della materia
che discolora e muore.
Oggi una volontà di ferro spazza l'aria,
divelle gli arbusti, strapazza i palmizi
e nel mare compresso scava
grandi solchi crestati di bava.
Ogni forma si squassa nel subbuglio
degli elementi; è un urlo solo, un muglio
di scerpate esistenze: tutto schianta
l'ora che passa: viaggiano la cupola del cielo
non sai se foglie o uccelli - e non son più.
E tu che tutta ti scrolli fra i tonfi
dei venti disfrenati
e stringi a te i bracci gonfi
di fiori non ancora nati;
come senti nemici
gli spiriti che la convulsa terra
sorvolano a sciami,
mia vita sottile, e come ami
oggi le tue radici.

Tramontana - E. Montale
Ossi di Seppia (1925)







martedì 3 dicembre 2013

Musica Poetica 4

Le confiteor de l'Artiste, di Baudelaire 

Per questo post devo ringraziare una persona straordinaria che ho conosciuto in questi giorni in un luogo pieno di magia. Non pensavo fosse ancora possibile l'esistenza di persone simili e questo ragazzo mi ha proprio conquistato. A lui devo un miglioramento delle mie conoscenze di Parigi e Baudelaire, di cui mi ha proposto questa poesia che poi ha tradotto lui stesso in modo direi eccellente. Adesso é la mia preferitaGrazie mille Nicolò.



Caspar David Friedrich: Der Mönch am Meer, 1808-1809

Le Confiteor de l'Artiste
Que les fins de journées d’automne sont pénétrantes ! Ah ! pénétrantes jusqu’à la douleur ! car il est de certaines sensations délicieuses dont le vague n’exclut pas l’intensité ; et il n’est pas de pointe plus acérée que celle de l’Infini.Grand délice que celui de noyer son regard dans l’immensité du ciel et de la mer ! Solitude, silence, incomparable chasteté de l’azur ! une petite voile frissonnante à l’horizon, et qui par sa petitesse et son isolement imite mon irrémédiable existence, mélodie monotone de la houle, toutes ces choses pensent par moi, ou je pense par elles (car dans la grandeur de la rêverie, le moi se perd vite !) ; elles pensent, dis-je, mais musicalement et pittoresquement, sans arguties, sans syllogismes, sans déductions. Toutefois, ces pensées, qu’elles sortent de moi ou s’élancent des choses, deviennent bientôt trop intenses. L’énergie dans la volupté crée un malaise et une souffrance positive. Mes nerfs trop tendus ne donnent plus que des vibrations criardes et douloureuses. Et maintenant la profondeur du ciel me consterne ; sa limpidité m’exaspère. L’insensibilité de la mer, l’immuabilité du spectacle me révoltent… Ah ! faut-il éternellement souffrir, ou fuir éternellement le beau ? Nature, enchanteresse sans pitié, rivale toujours victorieuse, laisse-moi ! Cesse de tenter mes désirs et mon orgueil ! L’étude du beau est un duel où l’artiste crie de frayeur avant d’être vaincu. 


Traduzione:
La Confessione dell'Artista
"Oh, come sono penetranti le giornate d'autunno! Ah! Penetranti fino al dolore! Poiché è di certe sensazioni deliziose che il vago non esclude l'intensità; e non c'è punta più acuminata dell'Infinito.
Grande delizia gode colui che annega il suo sguardo nell'immensità del cielo e del mare! Solitudine, silenzio, incomparabile castità dell'azzurro! Una piccola vela che rabbrividisce all'orizzonte e che, per la sua piccolezza e il suo isolamento imita la mia irrimediabile esistenza, melodia monotona dell'onda, in cui tutte le cose pensano attraverso di me o io penso per mezzo di loro (perché è nella grandezza della fantasticheria che il mio io si perde!); esse pensano, io dico, ma musicalmente e pittorescamente, senza arguzie, senza sillogismi, senza deduzioni.
Tuttavia, questi pensieri, che escono da me e che si slanciano, diventano ben presto troppo intensi. L'energia nella voluttà crea una malessere e una sofferenza reali. I miei nervi troppo tesi non danno che vibrazioni rumorose e dolorose.
E ora la profondità del cielo mi costerna; la sua limpidezza mi esaspera. L'insensibilità del mare, l'immutabilità dello spettacolo mi rivoltano... Ah! Bisogna eternamente soffrire o fuggire eternamente il bello? Natura, incantatrice senza pietà, rivale sempre vittoriosa, lasciami! Cessa di tentare i miei desideri e il mio orgoglio! Lo studio del bello è un duello in cui l'artista grida di terrore prima di essere vinto."




Sergei Rachmaninoff, Concerto n. 2: primo movimento (Moderato)

lunedì 2 dicembre 2013

Callas Forever

"Artisti si nasce. E si rimane artisti, anche quando la voce non è proprio una meraviglia.” 
Maria Callas

Ebbene si! Oggi 2 dicembre di esattamente 90 anni fa nasceva Άννα Μαρία Καικιλία Σοφία Καλογεροπούλου, ovvero Maria Callas, la divina cantante che non solo ha segnato un'epoca, ma che ha radicalmente cambiato il mondo dell'opera e del canto lirico. (Google le ha dedicato un Doodle carinissimo per questo giorno!)

Estensione vocale di Maria Callas: fa diesis grave-mi naturale sovracuto

Voglio così condividere una tra le arie più famose in assoluto, "Dov'è l'indiana bruna". (Ovvero l' "Aria dei campanelli") dell'opera "Lakmé" del secondo atto. Originariamente l'aria dovrebbe essere cantata in francese (il titolo esatto infatti è "Où va la jeune Hindoue"), ma esistono più registrazioni in italiano e, tra tutte, quella della Callas è la più impressionante: praticamente 8 minuti di pura tecnica, con passaggi complessi e di agilità e con una tessitura per di più molto alta (l'ultima nota che viene intonata dalla Callas è un mi naturale sovracuto).
Qui si delinea tutta la grandezza di questa meravigliosa cantante che riesce non solo ad essere perfetta in tutti i passaggi (la purezza del suo suono, la chiarezza nella pronuncia e l'intonazione impeccabile rendono la sua voce uno strumento spettacolare) ma anche ad essere molto espressiva (è emozionante ascoltarla, ve lo assicuro).

Ringrazio Giorgia per avermi fatto conoscere quest'aria e -soprattutto- quest'interpretazione :)





Callas, Lakmé: "Dov'é l'indiana bruna"

Buona giornata a tutti! 
Ps. Nel caso vi interessasse, il titolo di questo post è la citazione dell'omonimo film uscito nel 2002 :) se ne avete la possibilità guardatelo :) molto bello!

giovedì 28 novembre 2013

Michelangelo String Quartet - GOGconcerto del 25 Novembre 2013

Ok, non sono una grande esperta di quartetto, ma due note e dico due sul concerto di Lunedì volevo scriverle.
Ho assistito al concerto con Pietro - che è di certo più informato di me a proposito - e abbiamo avuto modo di scambiare opinioni talvolta divergenti sullo spettacolo.  
Il programma si presentava benissimo, interessante e coinciso, con un parte centrale molto bella dedicata al quartetto in Fa Maggiore n. 3 op. 73 - conosciuto anche come Quartetto di Guerra di Dimitri Schostakovich. Le altre composizioni, per completezza, erano Quartettsatz in do minore D 703 di Franz Schubert e quartetto in la minore op. 41 n. 1 di Robert Shumann. 

Ben disposti abbiamo iniziato ad ascoltare. Premesso che siamo d'accordo con l'affermare che il Carlo Felice, per quanto meraviglioso, sia troppo grande e dispersivo, per un quartetto, sia come acustica che come ambiente, vi dirò che la prima parte del concerto mi ha lasciata un po' perplessa.. Come già detto la scelta dei pezzi l'ho molto apprezzata, ma ho trovato - nell'esecuzione del quartetto di Schubert e Schostakovich - delle sbavature, delle cose poco chiare. Un po' l'intonazione, un po' le idee musicali, un po' i timbri degli strumenti e la coordinazione dei quattro. La Seconda parte è stata, invece, magistrale e piena di energia, davvero prefetta e lo stesso si dica anche per il bis (Haydn). 
Che dire.. forse le mie orecchie si sono abituate tardi all'acustica e l'ambiente. Comunque sia, come al solito, una graditissima serata in musica. Ottima musica. 

Ora aspettiamo Kissin, per la prima volta alla GOG lunedì prossimo. 

A presto,
Giorgia

mercoledì 27 novembre 2013

Quozienti Bassi, la raccolta poetica di Giulio Tanasini - Sabato 30 Novembre

Finalmente è giunto il momento! Era un po' che lo aspettavamo, praticamente da quanto, a metà settembre, Habanero aveva annunciato l'uscita del libro di Tanasini. 

La presentazione sarà al Museo d'arte contemporanea di Villa Croce questo Sabato dalle 18.00.


Disse il filosofo udendolo
quel ticchettio dell'orologio
e fraintendendolo
in quanto immagine irreale
di un concetto originale
ma non capendolo, dicevo/ disse:
"come fa a scorrere il tempo?" "colpendolo
col pendolo"
disse allor la pendola
col suo battacchio pendulo


libro a cura di: Edoardo Garlaschi

Giulio Tanasini nasce a Genova nel 1994. Ha un’infanzia felice, una famiglia normale alle spalle e gli piace scrivere. Non sa giocare a calcio. Cresce nella sua città, la città del Mare, come a lui piace chiamarla, appassionato di musica fin da ragazzino suona prima la chitarra elettrica e poi intraprende gli studi di Contrabbasso al Conservatorio “N.Paganini” di Genova. Giulio si diploma al liceo scientifico “G. D. Cassini”, pur non capendo granché la matematica. Comincia l'università di Filosofia parallelamente al Conservatorio, sempre a Genova. Giulio Tanasini potresti essere tu (?). 



Habanero, è già stata sulle nostre pagine per il festival Babel e per i molteplici concerti che offrono. Troviamo sia una bellissima giovane realtà culturale nell'ambiente genovese. Si definiscono "una casa editrice che fa eventi (n. d. a. e che eventi!!) ovvero un'organizzazione di eventi che pubblica libri (n. d. a. e che libri!) 
Tramite la collaborazione con Erga Edizioni, la più antica casa editrice di Genova, pubblicano e promono artisti emergenti con distribuzione nazionale (CDA Bologna)

Libri HABANERO:
La Sindrome di Bob Dylan - Emanuele Podestà, romanzo.
Guida alle più Bastarde vie del Mondo - AA. VV., romanzo.
I Giorni dell' Assenza - Bruno Cicchetti, poesia.
Nuvole del Mattino - Mario Cavo, poesia.
Paura & Delirio a Genova - AA. VV., romanzo.
L' Artigiano Innamorato - AA. VV., romanzo.
Le strade di Rea - AA. VV., romanzo fantasy.
Ceviche a colazione - Roberto Marras, romanzo
Rintocchi d'Ombra - Federico Ghillino, poesia.
Delirio da Luci Compresse - Luigi Tasso, poesia.
Saltare nelle pozzanghere - Francesca Sophie Giona, romanzo.
La Signora del Tango - Bruno Cicchetti, poesia.
Il Graffio nel Cielo - Mario Cavo, poesia.
Storie insensate causate da un ascensore divino - Ivan Scarapazzi, romanzo.
L'Instabile Statica dell'Anima - Tiziano Accatto, poesia.
Hendrix - Piermarco Pederzolli, romanzo.
La Neve Blu - Margherita Massari, romanzo.
La Filosofia della Follia - Roberta Ottonello, romanzo.
Piccoli esorcismi tra amici - Michele Mezzala Bitossi, romanzo.
Tiksi e altre strade - Matteo Rovere, romanzo.
Racconti del disegno oscuro - Mattia Festa, romanzo fantasy.
Anche Robin Hood Piange - Andrea Bonomi, romanzo
Fiabe e qualunquismi senza capo nè soda - Fabrizio Manuguerra, romanzo
Nero e Immobile - Cesare Basile con i Calibro 35, romanzo + cd
Teoria degli schiaffi - Jeffrey Zani, romanzo
Impalcature - Carlo Gallinotti, poesia
Un caruggio e una bottega - Ivaldo Castellani, romanzo
Intuizioni Riflesse, - Stefano Scaranari, poesia
Memorie e racconti - Claudio Gualandri e Franco Ganovelli, romanzo
Con me non devi essere niente - Ilaria Perrone e Michele Mascis, romanzo
Corrosione - Federico Ghillino, poesia
L'eco del torrente in fiamme - Antonio Calabrese, poesia
Disordine Sparso - Graziano Cesarotti, poesia
Tre punti su di me - Claudia Pisani, poesia
Avanti adagio quasi indietro - Roberto Sturlese, romanzo
Lettere da un ammutinamento - Simone Sciutteri, poesia
E berremo acquaragia - Fabrizio Denaro e Giuseppe Graziano, romanzo
Quello che succede a luci spente - Ferdinando de Martino, romanzo 
Preghiere Underground - Tutte le cose inutili, romanzo



Musica Poetica 3

Spleen, di Charles Baudelaire, da "I fiori del male"

Friedrich, "Paesaggio invernale con chiesa"

Testo:

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l'horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;


Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l'Espérance, comme une chauve-souris,

S'en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

Quand la pluie étalant ses immenses traînées
D'une vaste prison imite les barreaux,
Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

Des cloches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrément.


- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l'Espoir,
Vaincu, pleure, et l'Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.




Traduzione:
Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve 

Sull'anima gemente in preda a lunghi affanni, 

E in un unico cerchio stringendo l'orizzonte 

Riversa un giorno nero più triste delle notti; 



Quando la terra cambia in un'umida cella, 

Entro cui la Speranza va, come un pipistrello, 
Sbattendo la sua timida ala contro i muri 
E picchiando la testa sul fradicio soffitto; 

Quando la pioggia stende le sue immense strisce 
Imitando le sbarre di una vasta prigione, 
E, muto e ripugnante, un popolo di ragni 
Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli; 

Delle campane a un tratto esplodono con furia 
Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso, 
Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria 
Che si mettano a gemere in maniera ostinata. 


- E lunghi funerali, senza tamburi o musica, 
Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza, 
Vinta, piange, e l'Angoscia, dispotica ed atroce, 
Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera.



Rachmaninov, Prelude in c sharp minor, Josef Hofmann

In questo caso l'accostamento è stato facile: il suono delle campane così cupo, vivo e vibrante nella poesia di Baudelaire è perfettamente ripreso da Rachmaninov, che sembra davvero ricreare questa atmosfera chiusa e soffocante nelle incalzanti note del suo preludio. Tale è la sintonia dei due autori che, per me, non è possibile staccare un'opera dall'altra. Al pensiero di una, l'altra risponde.

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