martedì 9 aprile 2013

Requiem quieto del 26 Marzo - il ritardo è musicale.

Ok, lo so, non ha senso.. e mi ero, anzi, ci eravamo riproposte di non farlo! 

Recensire uno spettacolo a due settimane di distanza è piuttosto sciocco. 

Mi spiaceva, però, non citare neppure per un attimo il concerto offerto dal Carlo Felice lo scorso 26 Marzo.

Requiem 
W. A. Mozart
Cattedrale di San Lorenzo. 
Coro e Orchestra del Carlo Felice 
Direzione di Giovanni Porcile
con 
Mirella di Vita
Marina Frandi
Giampiero De Paoli
Filippo Balestra


Fatto. 

Ma non la scampate così facilmente, ormai ho iniziato!

Perciò con brevità e concisione, cerco di elencarvi i prima i difetti e poi i pregi che hanno reso questo meraviglioso evento, un po' meno stupendo del previsto.

Dunque, inutile dirvi il solito, grande problema dell'acustica della nostra stupenda cattedrale: quaranta coristi, con circa altrettanti strumentisti e nulla, pareva cantassero in Matteotti. Per la disposizione dei posti, che dirvi, io ho avuto la fortuna di sedermi, essendo arrivata mezz'ora prima. Ce n'erano abbastanza, a parte tutta la navata centrale prenotata e tanta maleducazione da parte della gente (quelli che avevo avanti io non hanno smesso un attimo di parlare, beh, fatta eccezione per il momento "requiem" e tra le tante cose hanno "prenotato" una fila di posti - mezz'ora prima - con alcune giacche e una sola persona seduta, arrivando tranquillamente a pochi minuti dall'inizio - neanche a dirlo la gente intorno dava un po' in escandescenza..).

Rex Tremendae 
La direzione è stata buona, fatta eccezione per alcuni stacchi di tempo, che sono sembrati (e non solo a me) eccessivi - es. Rex Tremendae, nella velocità in questo caso -, ma che sono sicuramente giustificati da un fattore di acustica.
Il coro è stato molto bravo - come al solito - benché si siano notati un po' di imprecisioni in certi punti, forse, sempre date dal luogo. 




I soliti, sopratutto le donne, mi hanno convinto: la Di Vita ha dimostrato di saper adattare la sua voce anche al "leggero" e cristallino Mozart, la Frandi si è fatta valere con proiezione ottima della voce e dizione perfetta, il bel timbro e l'intonazione sempre esatta, come vale del resto per la soprano,  malgrado gli uomini cercassero di sviarle, il basso ha dato una buona prova nel difficile Tuba Mirum e lo stesso ha fatto il tenore, dalla voce timbrata e leggera, sebbene cercasse di appesantirla (?) risultando talvolta stonato o un po' spinto  in certi punti, certo che il suo intervento Mors stupebit et natura.. (nel Tuba Mirum) vale tutto il Requiem e lui ha saputo giocare bene le sue carte. 



Confutatis
Ho potuto apprezzare i tenori del coro in modo particolare e violoncelli, contrabbassi, organo in orchestra. Magnifica la sezione maschile nel Confutatis

Direi un concerto riuscito.
L'intervento del Cardinal Bagnasco, l'ho trovato un poco.. anzi piuttosto, prolisso. 

Grazie a chi ha organizzato l'evento, a cui moltissima cittadinanza ha partecipato, benché parallelamente ci fosse il concerto di De Gregori al Carlo Felice e fosse un Martedì.

A presto!
Giorgia





















lunedì 8 aprile 2013

anNOTAre - 7

Neanche a dirlo weekend e settimana sono stati stremanti e non poteva non essere altrettanto l'inizio di questa settimana. Tralasciando il brutto tempo, la giornata è stata abbastanza produttiva eccetto che per il blog, povero.. Quindi anche se un po' in ritardo, proprio ora al Carlo Felice c'è il mitico Ashkenazy con la European Young Orchestra e la Faust come solista, vi offro il resoconto degli eventi della settimana qui a Genova e dintorni.


Come sempre in altro quelli in corso e in basso quelli propri della settimana!



da Venerdì 8 Marzo al 1 Maggio.
A castello D’Albertis la mostra “Tutto Ri-suona”
Dopo l'inaugurazione venerdì 8 Marzo, la mostra rimarrà in esposizione fino al 1 Maggio 2013.
Chi non ha mai provato un impulso irrefrenabile a produrre suoni e rumori? Chi non ha osservato come un bambino piccolo goda dell'effetto sonoro da lui stesso prodotto quando strilla a pieni polmoni o batte ripetutamente un oggetto? Chi non si è incantato ad ascoltare la natura battendo pietre o legnetti, scuotendo gusci di conchiglie, accartocciando foglie secche?
La mostra è frutto della collaborazione fra il Museo delle Musiche dei Popoli (Echo Art), il mastro giocattolaio Roberto Papetti di Ravenna e il dipartimento Arte Musica della scuola secondaria Don Milani di Genova, ciascuno curatore di una delle tre sezioni in cui si articola la mostra, coordinata dalla Direzione del Museo e dai Servizi Educativi e Didattici.
La sezione di apertura Giocattoli sonori, curata da Roberto Papetti, offre oggetti trovati o fatti in casa, elementari, curiosi, innovativi, realizzati con materiali di riciclo e di facile reperimento, costruiti per il gioco esplorativo delle sonorità del mondo.
Suona il riciclo, curata dagli studenti delle classi seconde e dai docenti del Dipartimento Arte Musica della Scuola Secondaria 'don Milani', racconta le tappe di un percorso didattico-laboratoriale finalizzato alla realizzazione di strumenti musicali con materiali di riciclo e di uso quotidiano.
Le curiose percussioni multi sonore e i variopinti strumenti a corde, frutto della creatività e della manualità degli studenti a partire da bicchieri, bottiglie e tubi di plastica, cartoni e lenze, riso e chiodini, sono esposti in puntuale contrappunto e dialogo con strumenti tradizionali originali selezionati daEcho Art.
Nel periodo della mostra sono previsti incontri e proiezioni che vedranno nuovamente protagonisti i curatori delle sezioni con approfondimenti tematici, fornendo occasioni per avvicinarsi ad esperienze musicali in una dimensione di benessere psico-fisico. 
In particolare, con ingresso gratuito:
Mercoledì 10 Aprile ore 16.30-19
“Una cultura musicale si basa sulle persone stesse che la eseguono, le loro idee, le loro azioni e il suono che producono” ( Merriam 1964 ). 
Martedì 16 Aprile ore 16.30-19.00 
Etnomusicologia e Musicoterapia, a cura di Davide Ferrari (Echo Art).
Un incontro rivolto ai docenti e agli educatori interessati a conoscere percorsi e attività didattiche con metodologia laboratoriale ed espressiva, a cura di Chiara Cipolli e Monica Terminiello, docenti del dipartimento Arte Musica, scuola secondaria ‘don Milani’.
Specifiche attività saranno rivolte alle scolaresche(info e prenotazioni 010 5574748)
Attività gratuite curate dai Servizi Educativi e Didattici del Settore Musei in collaborazione con Echo Art, biglietto d’ingresso al museo 3€

Dove: Castello D’Albertis, Corso Dogali 18 - Genova
Quando: in esposizione fino al 1 maggio 2013 con orario: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17 (ultimo ingresso ore 16) sabato e domenica 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
Biglietti: Intero € 6,00 - Ridotto (ragazzi 5-12 anni e >65 anni) € 4,50 Ridotto socio “Amici del Castello D’Albertis” € 3,50 Gratuito bambini 0-4 anni
gruppi (1 gratuità ogni 25 paganti) € 4,50 ridotto per scolaresche (ragazzi 5-18) € 3,00

E’ consigliata la prenotazione


da Sabato 9 Marzo 
Il Drago Verderame al Museo Diocesano dalle 15,30 alle 17,30 ogni sabato pomeriggio fino ad aprile, animazioni per bambini dai 5 e gli 11 anni

Tornano le avventure del Drago Verderame: un modo nuovo e coinvolgente per accostare i bambini al patrimonio culturale della nostra città, attraverso giochi laboratori e attività ispirate al Medioevo genovese.

Gli incontri, che si terranno ogni sabato pomeriggio (con orario 15.30 – 17.30) nei mesi di marzo e aprile, sono rivolti ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Dopo il successo riscosso dagli incontri passati, Ianua Temporis torna a proporre nuovi ed imperdibili intrattenimenti, mirati ad iniziare i più piccini alle meraviglie dell’arte e alle imprese avventurose del Medioevo.

La rievocazione storica, supportata dai costumi e dall’affascinante cornice del Chiostro dei Canonici, trasforma il gioco in un indimenticabile tuffo nel passato.

Tanti appuntamenti per nuovi e nuove aspiranti cavalieri per impratichirsi nell’uso delle spade di legno, intrepidi castellani e vivaci dame per un ciclo di esperienze uniche che permetteranno loro di giocare, imparare e divertirsi.
Laboratorio su prenotazione, la quota di partecipazione è di € 8.
Durante le attività, che possono essere fruite senza l’assistenza degli adulti, gli accompagnatori possono scegliere di visitare gratuitamente il Museo.
A cura di Arti&Mestieri e Ianua temporis.

Dove: Museo Diocesano, Chiostro dei Canonici, via T. Reggio 20r - Genova
Quando: da sabato 9 marzo 2013 alla fine di aprile, dalle ore 15,30 alle ore 17,30
Info: tel. 0102475127 - info@museodiocesanogenova.it



da Mercoledì 27 Marzo al 3 Aprile

Rapallo ospita il tradizionale appuntamento con la Pasqua in Fiore con addobbi e creazioni floreali nelle vie del centro.



da 15 Venerdì Marzo al 30 Giugno

Le incredibili macchine di Leonardo, mostra delle macchine funzionanti tratte dai codici di Leonardo da Vinci al Museo di Sant'Agostino di Genova
Un evento per entrare in contatto con il mondo sia umano che professionale di uno dei personaggi più emblematici della storia dell´umanità e con le sue invenzioni.
Le macchine dedicate alla meccanica sono interattive e possono essere usate dal pubblico, favorendo così una presa di contatto diretta della poliedrica e pragmatica attività di un uomo e contribuendo a sfatare il mito del genio distante dal quotidiano, raccontando il suo lavoro pratico ed intelligente.
Inoltre il visitatore può scoprire opere scultoree, pittoriche e affreschi che trovano un´ambientazione suggestiva e ideale negli ampi, luminosi spazi dell´ex complesso monastico restaurato. Nel percorso si possono ammirare capolavori di scultura, fra gli altri, di Giovanni Pisano e Pierre Puget, tele e affreschi dei maggiori artisti che operarono nel ´500 e nel ´600 in Genova e nell´area ligure (Luca Cambiaso, Domenico Fiasella).


Fino al 13 Aprile
Tra acqua e cielo. La mia Indocina: le foto di Stefano Massari
Un fotografo in viaggio tra Vietnam e Cambogia. L'importanza del fiume, mondo parallelo alla terraferma. Gli scatti esposti allo spazio Top Market di Genova.

Vietnam e Cambogia sono due facce di una stessa medaglia: paesi accomunati da un passato glorioso, da un fiume - il Mekong - che ne caratterizza l’ambiente e ne influenza l’economia e dalle tragiche politiche colonialiste del ventesimo secolo. Non ultima, dalla rimozione collettiva del recente passato, di cui rimangono solo monumenti e musei fatti più a misura di turista che come vera e propria rielaborazione nazionale.
Da venerdì 22 marzo è allestita presso lo spazio eventi Top Market, in via Cecchi 69/br a Genova (per info 010 5536180) la mostra Tra acqua e cielo. La mia Indocina del fotografoStefano Massari. L'esposizione è visitabile fino al 13 apriledal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30; ingresso libero.
Stefano Massari ha percorso un viaggio circolare. Dalla vecchia Saigon (ora Ho Chi Minh City, così ribattezzata dal comandante che negli anni Cinquanta del Novecento dichiarò l’indipendenza del Vietnam dai protettorati giapponesi e francesi, portando di fatto alla divisione tra il Sud e il Nord del paese), ha risalito le coste del Vietnam, è entrato in Cambogia arrivando a Siem Reap, provincia centrale dello stato caratterizzata dalle grandiose rovine khmer di Angkor e dalTonle Sap, un grande lago di acqua dolce dichiarato area protetta dall’Unesco dal 1997.Da lì, attraversando la capitalePhnom Penh, si è rivolto verso Ratanakiri, provincia nordorientale della Cambogia oggetto dei feroci disboscamenti cinesi, per poi riscendere in Vietnam e concludere il suo lungo viaggio.
Durante i chilometri percorsi su mezzi di fortuna o su modeste imbarcazioni in continuo andirivieni, Massari ha potuto vedere coi suoi occhi le analogie e le differenze tra i due paesi, le contraddizioni e le rimozioni collettive, le influenze straniere che ancora rimangono, ma soprattutto l’importanza del fiume, il Mekong, il terzo fiume dell’Asia e l’undicesimo, per lunghezza, della Terra.
Perché un viaggio come questo porta dentro alla cultura, alla politica, alla abitudini dei villaggi e delle città visitate: la guerra vietnamita degli anni Sessanta e la dittatura di Pol Pot dal 1975 al 1979 in Cambogia, hanno di fatto costituito l’anno zero di questi due paesi, che sono dovuti rinascere dalle proprie ceneri. E chi li attraversa non può non sentirsi coinvolto dalla folata che la Storia vi ha fatto passare.
A rafforzare l’inconscio e irragionevole senso di partecipazione che un occidentale prova, c’è la magia del fiume: «Il mondo d’acqua del Mekong nel sud del Vietnam è inimmaginabile per un italiano» conferma Massari. L’acqua è la via da attraversare sulle spartane imbarcazioni locali che non proteggono dalla pioggia, è fonte di sostentamento, è un lungo serpente marrone sulle cui sponde cresce la vegetazione tropicale, è un mondo parallelo alla terra ferma che deve confrontarsi con il crescente inquinamento e con la diminuzione della portata delle acque a causa delle dighe che Cina e Thailandia stanno costruendo lungo il suo percorso.


da Sabato 23 Marzo
Presso la Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, è in mostra la personale dell’artista Marta Dell’Angelo.
Lo studio del corpo umano è il tema principale dell'arte di Marta dell’Angelo. I suoi quadri riportano figure reali, dai colori nitidi, forti, dai profili netti, con campiture levigate, a volte luminose, a volte ombrose. Figure tagliate in modi arbitrari che pongono al centro un’indagine sulle posture, sulla tensione dei muscoli, sullo sforzo, l’estensione, sulla quotidianità complessa della macchina entro cui viviamo.



dal 23 Marzo al 30 Aprile 
Ore 9.00-19.00. Buffet' - Mostra internazionale di illustratori contemporanei
Genova: Raccolte Frugone, via capolungo 8


dal 5 Aprile al 4 Maggio
Ore 16.00-19.00. Mostra fotografica 'Nicolò Paoli City addict. 
Genova: Artregallery, vico dei Garibaldi 41-43 r


Fino al 19 Aprile 
Ore 9.30-13.30, 14.30-18.30. Una cosa divertente che non rifarò mai più - Mostra di Matteo Negri
Genova: Galleria Abc-Arte, via XX Settembre 11A


dal 10 Marzo al 13 Ottobre
Ore 10.00-19.30. I cento anni del Dinghy 12 - Mostra fotografica.
Galata Museo del Mare, Calata de Mari, 1, Genova
Mostra fotografica dedicata ai 100 anni del Dinghy 12. Ingresso mostra + museo Galata: 12 €


dal 23 Marzo al 7 Luglio 
Ore 15.00-18.30. Mostra 'La vita è dono. Vadano per elemosina confidentemente'
Museo dei Beni Culturali Cappuccini, Viale 4 Novembre, 4, Genova
Giovedì anche ore 10.00-13.00. Info 010 8592759


dal 30 Marzo al 13 Ottobre
Ore 10.00-17.45. 'Lo scrigno delle meraviglie' - Viaggio tra i gioielli della natura e dell’uomo
Abbazia di San Fruttuoso, Via San Fruttuoso, Camogli Genova - Ingresso: 7,50 €


dal 7 Aprile al 1 Maggio 
Ore 16.00-20.00. 'Profumo e luce' - Mostra personale di Raimondo Sirotti
Santa Margherita Ligure: Castello Cinquecentesco - Mostra visitale venerdì, sabato e domenica


Fino al 10 Aprile 
Ore 15.30-19.30 - Berty's Bazaar - Mostra di Berty Skuber
Genova: Unimediamodern Contemporary Art, Palazzo Squarciafico, piazza Invrea 5/b - Orari: lun-sab (15.30-19.30); mattino e festivi su appuntamento


Fino al 25 Maggio 
Ore 9.00-18.30 - Cariatidi - Progetto site-specific di Marta dell'Angelo
5000 fogli appesi singolarmente a ricostruire un fregio tridimensionale; una teoria di cariatidi contemporanee. Sabato e domenica 10.00-18.30. Lunedì chiuso
Museo di Arte Contemporanea Villa Croce, Via Jacopo Ruffini, 3, Genova


Fino al 28 Aprile
Ore martedì - venerdì (10-13) e (14-18) sabato - domenica e festivi (10-18) - La regina delle linee - Mostra
Museo Luzzati, Area del Porto Antico 6, Genova
Inaugurazione della mostra di Jutta Bauer. Ingresso 5 € ridotto 2 €


dal 22 Marzo al 8 Settembre 
'Oltre il mare' - La mostra di Antonio Nocera
Galata Museo del Mare, Calata de Mari, 1, Genova - Galleria delle esposizioni
A cura di Antonio Nocera + Maria Paola Profumo e Carla Sibilla
Orari: sabato, domenica e festivi 10.00-19.3, lunedì chiuso. Info: 010 2345655

sabato 6 aprile 2013

l'Aria che tira - 7


Ecco a voi le perle nere della lirica!
Parte I





Una grande Eboli per riprendersi...
Agnes Baltsa



Buon week-end!

giovedì 4 aprile 2013

Sabato 6 Aprile - Concerto a S. Torpete


Sabato 6 Aprile 2013
ore 17:30



I Musicali Affetti

Fabio Missaggia - Violino
Matteo Zanatto - Violino II
Carlo Zanardi - Violoncello
Fabiano Merlante - Arciliuto, Tioba, Chitarra Barocca

Musiche di: D. Castello, B. Marini, A. Corelli, A. Vivaldi, A. Stradella




Chiesa di S. Torpete, Piazza S. Giorgio - Genova
www.musicaculturasantorpete.com
010-2468777

mercoledì 3 aprile 2013

Simon Boccanegra - Maratona Verdi 2013 - XI

Sublime questo sentimento d'una patria italiana a quell'epoca!


[Così il nostro compatriota scriveva a Ricordi in una lettera del 20 Novembre 1880, quando era impegnato nel rifacimento dell'opera in questione].  

Complessa e lunga la vicenda di Simon Boccanegra, sia dal punto di vista storico-biografico sia dal punto di vista narrativo e della trama.

Devo dire che tengo molto a quest'opera, perché siamo un blog che nasce con la volontà di rivalutare Genova, e questa è proprio un'opera che tratta della nostra Superba.

Vi racconterò anche un aneddoto personale: due anni fa sono andata in Argentina e proprio in quel momento - era estate per noi, ovvero inverno per loro - il Colon, famoso teatro dell'opera di Buenos Aires, metteva in scena il Simone! Disgraziatamente però non sono riuscita a procurarmi un biglietto in tempo... non sapete quanto mi sia dispiaciuto non potervi assistere! Beh, in compenso mi sono gustata un ottimo III (Concerto per pianoforte e orchestra) di Beethoven!
Ebbene, inziamo con la storia ed alcune curiosità!

Storia
Premessa: l'opera ha due versioni, la prima, per Venezia, su libretto di Francesco Maria Piave (con modifiche di Giuseppe Montanelli*) e la seconda, per Milano, con variazioni al libretto di Arrigo Boito; non bisogna comunque dimenticarsi della forte influenza del compositore durante la stesura del libretto - per dirla con Mioli potremmo definirlo un libretto a sei, se non otto, mani poetiche.

[* ecco come Verdi liquida il librettista dopo le modifiche apportate da Montanelli a Parigi: Eccoti il libretto accorciato e ridotto presso a poco come deve essere. Come ti dissi in altra mia, tu devi mettere o no il tuo nome. Se quanto è avvenuto ti spiace, a me spiace pure, e forse più di te, ma non posso dirti altro che "era una necessità.]

La prima prima si tenne al Teatro la Fenice (di Venezia per l'appunto) nel 1857, la prima con testo adattato invece, si tenne al Teatro alla Scala (di Milano) nel 1881.

1885, La Fenice vuole un'altra opera, il contratto verrà firmato solo un anno dopo. Verdi ha già chiaro il soggetto: Simon Boccanegra, tratto dal dramma di Antonio García Gutiérrez - stesso autore di Trovatore -  Venezia fu un completo insuccesso, tanto che lui stesso affermò di sentirla "monotona e fredda" e sempre lui decise di toglierla dalle scene per più di vent'anni dalla prima rappresentazione, quando l'amico e suo editore Giovanni Ricordi - e chisennnoooo? - gli suggerisce di ripensare al genovese Boccanegra.
La "riedizione" si svolse nel periodo in cui il compositore aveva già scritto Aida ed il Requiem, con progetti per l'Otello, per il rifacimento dello Stiffelio (Aroldo), progettazione Re Lear e composizione della Battaglia di Legnano.

Sembra, comunque che il rifacimento abbia impegnato Verdi per poco più di sei settimane, si preoccupava sopratutto del finale del primo atto. Le modifiche stanno nella revisione del primo atto, per il quale Verdi viene ispirato da due lettere di Francesco Petrarca, una indirizzata al Doge di Genova e l’altra a quello di Venezia, che condannavano le lotte fratricide tra le due Repubbliche. Rifacendosi a una verità storica e mischiando così verità scenica e storia la lettera di Petrarca comparirà non solo nel testo del libretto, ma anche sulla scena.



Boccanegra in breve da Enciclopedia Treccani 
Boccanégra, Simone. - Primo doge di Genova (m. il 14 marzo 1363); eletto dal popolo il 23 sett. 1339, fu confermato dal parlamento che decise però l'istituzione presso il doge di un consiglio di quindici popolani, l'esclusione dei nobili dal dogato e dei guelfi da ogni ufficio pubblico. B. tentò di pacificare gli animi, ma poiché i nobili avevano ottenuto di entrare nel consiglio in pari numero coi popolani, fu costretto a rinunciare al dogato (23 dic. 1344). Ritiratosi a Pisa, dopo che il terzo doge Giovanni di Valente ebbe consegnato la Repubblica ai Visconti (1353), il B., fingendosi loro amico, riuscì con l'appoggio di questi a rientrare a Genova. Riassunto il dogato (15nov. 1356), governò con fermezza contrastando le mene dei nobili. Morì, secondo la tradizione, avvelenato in un banchetto.



Drammatis Personae 
Simon Boccanegra, corsaro al servizio della Repubblica genovese, poi primo Doge di Genova - baritono
Jacopo Fiesco, nobile genovese; poi sotto il nome di Andrea Grimaldi - basso
Maria Boccanegra, figlia di Simone, sotto il nome di Amelia Grimaldi - soprano
Gabriele Adorno, gentiluomo genovese - tenore
Paolo Albiani, filatore d'oro, genovese, poi primo Doge di Genova, poi cortigiano favorito del Doge - baritono
Pietro, popolano di Genova; poi cortigiano - basso
Capitano dei balestrieri - tenore
Un'ancella di Amelia

Ambientazione: Genova - XIV sec. 
Durata: 2 ore e 30 min. 


















Trama
Prologo - Piazza di Genova. Nel fondo la chiesa di San Lorenzo, a destra il palazzo dei Fieschi. Notte. I genovesi Paolo Albiani orefice e Pietro popolano, in odio ai patrizi decidono di eleggere doge, e se occorre con la violenza, Simon Boccanegra, "corsaro al servizio della Repubblica". Simone accetta con la speranza di strappare all' "empio ostello" dei Fieschi la donna che vi geme prigioniera e che egli ha amato avendone una bimba, di cui nulla sa dopo la sua misteriosa scomparso. La donna è una Fieschi figlia di Jacopo, che ha disonorato la famiglia: da ciò la sua segregazione. Tornata deserta la piazza, il nobile Jacopo Fiesco esce dal palazzo dove la figlia peccatrice è morta. S'incontra con Simone, cui rimprovera l'oltraggio ma tace la sciagura. Simone chiede inutilmente perdono: lo otterrebbe soltanto a patto ch'egli consegnasse al Fiesco il frutto del suo amore con la patrizia; ma egli non può, egli crede perduto quel frutto dopo la sua scomparsa. Jacopo lo lascia solo e Simone, tentato di vedere la donna amata e prigioniera, entra nel palazzo. La trova cadavere. In quella Paolo, Pietro e il "popolo d'ambo i sessi con fiaccole accese", irrompono nella piazza acclamando Simone doge . "Una tomba ... ", grida questi. "Un trono! ... ", risponde Paolo. "Doge Simon? ... m'arde l'inferno in petto!", commento il Fiesco.
( I Atto) Giardino dei Grimaldi fuori Genova, di fronte al mare. Spunta l'aurora. Amelia Grimaldi, sotto il cui nome si nasconde la figlia naturale di Simone, Maria Boccanegra, si trova segretamente con il fidanzato Gabriele Adorno, qentiluomo genovese che ha per rivale d'amore Paolo Albiani. Già nel duetto che ne segue è fatto cenno velatamente alla congiura dei patrizi genovesi, tra cui sono Gabriele Adorno e Jacopo Fiesco, celato questo sotto il nome di Andrea, intesi ad abbattere Simone. Ma arriva il popolano Pietro che annuncia una imminente visita del doge in casa Grimaldi. Gabriele è interdetto. Amelia gli comunica che la visita ha il solo scopo di chiedere "sua destra" per altro favorito dogale e lo invita a farsi avanti per tempo. Va Gabriele in cerca di Andrea (Jacopo Fiesco), mentre Amelia rientra a palazzo; e subito lo incontra e qli chiede di consentire al matrimonio suo con Amelia. Andrea consente, spiegando però che "alto mistero sulla vergine incombe", e che Amelia non è una Grimaldi bensì un'orfana d'umili origini. Ma "ecco il Doge: partiam". Ora sono in giardino il doge e Paolo col seguito. Il doge avvicina Amelia promettendo pace ai nemici Grimaldi patrizi e auspicando all'unione dell'ospite gentile con Paolo Albiani. Dalle confidenze di Amelia, che egli dice non essere una Grimaldi ma un'orfana, e dal ritratto d'una donna che già aveva in custodia la fanciulla sulla marina di Pisa, egli scopre in lei la figlia scomparsa venticinque anni prima. Si abbracciano commossi. A Paolo, sopraggiunto quando la fanciulla è rientrata nelle stanze, impone di rinunziare a ogni speranza, poi segue la figlia ritrovata. Paolo e Pietro progettano allora di rapire Amelia e di nasconderla nell'abitazione di Lorenzino usuriere. Le ultime scene si svolgono nella sala del Consiglio del Palazzo degli Abati. Dal seggio ducale, alla presenza dei consiglieri, Simone tratta degli affari di Stato quando s'ode un crescente rumore di tumulto dalla piazza dei Fieschi. Tra grida di viva e morte al doge, irrompe il popolo trascinando seco Gabriele e Andrea, i quali avevano ucciso l'usuriere Lorenzino ritenuto colpevole d'aver rapito Amelia. Prima di morire Lorenzino stava svelando il nome dell'uomo "possente" che l'aveva spinto al crimine. Gabriele pensa si tratti non di Paolo, ma dello stesso doge, e accusandolo di ratto cerca di colpirlo col pugnale. Amelia, che nel frattempo è riuscita a fuggire, entra in quel punto e si interpone dichiarando l'innocenza di Simone e invocando da lui il perdono di Gabriele. Paolo, ancora insospettato, salvo che da Amelia, medita nuove vendette.
(II Atto) Stanza del doge nel palazzo ducale. Andrea e Gabriele, prigionieri per una notte, vengono tratti alla presenza di Paolo, che confida loro di odiare a sua volta il "tiranno" e propone a entrambi di trucidarlo. Il Fiesco rifiuta e ritorna in carcere. L'Adorno si trattiene. A lui Paolo dice che anche Amelia è nel palazzo e "del vegliardo è segno alle infami dilettanze". Duro scontro tra Gabriele ed Amelia che, accusata dal giovane, non può svelare il segreto della paternità di Simone. Il quale entra mentre Gabriele si nasconde sul poggiolo e assiste di là, furiosamente ingelostio, a un episodio di tenerezza tra Amelia e il padre, cui "ardon le fauci" (ma questa è una variante di Boito) al pensiero che la figlia ami il traditore suo. Poi Simone s'addormenta e per la seconda volta Adorno, uscito dal nascondiglio, tenta di pugnalarlo. Ancora si interpone Amelia e finalmente il doge - era tempo - confessa a Gabriele Adorno d'essere genitore alla fanciulla. Fuori continua la sommossa.
(III Atto) Interno del palazzo ducale. Viene ridata libertà al Fiesco ma è tratto in catene Paolo, condannato al supplizio perché colto tra i rivoltosi con l'armi in pugno. Un coro dall'interno indica che si stanno celebrando le nozze di Amelia e Gabriele. Paolo freme ma sa che la vendetta non tarderò a venire poiché egli ha fatto in tempo ad avvelenare Simone. In un successivo colloquio tra il Fiesco e Simone, questi rivela che Amelia Grimaldi, l'orfanella, è in realtà Maria Boccanegra, la figlia della Fiesco da lui amata in gioventù. Jacopo trasalisce, desolato di perdonare troppo tardi all'antico seduttore della sua creatura. Nell'ultima scena, con intervento degli sposi novelli, Simone muore, dopo avere additato nello Adorno il successore. Maria Fieschi Boccanegra Adorno piange insieme, doppiamente intenerita, la morte del padre e la scoperta del nonno paterno. "Lenti e gravi tocchi di campana. Tutti s'inginocchiano.

















Ci vediamo mercoledì prossimo con la seconda parte! ù
Giorgia

martedì 2 aprile 2013

Giacobs - Cantautore Genovese

Genova, si sa, o così ci piace dire, è la culla di molti cantautori, quelli che non credono che fare musica serva per diventare superstar
E dire, che molti pensano che l'era della canzone d'autore a Genova sia finita.. invece no! Perché i nostri giovani hanno talento da vendere! 
Vi abbiamo già parlato di Michele Savino, e lo faremo più diffusamente appena possibile, ma oggi sempre per la serie cantautorato genovese vogliamo proporvi: Giacobs, in occasione dell'uscita del suo primo disco "Rivoluzione la Domenica".




I temi sono la vita e l'amore, l'amore universale indagati e raccontati da diversi punti di vista, per come sono, senza l'obbiettivo di insegnare qualcosa.

Giacobs, aka Federico Giacobbe, nasce a Genova nell' '83. Scopre la musica, e sopratutto il grande De Andrè, all'età di quindici anni, mentre - dice lui - i suoi amici ascoltavano le hit della disco.
Studia musica e chitarra fin da giovane. Neanche a dirlo Tenco, Fossati, De Andrè, Battiato, Gaetano, Lauzi, De Gregori e Bindi sono stati e sono suoi importanti punti di riferimento, ma lui vuole andare oltre, ritenendo di appartenere a quella generazione di musicisti che deve guardare un po' al di là di quello che è già stato fatto - e come biasimarlo?. 



Incide il disco con Hilary Studio - anche di questo vogliamo parlarvi - studio di incisione genovese emergente, che ha inciso anche i dischi di Savino, di Chiara Ragnini, di Maurizio di Tollo e di molti altri..
La distribuzione è Zimbalam.

L'album è uscito il 20 Marzo! E alcune radio l'hanno già messo in onda: affrettatevi! 
L'opera in copertina è del famoso pittore naif Marino Di Fazio.

Sul sito di Giacobs potrete ascoltare un assaggio dell'album!


Sito ufficiale: http://www.giacobs.it/

Ecco le tracce:
1 Come Vento 

2 Non Mi Rimane Che Aspettare (Perché Tu Sei Perfetta)
 
3 Vivere Vivendo
 
4 Il Leone E La Gazzella Sono Anche Qui In Città
 
5 Tu Non Cambiare Mai
 
6 La Rivoluzione Della Domenica
 
7 E’Impossibile
 
8 Il Desiderio
 
9 E Un Fiore Coglierò Per Te

10 Questo Cielo E’Una Dolce Poesia


Attribuzioni:
TESTI E MUSICHE: Giacobs
DIREZIONE ARTISTICA E ARRANGIAMENTI: Michele Savino
REGISTRAZIONE,MIXAGGIO E MASTERING: A cura di Rossano Villa presso Hilary Studio di Genova

MICHELE SAVINO: Tastiere,pianoforti,cori
ROSSANO VILLA: Fiati e fisarmoniche
SAVERIO MALASPINA: Batterie e percussioni
LAURA MARSANO: Chitarre acustiche ed elettriche
DARIO LA FORGIA: Basso
FABRIZIO COSMI: Chitarra elettrica nel brano “Tu non cambiare mai”
GIACOBS: Chitarra acustica nel brano “Questo cielo è una dolce poesia” registrato in presa diretta


A presto,
Giorgia

anNOTAre - 6

Ecco gli eventi di questa settimana!
Come sempre in altro quelli in corso e in basso quelli propri della settimana!



da Venerdì 8 Marzo al 1 Maggio.
A castello D’Albertis la mostra “Tutto Ri-suona”
Dopo l'inaugurazione venerdì 8 Marzo, la mostra rimarrà in esposizione fino al 1 Maggio 2013.
Chi non ha mai provato un impulso irrefrenabile a produrre suoni e rumori? Chi non ha osservato come un bambino piccolo goda dell'effetto sonoro da lui stesso prodotto quando strilla a pieni polmoni o batte ripetutamente un oggetto? Chi non si è incantato ad ascoltare la natura battendo pietre o legnetti, scuotendo gusci di conchiglie, accartocciando foglie secche?
La mostra è frutto della collaborazione fra il Museo delle Musiche dei Popoli (Echo Art), il mastro giocattolaio Roberto Papetti di Ravenna e il dipartimento Arte Musica della scuola secondaria Don Milani di Genova, ciascuno curatore di una delle tre sezioni in cui si articola la mostra, coordinata dalla Direzione del Museo e dai Servizi Educativi e Didattici.
La sezione di apertura Giocattoli sonori, curata da Roberto Papetti, offre oggetti trovati o fatti in casa, elementari, curiosi, innovativi, realizzati con materiali di riciclo e di facile reperimento, costruiti per il gioco esplorativo delle sonorità del mondo.
Suona il riciclo, curata dagli studenti delle classi seconde e dai docenti del Dipartimento Arte Musica della Scuola Secondaria 'don Milani', racconta le tappe di un percorso didattico-laboratoriale finalizzato alla realizzazione di strumenti musicali con materiali di riciclo e di uso quotidiano.
Le curiose percussioni multi sonore e i variopinti strumenti a corde, frutto della creatività e della manualità degli studenti a partire da bicchieri, bottiglie e tubi di plastica, cartoni e lenze, riso e chiodini, sono esposti in puntuale contrappunto e dialogo con strumenti tradizionali originali selezionati daEcho Art.
Nel periodo della mostra sono previsti incontri e proiezioni che vedranno nuovamente protagonisti i curatori delle sezioni con approfondimenti tematici, fornendo occasioni per avvicinarsi ad esperienze musicali in una dimensione di benessere psico-fisico. 
In particolare, con ingresso gratuito:
Mercoledì 10 Aprile ore 16.30-19
“Una cultura musicale si basa sulle persone stesse che la eseguono, le loro idee, le loro azioni e il suono che producono” ( Merriam 1964 ). 
Martedì 16 Aprile ore 16.30-19.00 
Etnomusicologia e Musicoterapia, a cura di Davide Ferrari (Echo Art).
Un incontro rivolto ai docenti e agli educatori interessati a conoscere percorsi e attività didattiche con metodologia laboratoriale ed espressiva, a cura di Chiara Cipolli e Monica Terminiello, docenti del dipartimento Arte Musica, scuola secondaria ‘don Milani’.
Specifiche attività saranno rivolte alle scolaresche(info e prenotazioni 010 5574748)
Attività gratuite curate dai Servizi Educativi e Didattici del Settore Musei in collaborazione con Echo Art, biglietto d’ingresso al museo 3€

Dove: Castello D’Albertis, Corso Dogali 18 - Genova
Quando: in esposizione fino al 1 maggio 2013 con orario: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17 (ultimo ingresso ore 16) sabato e domenica 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
Biglietti: Intero € 6,00 - Ridotto (ragazzi 5-12 anni e >65 anni) € 4,50 Ridotto socio “Amici del Castello D’Albertis” € 3,50 Gratuito bambini 0-4 anni
gruppi (1 gratuità ogni 25 paganti) € 4,50 ridotto per scolaresche (ragazzi 5-18) € 3,00

E’ consigliata la prenotazione


da Sabato 9 Marzo 
Il Drago Verderame al Museo Diocesano dalle 15,30 alle 17,30 ogni sabato pomeriggio fino ad aprile, animazioni per bambini dai 5 e gli 11 anni

Tornano le avventure del Drago Verderame: un modo nuovo e coinvolgente per accostare i bambini al patrimonio culturale della nostra città, attraverso giochi laboratori e attività ispirate al Medioevo genovese.

Gli incontri, che si terranno ogni sabato pomeriggio (con orario 15.30 – 17.30) nei mesi di marzo e aprile, sono rivolti ai bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Dopo il successo riscosso dagli incontri passati, Ianua Temporis torna a proporre nuovi ed imperdibili intrattenimenti, mirati ad iniziare i più piccini alle meraviglie dell’arte e alle imprese avventurose del Medioevo.

La rievocazione storica, supportata dai costumi e dall’affascinante cornice del Chiostro dei Canonici, trasforma il gioco in un indimenticabile tuffo nel passato.

Tanti appuntamenti per nuovi e nuove aspiranti cavalieri per impratichirsi nell’uso delle spade di legno, intrepidi castellani e vivaci dame per un ciclo di esperienze uniche che permetteranno loro di giocare, imparare e divertirsi.
Laboratorio su prenotazione, la quota di partecipazione è di € 8.
Durante le attività, che possono essere fruite senza l’assistenza degli adulti, gli accompagnatori possono scegliere di visitare gratuitamente il Museo.
A cura di Arti&Mestieri e Ianua temporis.

Dove: Museo Diocesano, Chiostro dei Canonici, via T. Reggio 20r - Genova
Quando: da sabato 9 marzo 2013 alla fine di aprile, dalle ore 15,30 alle ore 17,30
Info: tel. 0102475127 - info@museodiocesanogenova.it


da Mercoledì 27 Marzo al 3 Aprile
Rapallo ospita il tradizionale appuntamento con la Pasqua in Fiore con addobbi e creazioni floreali nelle vie del centro.


da 15 Venerdì Marzo al 30 Giugno
Le incredibili macchine di Leonardo, mostra delle macchine funzionanti tratte dai codici di Leonardo da Vinci al Museo di Sant'Agostino di Genova
Un evento per entrare in contatto con il mondo sia umano che professionale di uno dei personaggi più emblematici della storia dell´umanità e con le sue invenzioni.
Le macchine dedicate alla meccanica sono interattive e possono essere usate dal pubblico, favorendo così una presa di contatto diretta della poliedrica e pragmatica attività di un uomo e contribuendo a sfatare il mito del genio distante dal quotidiano, raccontando il suo lavoro pratico ed intelligente.
Inoltre il visitatore può scoprire opere scultoree, pittoriche e affreschi che trovano un´ambientazione suggestiva e ideale negli ampi, luminosi spazi dell´ex complesso monastico restaurato. Nel percorso si possono ammirare capolavori di scultura, fra gli altri, di Giovanni Pisano e Pierre Puget, tele e affreschi dei maggiori artisti che operarono nel ´500 e nel ´600 in Genova e nell´area ligure (Luca Cambiaso, Domenico Fiasella).


Fino al 13 Aprile
Tra acqua e cielo. La mia Indocina: le foto di Stefano Massari
Un fotografo in viaggio tra Vietnam e Cambogia. L'importanza del fiume, mondo parallelo alla terraferma. Gli scatti esposti allo spazio Top Market di Genova.

Vietnam e Cambogia sono due facce di una stessa medaglia: paesi accomunati da un passato glorioso, da un fiume - il Mekong - che ne caratterizza l’ambiente e ne influenza l’economia e dalle tragiche politiche colonialiste del ventesimo secolo. Non ultima, dalla rimozione collettiva del recente passato, di cui rimangono solo monumenti e musei fatti più a misura di turista che come vera e propria rielaborazione nazionale.
Da venerdì 22 marzo è allestita presso lo spazio eventi Top Market, in via Cecchi 69/br a Genova (per info 010 5536180) la mostra Tra acqua e cielo. La mia Indocina del fotografoStefano Massari. L'esposizione è visitabile fino al 13 apriledal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30; ingresso libero.
Stefano Massari ha percorso un viaggio circolare. Dalla vecchia Saigon (ora Ho Chi Minh City, così ribattezzata dal comandante che negli anni Cinquanta del Novecento dichiarò l’indipendenza del Vietnam dai protettorati giapponesi e francesi, portando di fatto alla divisione tra il Sud e il Nord del paese), ha risalito le coste del Vietnam, è entrato in Cambogia arrivando a Siem Reap, provincia centrale dello stato caratterizzata dalle grandiose rovine khmer di Angkor e dalTonle Sap, un grande lago di acqua dolce dichiarato area protetta dall’Unesco dal 1997.Da lì, attraversando la capitalePhnom Penh, si è rivolto verso Ratanakiri, provincia nordorientale della Cambogia oggetto dei feroci disboscamenti cinesi, per poi riscendere in Vietnam e concludere il suo lungo viaggio.
Durante i chilometri percorsi su mezzi di fortuna o su modeste imbarcazioni in continuo andirivieni, Massari ha potuto vedere coi suoi occhi le analogie e le differenze tra i due paesi, le contraddizioni e le rimozioni collettive, le influenze straniere che ancora rimangono, ma soprattutto l’importanza del fiume, il Mekong, il terzo fiume dell’Asia e l’undicesimo, per lunghezza, della Terra.
Perché un viaggio come questo porta dentro alla cultura, alla politica, alla abitudini dei villaggi e delle città visitate: la guerra vietnamita degli anni Sessanta e la dittatura di Pol Pot dal 1975 al 1979 in Cambogia, hanno di fatto costituito l’anno zero di questi due paesi, che sono dovuti rinascere dalle proprie ceneri. E chi li attraversa non può non sentirsi coinvolto dalla folata che la Storia vi ha fatto passare.
A rafforzare l’inconscio e irragionevole senso di partecipazione che un occidentale prova, c’è la magia del fiume: «Il mondo d’acqua del Mekong nel sud del Vietnam è inimmaginabile per un italiano» conferma Massari. L’acqua è la via da attraversare sulle spartane imbarcazioni locali che non proteggono dalla pioggia, è fonte di sostentamento, è un lungo serpente marrone sulle cui sponde cresce la vegetazione tropicale, è un mondo parallelo alla terra ferma che deve confrontarsi con il crescente inquinamento e con la diminuzione della portata delle acque a causa delle dighe che Cina e Thailandia stanno costruendo lungo il suo percorso.


da Sabato 23 Marzo
Presso la Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti, è in mostra la personale dell’artista Marta Dell’Angelo.
Lo studio del corpo umano è il tema principale dell'arte di Marta dell’Angelo. I suoi quadri riportano figure reali, dai colori nitidi, forti, dai profili netti, con campiture levigate, a volte luminose, a volte ombrose. Figure tagliate in modi arbitrari che pongono al centro un’indagine sulle posture, sulla tensione dei muscoli, sullo sforzo, l’estensione, sulla quotidianità complessa della macchina entro cui viviamo.

Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF