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sabato 2 febbraio 2013

Metti un solitario sabato sera.. - recensione informale



Cari lettori, che dire? Questa settimana è stata davvero pesante, così ho deciso di rimanere a casa questa sera per riprendermi un poco! Il lavoro è ancora tanto!
Intanto ne ho approfittato per mettere un po' in ordine le idee sul nostro blog e inserire un po' di eventi nella sezione del calendario e per ascoltare il CD allegato al primo dei quattro Volumi su Verdi (in uscita con La Stampa) che due settimane fa vi avevo consigliato.
Vi dirò che la parte di saggistica non è male, non è ricca, ma dà una buona panoramica del primo periodo del compositore.
Il CD allegato mi piace, sbrigativo - se me lo concedete -, le incisioni sono di buona qualità - anche se tutte "molto antiche" - e comprende brani tratti da Nabucco, I Lombardi alla prima crociata, Ernani, I due Foscari, Giovanna D'arco e Macbeth.
Molto commerciale, incontra i gusti di tutti. Sinfonie, arie e cori.
Sono, perciò, soddisfatta del mio acquisto. Aspetto di avere un poco di tempo per ascoltare e leggere gli altri due volumi! Il quarto, ed ultimo, uscirà la settima prossima.
Del disco in questione vi segnalo le tracce 1 (ottima esecuzione di Serafin della Sinfonia di Nabucco), 3 (aria "Dio di Giuda" eseguita da Gobbi, non male, un po' particolare), 5 ("Surta è la notte - Ernani! Ernani involami..." della Callas, davvero interessante anche se non una delle migliori interpretazioni della cantante), 9 ("Oh ben s'addice.. - Sempre all'alba ed alla sera..." della Tebaldi), 11 ("Fatal mia donna! Un murmure.." sopratutto per l'interpretazione di Warren nel ruolo di Macbeth anche se in questo duetto la Rysanek non mi dispiace affatto (mentre nella traccia 10 non mi è piaciuta..)).

Buona lettura e buon ascolto,
a presto,
Giorgia

domenica 27 gennaio 2013

Il Carlo Felice stupisce con il suo Macbeth!



Dunque, il Macbeth è la decima opera composta da Verdi, opera che è stata riveduta e cambiata molto nel 1865 dal maestro, caratteristica che la porta ad essere considerata un’opera sia “matura” che “giovanile” : tutta la difficoltà dell'interpretazione di questo capolavoro verte all'interno del rapporto tra parola e suono. Il Macbeth è infatti il perfetto connubio tra teatro e musica: non solo vanta una musica estremamente carismatica e piena di espressività propria del suo grande compositore, ma possiede anche una profonda materia teatrale, impregnata di drammaticità, derivata direttamente dall'origine della storia, ovvero la tragedia Shakesperiana. Difatti oramai all'orchestra non è più affidato "solo" - se così si può dire - il compito di accompagnare e seguire la scena, ma è portatrice del discorso ed acquista una voce propria, partecipando attivamente al canto ed all'azione. Ma se vi interessa la trama ed un’analisi generale cliccate qui.

Cominciamo!



La scena che si apre avanti a noiè veramente curiosa, anche se, con il proseguire dell’opera si fa menointeressante, infatti si presentano sempre le proiezioni - peraltro, oseremodire, talvolta pacchiane... - e i teli, che se pur disposti in maniera differentee con proiettate immagini diverse, sempre loro sono. Le idee, quindi,funzionano, ma lasciateci dire che talvolta non siano rese al meglio: peresempio, la fronda di un alberello smuntoin controluce che avanza, al passo con “laforesta di Birnam si muove!” - con tanto di musica potente e drammatica -non è molto efficace, anzi, ci fa abbozzare un riso; cosa dire poi, della“corona che ruota” la quale ricorda il “jackpot di una slot machine di uncasinò”. In fin dei conti risulta un po’ povera.


Se la scenografia non convince fino in fondo, la regia, per certi versi, lo fa ancora meno. Devo dire che su questopunto noi autrici abbiamo opinioni contrastanti: tutte e due crediamo, infatti,che i tempi e gli intervalli siano stati troppi, ma se da un lato una pensa chequesti abbiano fatto apprezzare, gustare e riflettere meglio sull’opera,l’altra crede che siano stati troppi, inutili e che abbiano interrotto esvilito la scena, la continuità musicale e del discorso. Si sarebbe preferitoun piccolo intervallo ogni atto piuttosto che questo aprir e chiudere ilsipario continuo e fuori luogo.

Si sa che la messa in scena del Macbeth nonè cosa facile. Pensando alle precedenti possiamo affermare che se quella diPoutney per Zurigo (2001) fupraticamente perfetta e quella di Vick perLa Scala terribilmente contestata, questa si lochi in mezzo alle due e tendendo a quella inglese.
La regia dal punto di vistascenico è apprezzabile, i cantantisi muovono abbastanza naturalmente per il palco, talvolta vediamo mani volanti e braccia scoordinate durante l’esecuzione di passi particolarmentecomplessi, ma non ne facciamo un cruccio. Abbiamo apprezzato le molte entratedal “fondo” del palco - segno anchedi una buona disponibilità di cantanti e direttore – che rendono la scena moltopiù viva e arricchiscono, anche se non si direbbe, il suono.

La scelta di inserire le streghe sempre in palcoscenico (i mimisono stati davvero bravi e le coreografie perfette) fa discutere, anche se nel contesto ci pare un buon compromesso, ed anzi, le troviamo stupefacenti quando si trovano intornoa Banco nel momento in cui quest’ultimo appare a Macbeth nella scena del banchetto - resa davveroegregiamente! [ malgrado qualche dubbio per la mezza tavola mezza  apparecchiata!] 
I costumi di scena, ripropostianche qui dalla Cecchi sono proprio stupendi!
Tra i colpi di scena c’è anche lalettura della lettera creata conl’utilizzo di una registrazione chefa intersecare le voci della Lady e di Macbeth come una ad eco dell’altr(o)a,trovata che ci piace, anche perché spiazzaun poco. Comunque sia, come dice Mattioli, Macbeth è un'opera che si fa adorare, anche - diciamo noi -, per le sue imperfezioni.
Vi parlavamo di “sorprese” e “conferme” ed ecco dunque, nella prima categoria Battistoni, Guleghina e Pelizzari, nella seconda Scandiuzzi.



Lady Macbeth, Maria Guleghina, dà prova di bravura nel canto legatissimo e benfraseggiato e nell’adeguata presenzascenica: bravissima cantante. La sorpresasta nella voce, squillante, timbratissima,proiettata e piena di sfumature e nel fatto che scopriamo che la donna davanti chepar avere 30/35 anni ne ha, in realtà, una ventina di più! Freschezza vocale invidiabile. Pecca un poco nelle agilità, un po’un minestrone in certi punti, ma non ci facciamo neppure caso perché tutto funziona a meraviglia. Acutilimpidi e sonori, pronunciaadeguata e interpretazione davveroapprezzabile.

George Gagnidze è un discreto Macbeth, adeguatel’interpretazione e la pronuncia. Rende il suo complesso personaggiodiscretamente anche se non è del tutto convincente sia scenicamente chevocalmente.


Bancola fetta di onestà”dell’opera (come dice, per l’appunto, l’interprete) è Roberto Scandiuzzi, che conferma ancora una volta di essere un basso di prima categoria, eccellente nel canto - dal legato e fraseggio stupendi - come nella recitazione. Il personaggio vieneda lui ben delineato e, a dispetto di chi preferisce assegnare a cantanti poco dotati - e non, “poco famosi”-  le parti “che cantano meno”, ecco che qui trova la conferma che, se il ruolo èassegnato a un cantante-attore capace, tutta la produzione rende meglio. Questoè anche il caso della sorpresa piùesaltante, a parer nostro, della serata: RubensPelizzari, un Macduff di tutto rispetto!. Vocefascinosa dal timbro bellissimo, puntata, con facilità negli acuti, è davvero ammirevole, ha bella presenza scenica e ottima pronuncia.
Il Malcom di Vincenzo Costanzo non ci intriga particolarmente, ma funziona siascenicamente che vocalmente, anche se alla sua voce manca un po’ di corpo e proiezione.
Sara Cappellini Maggiore eFrancesco Verna portano bene a termine il loro compito.
Le comparse del Coro di Voci Bianche, guidate dal M° Tanasini, funzionano - noi eravamo inquinta fila e le sentivamo abbastanza, non ho idea di come potesse essere piùlontano.
Valerio Petouchoff ci inteneriscee rende bene, senza timidezza, il figlio di Banco – bravo!
Il coro è omogeneo ed intenso. Lavora bene anche scenicamente.Apprezziamo che il direttore abbia scelto solo alcune frasi da “truccare”vocalmente per le streghe.

Per quanto riguarda invece l'orchestra, abbiamotrovato di sicuro un'altra "conferma" : a nostro parere infatti l'orchestradel Carlo Felice è composta da eccellenti strumentisti e grandimusicisti, specialmente, secondo noi, la sezione dei fiati. In ogni caso tuttele voci soliste sono state impeccabili e nell'insieme l'orchestra è stata moltoaffiatata con i cantanti. 
Ad incantarci con la sua affascinante presenza scenicae con i suoi movimenti così sicuri e coinvolgenti, pur essendo così giovane,c'è stato Andrea Battistoni, classe 1987 (?), che ha saputo nonsolo dirigere magnificamente l'orchestra in tutte le varie tinte dell'opera, maha anche saputo tenere e seguire perfettamente i cantanti (riprendendo talvoltaalcuni piccoli errori dei cantanti sulla scena). è stato dunque un perfetto"ago della bilancia" punto di incontro tra orchestra e voci. Insomma,il giovine maestro non solo è stata una "sorpresa" assai gradita, maanche una vera e propria rivelazione! Speriamo davvero che possa tornare prestoa deliziarci ancora con la sua visione della musica, che ci ha propriosoddisfatte.



In fin dei conti un bell’allestimento ripetuto a Genova consuccesso, malgrado la freddezza del pubblico genovese chenon degna neppure Banco e Macbeth del meritato applauso nel duetto iniziale.

Finalmente - e questo è un parereche viene urlato a gran voce da tutti coloro che hanno assistito alle recite -  il Carlo Felice ha offerto una produzione senza intoppi ed ansiedel tipo “ ce la farà?” “ che note canta?” o “ma il tenore c’è??” –anzi di ottima qualità.

Ginevra & Giorgia

Ecco 

Direttore d'Orchestra
Andrea Battistoni
Regia e Luci
Henning Brockhaus
Assistente alla regia
Valentina Escobar
Scene
Josef Svoboda
Ricostruzione allestimento scenico
Benito Leonori
Costumi
Nanà Cecchi
Coreografia
Maria Cristina Madau
Allestimento in coproduzione con
Fondazione Teatro Lirico G. Verdi di Trieste e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi
Orchestra e Coro
Teatro Carlo Felice
Maestro
Patrizia Priarone
Maestro del Coro di voci bianche
Gino Tanasini
PERSONAGGI
INTERPRETI
Macbeth
George Gagnidze
Banco
Roberto Scandiuzzi
Lady Macbeth
Maria Guleghina
Dama di Lady Macbeth
Sara Cappellini Maggiore
Macduff
Rubens Pelizzari
Malcom
Vincenzo Costanzo
Medico
Francesco Verna
Domestico di Macbeth
Francesco Sorichetti
Sicario
Alessandro Pastorino
Araldo
Alessio Bianchini
Prima Apparizione
Filippo Balestra
Seconda Apparizione
Elena Caruso/Elisa Priano (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Terza Apparizione
Filippo Bogdanovic/Umberto Musso (dal Coro di Voci bianche del Teatro Carlo Felice)
Fleanzio
Valerio Petouchoff
Mimi
Streghe: Luisa Baldinetti/Emanuela Bonora/Lucia Fusina/Maria Francesca Guerra/Barbara Innocenti/Claudia Ossola/Davide Riminucci - Scozzesi: Luca Alberti/Filippo Bandiera/Matteo Bologna/Dario Greco/Andrea Valfrè



mercoledì 23 gennaio 2013

Macbeth verdiano al Carlo Felice - anteprima!?

Cari amici! Sono (in realta "siamo"!) appena giunta a casa dopo una stupenda ed appagante serata, ricca di piacevoli sorprese e gradite conferme. 
Mai come stasera, sono stata contenta di affermare che "il Carlo Felice è il teatro della mia città!" o qualcosa di simile.
Se vi posso anticipare che è stato un vero e proprio successo, non posso di certo svelarvi subito il perché! Lo farò presto spero, in quanto voglio essere precisa, cercando di non tralasciare nulla, per informarvi al meglio su quanto è accaduto e discutere un po' con la "new-entry" di questo blog (nonché affidabilissima e stimatissima amica) con cui ho avuto il piacere di gustare quest'opera e con la quale desidero lavorare per offrire voi una recensione quanto più completa e "a tutto tondo" (o "cubista" - se preferite)!
a presto,
Giorgia 


martedì 15 gennaio 2013

Macbeth - "Maratona" Verdi 2013 - I

"L'amore per Shakespeare e le due edizioni"





[Prima rappresentazione al Teatro La Pergola – Firenze – 14 marzo 1847]

Il nostro progetto si apre con questa meravigliosa opera e, intanto, colgo l'occasione per anticiparvi che andrò presto ad assistere all'allestimento del Carlo Felice!

Cominciamo con il drammatis personae che è fondamentale e che, solitamente, "dice" già molto dell’opera:
Lady Macbeth [non a caso è la prima a comparire nell’elenco] – soprano
Macbeth, generale e suo marito – baritono
Banco, generale – basso
Macduff, nobil uomo scozzese – tenore
Duncan(o), Re di Scozia – mimo
Dama di Lady Macbeth – soprano o mezzo
Malcolm, figlio di Duncano – tenore
Fleanzio, figlio di Banco – mimo
Medico – basso
Streghe
Spiriti, Nobili, Guerrieri, Sicari


Melodramma in quattro atti, costruito con una stupenda e mirabile tensione drammatica, musica di Verdi (ovviamente) e libretto di Piave dal famoso Macbeth di Shakespeare. 
Scozia dell’anno 1040 (o successivi), il sipario si apre su un quadro di inquietudine.. anzi, ancor prima, la Sinfonia preannuncia tragedia. Sensazione mistica e macabra ci guida, sin dall'inizio nella trama dell’opera verdiana.

Una curiosità prima del plot: dopo la prima a Parigi (in un edizione un po’ rivista nel 1865) il compositore viene accusato di non conoscere il poeta inglese e reagisce così: “Non avrò forse interpretato bene Macbeth, ma che non conosca, non capisca, non senta Shakespeare, no, santo cielo, no! Egli è uno dei miei poeti amatissimi, mi ha avvinto sin dalla prima giovinezza, lo leggevo e lo rileggevo continuamente!”.


(Atto I) La scena si apre con un terzetto di Streghe, sopraggiunge Macbeth a cui viene profetizzato il futuro, quest’ultino duetterà con Banco a proposito della profezia. Nel suo castello Lady Macbeth legge la lettera a inviatale dal marito ove le viene descritto l’incontro con le streghe, indi recitativo ed aria, di una bellezza e di un valore drammatico possenti: “ Vieni, t’affretta…” [e puntualmente inizio a canticchiarla.. ahah!] e “Or tutti, sorgete, ministri infernali”. Senza riferimenti espliciti all’omicidio si apprende che Macbeth provvederà in tal senso, egli infatti, uccidendo Duncan(o), gli succederà al trono.Marcia per l’arrivo del Re e corteo. Soliloquio di Macbeth e duetto “Fatal mia donna! Un murmure, com’io, non t’intendesti?” [“di un gufo udii lo stridere. Testè che mai dicesti?” e canticchio anche questa.. è inevitabile!]. Lady Macbeth, per far ricadere la colpa sulle guardie, ricolloca il pugnale nella stanza del Re. Banco e Macduff giungono e, mentre Banco ripensa agli orribili eventi precedenti, Macduff va a chiamare il Re così il delitto viene scoperto. Tutti in scena per il finale [veramente splendido!].


(Atto II) Orchestra riprende i temi del primo atto. Macbeth in scena viene raggiunto da sua moglie. Decidono che Banco dovrà morire. Lady Macbeth è ambiziosa e determinata ciò viene testimoniato dalla imponente aria “La luce langue”). Scena di un bosco dove dei sicari, assoldati da Macbeth, attendono Banco, aria di quest’ultimo, concitato recitativo [da fare praticamente recitando, come senza musica] successivamente i sicari si avventano su di lui, ma nella foga suo figlio, Fleanzio, riesce a fuggire. Altro luogo, un banchetto, Lady Macbeth si rivolge con un brindisi sgraziato e temerario alla corte, Macbeth lamenta l’assenza di Banco e per poco, dopo essersi seduto al posto di quest’ultimo e aver visto il suo fantasma, non si tradisce negando qualsiasi possibile colpa. (Atto III) Ecco "ritornare" le streghe, le vediamo intorno ad un calderone, la suggestiva musica avvolge la scena macabra, dove Macbeth cade a terra, in affanno, con le streghe che gli danzano intorno.


Arriva Lady Macbeth e chiede al marito cosa abbia appreso dalle donne. Le viene riferita, dunque, la predizione che la stirpe di Banco avrà il trono di Scozia. Lei nega e coinvolge [e convince] a tal punto il marito da infondergli di nuovo coraggio. (Atto IV) Si apprende che le sorti del popolo scozzese sono davvero critiche. Scena del sonnambulismo della Lady (su tipico stile di “scena della pazzia”), stupenda e mirabile, davvero difficoltosa espressivamente e tecnicamente. Macbeth è furioso perché l’esercito inglese e quello scozzese, con l’aiuto di Malcolm, stanno marciando contro di lui. Solito equivoco, Macbeth "non potrà morire per mano di chiunque sia nato da una donna", ovviamente il nostro protagonista ignora che, proprio Macduff, sia stato strappato dal seno materno sin dalla nascita. Macbeth maledice tutte le azioni che l’anno portato a questo stato di paura, desolazione e solitudine e guida temerario le truppe alla guerra, dopo aver appreso della morte della moglie. Sconfitta del tiranno con coro generale a chiudere la scena.




[durata media dell’opera 2 ore e 45 min]


A dispetto di tutte le critiche del tempo - riguardanti soprattutto l'aderenza al dramma shakespeariano - Macbeth, rimane un capolavoro verdiano, che può riassumere il talento del compositore. Egli, infatti, vi fonde al meglio - almeno se pensiamo al primo periodo della sua attività compositiva - “il teatro, il patriottismo ed il personaggio” che tanto gli erano cari, ovvero, in altre parole, l’aspetto musicale con quello drammaturgico, quello - prettamente romantico - di sentimento nazionale e quello che riguarda la sfera psicologica/teatrale. 
La trama verdiana, in realtà, rispetta abbastanza l’idea shakespearina. Ricordiamoci, in proposito che, prima di tutto aleggiano nell'aria patriottismo ed idee di matrice romantica e, in secondo luogo, l’opera richiede una stilizzazione maggiore dei personaggi ed una grande chiarezza nel succedersi degli avvenimenti, basti pensare alla evidente differenza che si ricontra tra la Semiramide rossiniana e la Lucia di Lammermoor di Donizzetti o il Nabucco verdiano [non a caso ho paragonato tra loro soggetti storici]. 
Come in tutte le sue opere, Verdi, cerca il più possibile di caratterizzare drammaturgicamente i personaggi. Il Macbeth, rispetto al suo periodo di composizione, è un’opera completa e in cui i personaggi sono efficacemente definiti. 

Macbeth qui è “semplicemente” (?) un uomo dominato, che si presta alle volontà e alle ambizioni della moglie, lei, invece, è temeraria, piena di aspirazioni di potere, ambiziosa, risoluta, ma al contempo fragile [beh, in effetti l’omicidio non è proprio una cosetta da poco!]. Vi devo confessare che nello scrivere "marito" o "moglie" ho qualche riluttanza, perchè se penso a Macbeth e Lady Macbeth non vedo due persone sposate, ma a due figure indipendenti e distinte dove uno è succube dell’altra.
Durante il corso dell’opera, si intravede il punto di vista del compositore: il generale, probabilmente, è un uomo migliore rispetto alle azioni che compie. Dal susseguirsi dei fatti si evince, inoltre, che Macbeth è terrorizzato dal delitto che ha compiuto, è terrorizzato dalla moglie ed è terrorizzato dalle streghe, in pratica è un pauroso, uno smidollato. Sembra sballottolato, come in mezzo a una tempesta, pare si faccia portare dagli eventi, in particolare dal suo “destino”, che non sia autore delle proprie azioni e della propria vita. Da l’idea di essere vissuto più che di vivere. La figura della Lady, per contro, nel mio immaginario, è un'eroina, macabra, che sacrificherebbe qualunque cosa per il potere, vedo in lei anche un qualcosa di potente e misterioso, mi sembra una sorta di maga… queste, però, sono opinioni e suggestioni personali che derivano dall'ascolto e dall'immaginazione, accettabili come no e, sicuramente, discutibili!

Tra le tante curiosità, sappiate che si racconta che alla prima Lady ci vollero circa 150 prove perché Verdi fosse soddisfatto della resa del duetto iniziale con Macbeth e che, una cosa simile, successe anche per la scena del sonnambulismo: alla poverina ci vollero circa tre mesi per essere sicura sulla parte registica. L’aria del II atto (La luce langue), inoltre, è molto simile, per costruzione, a quella del Don Carlo (O don fatale) scritto dopo circa un anno dalla revisione in cui viene aggiunta quest’aria.

Tra la versione del 1847 (Firenze) e quella del 1865 (Parigi) vi sono alcune differenze sostanziali che, per completezza, inserisco:
Atto II: La Lady esultava da sola il trionfo. 
Atto III: Macbeth rinviene da solo e decide di intervenire contro a Macduff e la sua casa.
Atto IV: Macduff raggiunge Macbeth e a lui rivela le sue origini, così dopo essere stato colpito Macbeth cade a terra morente, maledicendo la sua ambizione. Malcolm sarà il nuovo re di Scozia.



Partitura e spartito canto e pianoforte: http://imslp.org/wiki/Macbeth_(Verdi,_Giuseppe)
Edita in Italia da RICORDI

Il libretto lo trovate in ed. Ricordi e tra le più economiche e ben strutturate vi consiglio quella della Newton & Compton, oppure qui

Per i consigli d’ascolto, con mio piacere, ho "rispolverato" due belle edizioni che vi consiglio: quella di Callas e Mascherini alla Scala del 1952 (EMI) con De Sabata alla direzione e quella di Verret e Nucci al Comunale di Bologna del 1987 (Decca) sotto la bacchetta di Chailly.
Ne troverete molte scaricabili da qui o una anche qui.

Infine, un link per chi volesse leggere il testo originale di Shakespeare in versione italiana.

Dopo questo tour in tale mirabile opera della letteratura e della musica, vi do appuntamento alla prossima settimana, ricordandovi che il 19 Gennaio (2013) ci sarà la prima al Carlo Felice con repliche fino al 27 (gennaio)! 


Oltre alle “conoscenze” (non tiriamocela troppo!) ed alle opinioni personali ecco i riferimenti bibliografici essenziali:
Dizionario dell’Opera – Kobbè (e vari) – Ed. Mondadori
Macbeth – spartito canto e piano – Ed. RICORDI
Giuseppe Verdi – Tutti i libretti d’opera – Ed. Newton & Compton

discografia:
Macbeth – Ed. Decca – Nucci, Ramey, Verrett, Chailly - 1952
Macbeth – Ed. EMI – Mascherini, Tajo, Callas, de Sabata - 1987

venerdì 11 gennaio 2013

Verdi & il 2013

Dalla prossima settimana, giusto in occasione della prima del Macbeth verdiano al Carlo Felice, inizierà il progetto dedicato a Verdi! È vero, anche io trovo sia (un poco) una banalità dato che tutti si mettono a discutere e a parlare, nel bene e nel male, di Verdi durante i suoi anniversari. Vi prometto che però, affronterò anche musica ed opere di Poulenc, Rachmaninov, Catalani, Tchaikovsky e Berio, che hanno anche loro i propri anniversari nel 2013!
Le opere non saranno in ordine cronologico, ma verranno commentate a seconda della corrispondenza con le rappresentazioni nei teatri italiani.
Vi forniró breve sunto della trama (d'obbligo), suggerimenti per l'ascolto, commento di rappresentazioni, regie ecc., appunti su parti operistiche, dove poter rimediare spartiti ed incisioni gratuitamente o a pagamento su internet , eventuali recensioni, inquadramento storico e/o bibliografico dell'opera in questione!
A presto!
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